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Sinner sfida Alcaraz, Parigi vale la stagione: “Ma niente miracoli”

Jannik Sinner al Roland Garros con Gael Monfils

 

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Dopo l’entusiasmo di Roma Jannik trova al Roland Garros un’atmosfera discreta: “Per raggiungere il livello che voglio, devo migliorare in alcune cose”. Musetti: “Voglio sollevare il trofeo”
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PARIGI – “I miracoli non esistono”, dice Jannik. Non cerca scusa, non chiede tempo. Spiega. "Per raggiungere il livello che voglio, devo migliorare in alcune cose: soprattutto fisicamente, poi un paio di colpi. Ho bisogno di giocare altre partite “vere”: farlo qui, al meglio dei 5 set, mi aiuterà". Bonjour, Parigi: un’atmosfera così discreta, dopo l’orgia di pubblico del Foro Italico. "Roma mi ha dato tanta energia positiva, qui è un po’ diverso". Un po’? Addio ai cori da stadio, alle migliaia di appassionati che prendevano d’assalto con un’ora d’anticipo il campo di allenamento. Court 2: venerdì ad assistere a un’ora di scambi col danese Ruud, erano in centocinquanta. Che silenzio. I francesi sembrano più attratti da Alcaraz, campione in carica. Nei primi turni non faranno il tifo per l’azzurro, che promette di incontrare i loro tennisti: sicuramente il provenzale Rinderknech all’esordio; con ogni probabilità, il vecchio occitano Gasquet; quindi Fils, nato a sud della capitale. "Ma n…

PARIGI – “I miracoli non esistono”, dice Jannik. Non cerca scusa, non chiede tempo. Spiega. "Per raggiungere il livello che voglio, devo migliorare in alcune cose: soprattutto fisicamente, poi un paio di colpi. Ho bisogno di giocare altre partite “vere”: farlo qui, al meglio dei 5 set, mi aiuterà". Bonjour, Parigi: un’atmosfera così discreta, dopo l’orgia di pubblico del Foro Italico. "Roma mi ha dato tanta energia positiva, qui è un po’ diverso". Un po’? Addio ai cori da stadio, alle migliaia di appassionati che prendevano d’assalto con un’ora d’anticipo il campo di allenamento. Court 2: venerdì ad assistere a un’ora di scambi col danese Ruud, erano in centocinquanta. Che silenzio. I francesi sembrano più attratti da Alcaraz, campione in carica. Nei primi turni non faranno il tifo per l’azzurro, che promette di incontrare i loro tennisti: sicuramente il provenzale Rinderknech all’esordio; con ogni probabilità, il vecchio occitano Gasquet; quindi Fils, nato a sud della capitale. "Ma non credo proprio tiferanno contro di me. È normale sostengano i loro giocatori, era successo anche l’anno scorso. Rispetto a una settimana fa, cambieranno anche tante altre situazioni: le palle, il campo. Non è mica uno svantaggio: semplicemente, è diverso. La cosa importante è avere la mia squadra vicino". Vicino al numero uno, in questi giorni è stato anche Rafa Nadal: "Sono convinto che Jannik non abbia mai voluto truccare le carte", ha detto lo spagnolo in una intervista a L’Équipe, riferendosi alla vicenda Clostebol. "Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui a lungo, in passato. Mi conosce bene, sa che persona sono", sorride. "Le sue parole mi hanno fatto molto piacere, e aiutato moralmente. È una persona onesta, umile, molto importante sportivamente, una leggenda: al Roland Garros gli dedicheranno un meritatissimo tributo".

Sinner: "Dovrò essere pronto dal punto di vista mentale”

Musetti, salito al 7° posto nel ranking live Atp, giocherà domenica: "Voglio sollevare il trofeo". Il carrarino non si nasconde. L’esordio di Sinner, che è nella parte alta del tabellone, è previsto per lunedì. "Arriviamo da Roma con la consapevolezza di avere fatto delle cose buone, e altre non come avrei voluto. È esattamente come mi sento oggi: c’è tanto da migliorare, ma per fortuna abbiamo il tempo per cambiare alcune piccole cose". Fisicamente, ad esempio. E infatti venerdì ha lavorato molto sugli spostamenti laterali, tribolando con la vescica sotto il piede. Poi, quel paio di colpi. "Parliamo di velocità e di spin: messi in relazione al modo in cui corro e accelero". Parigi è il suo principale obiettivo della stagione: lo aveva detto dopo avere vinto a Melbourne, quando ancora non poteva nemmeno immaginare i tre mesi di stop. Non si rimangia nulla, vuol solo calarsi nella sfida. "Dovrò essere pronto dal punto di vista mentale, per cercare di usare l’energia in modo corretto. Consistente, e solido". È sereno, te ne accorgi dalla risata ingenua anche gli scappa quando un giornalista danese gli chiede: cosa ci facevi nei giorni scorsi a Copenaghen con una ragazza? "No, nessuna ragazza: ero lì per un servizio fotografico. Bellissima città: verde. Tranquilla, come piace a me". Carlos Alcaraz ha parlato della loro rivalità, e del fatto che anche tra Nadal e Djokovic c’erano delle serie positive per l’uno o per l’altro: adesso tocca a me, ha sottinteso lo spagnolo. "Sicuramente è il favorito", ammette Jannik. E allora: i miracoli non esistono? "Sto facendo progressi. Continuo a migliorare". Più che una risposta, sembra una promessa.

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