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Musetti, esordio in discesa: “Serve ambizione, voglio vincere il torneo”

Lorenzo Musetti (afp)

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Il toscano batte in scioltezza in tre set Hanfmann e manifesta propositi chiari per il prosieguo del cammino
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PARIGI - «Chiudere in 3 set, lasciando 7 giochi all’avversario, è il debutto che ci voleva». Lorenzo Musetti giura che non poteva volere di meglio. «Ho avuto qualche difficoltà nella prima frazione, perché lui giocava molto bene e c’era parecchio vento che mi dava fastidio».

Il break all’undicesimo gioco, poi solo discesa

Yannick Hanfmann si è fatto strappare il servizio sul 5 pari. Da allora, è stato tutto più semplice. «Però c’è sempre molta pressione, a essere il primo del torneo a scendere in campo sul Philippe Chatrier. Per fortuna, ancora una volta il mio servizio ha funzionato: è stato la chiave dell’incontro». Il successo sul tedesco gli dà ulteriore fiducia. «Qui a Parigi sono sempre andato molto bene, uscendo solo con dei Top5: ma vi…

PARIGI - «Chiudere in 3 set, lasciando 7 giochi all’avversario, è il debutto che ci voleva». Lorenzo Musetti giura che non poteva volere di meglio. «Ho avuto qualche difficoltà nella prima frazione, perché lui giocava molto bene e c’era parecchio vento che mi dava fastidio».

Il break all’undicesimo gioco, poi solo discesa

Yannick Hanfmann si è fatto strappare il servizio sul 5 pari. Da allora, è stato tutto più semplice. «Però c’è sempre molta pressione, a essere il primo del torneo a scendere in campo sul Philippe Chatrier. Per fortuna, ancora una volta il mio servizio ha funzionato: è stato la chiave dell’incontro». Il successo sul tedesco gli dà ulteriore fiducia. «Qui a Parigi sono sempre andato molto bene, uscendo solo con dei Top5: ma visto che adesso voglio entrarci, tra i migliori 5 del mondo, è ora di fare meglio del passato».

Musetti: “Devo essere ambizioso, voglio vincere al Roland Garros”

Non si tira indietro, anzi. «Sono qui per alzare il trofeo. Mi sento pronto, devo essere ambizioso». Del resto, la scorsa estate ha raggiunto la semifinale di Wimbledon. «Sull’erba. E la terra rossa è la mia superficie preferita». Fate un po’ voi i conti, sottintende. Poi, un passaggio su Rafa Nadal che vale la pena registrare: «Qui al Roland Garros mi sono allenato una sola volta, con lui: avevo 18-19 anni, ero in soggezione anche solo all’idea di palleggiare. Persi 6-1 oppure 6-0», sorride al ricordo. «Ma quando a Roma vinsi con Wawrinka la mia prima partita importante, il giorno dopo sul campo di allenamento Rafa venne a farmi i complimenti e fu una grande lezione di vita».

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