PARIGI — Ieri mattina si sono allenati insieme, ha portato fortuna: Lois Boisson e Jannik Sinner. Anche la ragazza francese in passato ha frequentato l’accademia di Riccardo Piatti a Bordighera: «Si vedeva già allora che aveva un gran potenziale», ricorda il campione altoatesino. All’inizio del torneo parigino si sono incrociati in palestra. «Ero felice di rivederla, e lei molto contenta per la wild card ricevuta». Sì, ma chi poteva immaginarlo? Numero 361 del mondo, ha raggiunto le semifinali del Roland Garros. La Francia è impazzita: «Mi fa tanto piacere per lei, è molto forte fisicamente. Ti restituisce una palla alta, con tanto spin, perfetta per la terra battuta. Fare riscaldamento con lei è stata un’ottima idea».
La carriera di Lois Boisson
Figlia di un giocatore di basket, all’inizio sembrava indirizzata verso la pallacanestro. «Era veloce, aveva un ottimo tiro», ricorda il padre, Yann. «Poi però ha preso in mano una racchetta, ed è cambiato tutto». Ha appena compiuto 22 …
PARIGI — Ieri mattina si sono allenati insieme, ha portato fortuna: Lois Boisson e Jannik Sinner. Anche la ragazza francese in passato ha frequentato l’accademia di Riccardo Piatti a Bordighera: «Si vedeva già allora che aveva un gran potenziale», ricorda il campione altoatesino. All’inizio del torneo parigino si sono incrociati in palestra. «Ero felice di rivederla, e lei molto contenta per la wild card ricevuta». Sì, ma chi poteva immaginarlo? Numero 361 del mondo, ha raggiunto le semifinali del Roland Garros. La Francia è impazzita: «Mi fa tanto piacere per lei, è molto forte fisicamente. Ti restituisce una palla alta, con tanto spin, perfetta per la terra battuta. Fare riscaldamento con lei è stata un’ottima idea».
La carriera di Lois Boisson
Figlia di un giocatore di basket, all’inizio sembrava indirizzata verso la pallacanestro. «Era veloce, aveva un ottimo tiro», ricorda il padre, Yann. «Poi però ha preso in mano una racchetta, ed è cambiato tutto». Ha appena compiuto 22 anni, è reduce da un’operazione ai legamenti crociati d un ginocchio. Mertens, Kalinina, Jacquemot, quindi la numero 3 del mondo, Jessica Pegula: ogni volta un ostacolo che sembrava impossibile scavalcare. E invece. Battendo anche la russa Andreeva ha guadagnato premi per 700.000 euro, ma soprattutto ha fatto un salto nel ranking che non ha precedenti: ora è al 65° posto, in pochi giorni ha scalato 296 posizioni. Nell’ultimo mezzo secolo, solo due tenniste avevano raggiunto le semifinali esordendo nel tabellone principale, e sentite un po’ che nomi: Monica Seles e Jennifer Capriati. «Al match point mi sono detta: non ci pensare, resta calma. Provaci, e basta». Ore dopo la fine dell’incontro, Lois era ancora emozionata. «Quello che mi sta succedendo è pazzesco. Sto sfruttando al massimo l’opportunità, spero di arrivare fino in fondo».
Pubblico indisciplinato, Andreeva in lacrime
Una favola, proprio così. Però, per favore, non dite più che i tifosi del Foro Italico sono indisciplinati. Ieri al Philippe Chatrier lo sciovinismo del pubblico francese ha raggiunto livelli quasi imbarazzanti. La sua avversaria, la povera Mirra Andreeva, ha solo 18 anni: al termine della partita è scoppiata in lacrime. Faceva tenerezza. «È stato molto difficile, soprattutto nel secondo set. Con tutta quella pressione addosso, ho perso fiducia in me stessa», ha ammesso. Un’esperienza che difficilmente dimenticherà, ma che sarebbe bene tenessero a mente anche gli spettatori del Roland Garros. A inizio torneo, il serbo Miomir Kecmanovic aveva denunciato di avere ricevuto degli sputi da parte del pubblico durante il match perso col francese Quentin Halys.
Roland Garros, il programma di oggi
L’appuntamento con le semifinali del singolare femminile è per il pomeriggio: alle 15 Sabalenka affronta Swiatek, a seguire Boisson sfida Gauff. L’americana, sconfitta il mese scorso a Roma da Jasmine Paolini, prova a scherzaci su: «Se avessi incontrato Mirra ci sarebbe stata meno interazione con il pubblico, Spero di trovare un ambiente sportivo. In fondo, questo è solo tennis».