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Cobolli: “La finale di Amburgo la mia miglior partita. A Parigi con fiducia, posso battere chiunque”

Flavio Cobolli (reuters)
Intervista al 23enne azzurro che in Germania ha conquistato il secondo titolo della carriera salendo al numero 26 del ranking Atp
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PARIGI - «La classifica è importante, ma non è una ossessione: quello che mi interessa è essere felice quando gioco». E allora, Flavio Cobolli: che gioia. Un paio d’ore prima del centesimo successo di Djokovic e mille chilometri a nord di Ginevra, ieri il tennista romano ha vinto il prestigioso Atp 500 di Amburgo superando in finale (6-2, 6-4) il russo Rublev. E’ il secondo torneo Atp nella carriera dell’azzurro, 23 anni appena compiuti, che il mese scorso aveva trionfato a Bucarest e adesso guarda con ambizione a Parigi, dove è appena arrivato e domani esordisce contro il croato Cilic. «In queste ore devo recuperare tutte le energie spese nell’ultima settimana: è stata una avventura bellissima, ma faticosa».

Nel tabellone del Roland Garros un potenziale secondo turno abbordabile (contro il vincente di Arnaldi-Auger-Aliassime), poi la testa di serie numero 3: Zverev.
«Non sono un tennista che può permettersi di fare calcoli, di gestire con una certa tranquillità le prime partite: …

PARIGI - «La classifica è importante, ma non è una ossessione: quello che mi interessa è essere felice quando gioco». E allora, Flavio Cobolli: che gioia. Un paio d’ore prima del centesimo successo di Djokovic e mille chilometri a nord di Ginevra, ieri il tennista romano ha vinto il prestigioso Atp 500 di Amburgo superando in finale (6-2, 6-4) il russo Rublev. E’ il secondo torneo Atp nella carriera dell’azzurro, 23 anni appena compiuti, che il mese scorso aveva trionfato a Bucarest e adesso guarda con ambizione a Parigi, dove è appena arrivato e domani esordisce contro il croato Cilic. «In queste ore devo recuperare tutte le energie spese nell’ultima settimana: è stata una avventura bellissima, ma faticosa».

Nel tabellone del Roland Garros un potenziale secondo turno abbordabile (contro il vincente di Arnaldi-Auger-Aliassime), poi la testa di serie numero 3: Zverev.
«Non sono un tennista che può permettersi di fare calcoli, di gestire con una certa tranquillità le prime partite: dovrò dare tutto me stesso fin dall’inizio, come sempre. Però sto molto bene, e so di poter battere chiunque».

Con Rublev ha fatto un capolavoro.
«Credo sia stata la mia più bella partita di sempre, per l’atteggiamento e il livello che ho saputo mantenere dall’inizio alla fine».

(reuters)

Nel secondo set ha vinto uno scambio da record: 31 colpi consecutivi.
«Era una partita molto importante per entrambi, con Andrej è sempre un braccio di ferro a ogni punto: devi sapere resistere, andare fino in fondo. Ero reduce da una semifinale molto dura con Etcheverry (più due battaglie precedenti con Bautista Agut e Davidovich Fokina, ndr), lui invece se l’era cavata in maniera relativamente veloce. Fisicamente mi sento molto bene».

Dopo il successo di Bucarest, ai primi di aprile, sembrava essersi fermato. A Roma era addirittura scoppiato in lacrime.
«Il vero momento buio è stato all’inizio dell’anno, quando ho dovuto recuperare da un infortunio. Poi ho continuato ad allenarmi e a crescere. Dopo Bucarest è arrivata qualche sconfitta, ma nel circuito giocano tutti un grande tennis ed è difficile trovare continuità».

Cobolli con il trofeo vinto ad Amburgo (reuters)

Nel ranking live Atp sale al 26° posto: è il miglior italiano, dopo Sinner e Musetti.
«Voglio guardare sempre avanti. Divertirmi in campo. Se poi la classifica è buona, tanto meglio. Ma se domani un altro italiano di mi dovesse sorpassare, sarei contento per lui».

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