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Musetti chiama Sinner, l’Italia ha il doppio passo per conquistare Parigi

Lorenzo Musetti (agf)

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Lorenzo supera Tiafoe e aspetta in semifinale Alcaraz: “Io elegante? Sono italiano”. Il n.1 in campo per raggiungerlo
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Parigi – Lorenzo gioca un tennis che mi piace tantissimo, incredibilmente diverso dal mio. E forse, anche più bello da vedere». Parola di Jannik, che si definisce il «primo tifoso» del compagno di Davis. Sì, il gioco di Musetti è divertente. Elegante, vario. Nobile. Un po’ rétro, come dice lo stesso “Lollo” quando accenna a quel suo antico rovescio a una mano. I complimenti sinceri del numero uno del mondo legittimano ancora di più la crescita del carrarino. Che questa volta sul Philippe Chatrier non è stato impeccabile, anche perché ormai sono più di 2 mesi che fa meraviglie sulla terra rossa del Mediterraneo: Montecarlo, Madrid, Foro Italico, Parigi. Non importa: la vittoria di testa e di cuore, in poco meno di 3 ore e 4 set sull’americano Tiafoe, gli vale una emozionante semifinale contro Alcaraz, che ha lasciato solo 5 giochi a Paul.

Parigi – Lorenzo gioca un tennis che mi piace tantissimo, incredibilmente diverso dal mio. E forse, anche più bello da vedere». Parola di Jannik, che si definisce il «primo tifoso» del compagno di Davis. Sì, il gioco di Musetti è divertente. Elegante, vario. Nobile. Un po’ rétro, come dice lo stesso “Lollo” quando accenna a quel suo antico rovescio a una mano. I complimenti sinceri del numero uno del mondo legittimano ancora di più la crescita del carrarino. Che questa volta sul Philippe Chatrier non è stato impeccabile, anche perché ormai sono più di 2 mesi che fa meraviglie sulla terra rossa del Mediterraneo: Montecarlo, Madrid, Foro Italico, Parigi. Non importa: la vittoria di testa e di cuore, in poco meno di 3 ore e 4 set sull’americano Tiafoe, gli vale una emozionante semifinale contro Alcaraz, che ha lasciato solo 5 giochi a Paul.

Dai tempi di Pietrangeli e Sirola

Oggi pomeriggio, dopo le 15, Sinner prova a imitarlo: se anche il ragazzo di capelli rossi supera lo scoglio dei quarti — il meteorite Bublik — , lo aspetta uno tra Djokovic e Zverev. Poi si tornerà a giocare venerdì, e per lo sport italiano potrebbe essere una giornata storica. Sono trascorsi 65 anni dall’ultima volta che 2 azzurri hanno raggiunto le semifinali qui al Roland Garros. Nel 1960, i nostri moschettieri erano Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola.

"Noi italiani siamo eleganti”

«Noi italiani siamo eleganti». Lorenzo prova a raccontare il suo gioco, che ha fatto innamorare i francesi. Nessuno ha mai dubitato del talento, e del resto qualche anno fa (pochi, perché ne ha solo 23) è stato il miglior U18 del pianeta. Gli mancava qualcosa sul piano della concretezza, e della serenità. «Diventare padre, un anno fa, mi ha fatto maturare». Meno parolacce, mugugni. Anche se ieri ha tirato un calcio di frustrazione a una pallina, che è andata a colpire un giudice di linea. Ahia. «Mi sono spaventato, per fortuna hanno capito che non c’era niente di intenzionale». Se l’è cavata con un avvertimento. Simone Tartarini, l’allenatore, spiega che negli ultimi mesi il ragazzo ha fatto anche grandi progressi sul servizio e il dritto. Prima la finale a Montecarlo perduta con Alcaraz, poi la semifinale ceduta a Draper, a Madrid, e un’altra semifinale con lo spagnolo a Roma. Con la vittoria di ieri si è garantito il 6° posto, la Top5 è dietro l’angolo. Tartarini ammette che Musetti è in debito di energie, soprattutto nervose. Due giornate di riposo non potranno fargli che bene. Oggi, niente sveglia. «Poi magari vado a farmi un giretto per gli Champs Élysées: ho bisogno di staccare la spina, credo di essermelo meritato».

E se domenica...

Poi una partita a burraco col manager Dado Artaldi e la compagna di lui, Eleonora. «Li faccio sempre vincere, mi porta fortuna», scherza. Tartarini invece è un appassionato del poker. “Lollo” non ha mai bluffato in vita sua: «Sono arrivato fin qui un passo alla volta». Non è un campione, non ancora. «Mi piacerebbe. Ho l’opportunità di diventarlo, ma c’è ancora tanta strada da fare». Incassa i complimenti di Jannik, e rilancia: «Gli invidio la mentalità, la freddezza, la capacità di saper gestire i momenti più importanti». Nel frattempo, il momento d’oro del tennis azzurro continua: in semifinale ci vanno pure nel doppio Sara Errani e Jasmine Paolini, la coppia perfetta. Insomma, manca solo Sinner. «Spero ce la faccia», l’augurio di “Lollo”. E se domenica si ritrovassero in finale? Lasciateci sognare ancora un po’.

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