PARIGI – Jasmine può continuare a crescere e fare qualcosa di ancora più grande delle due finali Slam della passata stagione o della vittoria al Foro Italico dell’altra settimana. Sarebbe stupido porsi dei limiti». A mezzogiorno Jasmine Paolini affronta l’australiana Ajla Tomljanovic nel secondo turno del Roland Garros (ieri vittorie di Cobolli su Cilic e Arnaldi in rimonta su Auger-Aliassime: li aspetta il derby; sconfitte per Bellucci e Passaro). A fare il tifo per lei ci sarà anche Renzo Furlan, l’allenatore con cui Jas è sbocciata e da cui si è separata due mesi fa, dopo dieci anni di vita insieme. «Lei è stata molto sincera: a 29 anni voleva provare un’altra esperienza (il nuovo coach è lo spagnolo Marc Lopez). Abbiamo sempre condiviso tutto, le strade a un certo punto possono dividersi: rimangono l’amicizia e il rispetto».
PARIGI – Jasmine può continuare a crescere e fare qualcosa di ancora più grande delle due finali Slam della passata stagione o della vittoria al Foro Italico dell’altra settimana. Sarebbe stupido porsi dei limiti». A mezzogiorno Jasmine Paolini affronta l’australiana Ajla Tomljanovic nel secondo turno del Roland Garros (ieri vittorie di Cobolli su Cilic e Arnaldi in rimonta su Auger-Aliassime: li aspetta il derby; sconfitte per Bellucci e Passaro). A fare il tifo per lei ci sarà anche Renzo Furlan, l’allenatore con cui Jas è sbocciata e da cui si è separata due mesi fa, dopo dieci anni di vita insieme. «Lei è stata molto sincera: a 29 anni voleva provare un’altra esperienza (il nuovo coach è lo spagnolo Marc Lopez). Abbiamo sempre condiviso tutto, le strade a un certo punto possono dividersi: rimangono l’amicizia e il rispetto».
Paolini nel primo turno ha un po’ sofferto, prima di superare Yuan.
«Gioca con facilità, è consistente. Matura. Sa di avere raggiunto un livello molto alto, può provare a prendersi il torneo: è nelle sue corde, dopo il successo di Roma. Sa perfettamente cosa vuole. E quando è determinata, diventa uno schiacciasassi. In poche hanno un tennis migliore».
Qual è il suo segreto?
«La duttilità: ha una straordinaria capacità di assimilare i cambiamenti tecnici. E poi, un’elasticità muscolare e una esplosività fuori dal comune: unite a una grande coordinazione, fanno di lei un’atleta fisicamente fortissima, nonostante non sia alta e grossa come molte sue avversarie».
Ha svoltato solo a 28 anni, dopo una carriera ‘normale’.
«È accaduto tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Ci eravamo posti l’obiettivo di entrare tra le prime 30, tra le teste di serie: è successo, e ha capito che potevamo salire ancora. Ha vinto a Dubai, non si è più fermata. Avevamo entrambi bisogno di sapere quale fosse il nostro livello: lo abbiamo fatto nella maniera giusta, un passo per volta».
Il momento più bello insieme?
«Dal Bol Open del 2021 al primo titolo vinto, a Portorose, Dubai, piccole e grandi esperienze. Lavorando per avere il meglio, senza chiederti dove arriverai».
E Renzo Furlan? Dicono potrebbe prendere il posto di Cahill accanto a Vagnozzi per allenare Sinner.
«Magari. No, credo stiano cercando un profilo straniero, uno che abbia vinto qualche Slam e abbia una certa esperienza: tipo Norman, o Ljubicic».