Sinner travolge Bublik. L’Italia sogna la finale del Roland Garros con Musetti
dal nostro inviato Massimo CalandriJannik Sinner
(reuters)PARIGI — «L’ho quasi preso, ragazzi», ha scritto ironicamente sotto la fotografia di lui e Jannik che s’abbracciano al termine dell’incontro. Sì, Alexander Bublik è un tipo speciale. Come quando confessa candidamente che Sinner «appartiene a un’altra dimensione». Cambiano gli avversari, non il copione: tre set in meno di due ore. Il n. 1 del mondo è in semifinale, dove incontrerà Djokovic, che ha sconfitto in quattro set Zverev. In finale, poi, potrebbe trovare Musetti, atteso dall’ostacolo Alcaraz: «Sarebbe bellissimo, ma è già molto importante essere arrivati a questo punto, in uno Slam. E comunque, sono sicuro: prima o poi accadrà». Due italiani tra i 4 migliori al Roland Garros, era accaduto solo nel 1960 con Pietrangeli e Sirola. L’appuntamento è per venerdì: «Ma milioni di tifosi italiani non potranno vedere in chiaro le partite: è inaccettabile», denuncia Angelo Binaghi, presidente della Fitp. Domani anche la semifinale del doppio femminile, con Paolini ed Errani, che oggi gioc…
PARIGI — «L’ho quasi preso, ragazzi», ha scritto ironicamente sotto la fotografia di lui e Jannik che s’abbracciano al termine dell’incontro. Sì, Alexander Bublik è un tipo speciale. Come quando confessa candidamente che Sinner «appartiene a un’altra dimensione». Cambiano gli avversari, non il copione: tre set in meno di due ore. Il n. 1 del mondo è in semifinale, dove incontrerà Djokovic, che ha sconfitto in quattro set Zverev. In finale, poi, potrebbe trovare Musetti, atteso dall’ostacolo Alcaraz: «Sarebbe bellissimo, ma è già molto importante essere arrivati a questo punto, in uno Slam. E comunque, sono sicuro: prima o poi accadrà». Due italiani tra i 4 migliori al Roland Garros, era accaduto solo nel 1960 con Pietrangeli e Sirola. L’appuntamento è per venerdì: «Ma milioni di tifosi italiani non potranno vedere in chiaro le partite: è inaccettabile», denuncia Angelo Binaghi, presidente della Fitp. Domani anche la semifinale del doppio femminile, con Paolini ed Errani, che oggi gioca anche con Vavassori la finale del doppio misto: è un momento d’oro per il tennis azzurro.
Sinner: “Ogni giorno mi sento sempre più libero”
Sinner dice di essere «molto contento». Ma qualcosa ancora non va, e non dipende da lui. A gennaio, quando aveva vinto lo Slam di Melbourne, aveva raccontato che negli spogliatoi australiani c’era chi lo guardava in modo «strano» per la vicenda Clostebol. Ne aveva molto sofferto. Non è finita, purtroppo. «Anche qui ci sono giocatori un po’ diversi, con me». Pochi. «Bublik mi ha detto che era felice di rivedermi. Mi ha fatto un piacere enorme». Tira un lungo sospiro. «E comunque mi importa solo di quello che pensano le persone a me vicine. Ogni giorno mi sento più libero, tranquillo. Sono qui per giocare a tennis: e mi piace». Sul campo continua a progredire: fisicamente, dal punto di vista tecnico e mentale. «Non butto via una sola palla. Mi sono piaciuto nella risposta al servizio (Bublik sparava cannonate da 224 e la seconda a 190 kmh, ndr): mi stimola confrontarmi con chi ha una grande battuta. Alexander ha molto talento e momenti di gioco altissimi, ma anche qualcuno basso: sono rimasto sempre solido».
Sinner: “In semifinale farò fatica”
Nel finale di un folgorante primo set, è successo di nuovo: sotto 0-5, il suo avversario ha esultato quando ha vinto il primo game, come se avesse vinto. La folla applaudiva, quasi per consolarlo. Come nelle altre partite. Nella seconda frazione c’è stato più equilibrio, nella terza Bublik si è arreso. Eppure, c’è qualcosa da migliorare: «Non riesco ancora a muovermi benissimo, a certi livelli, i dettagli fanno la differenza. Venerdì dovrò essere più positivo e reattivo». Ma, sottolinea, «dallo scorso anno a oggi ho fatto un percorso incredibile, frutto di tanto lavoro. La semifinale in uno Slam è un traguardo importante. Ricordiamocelo, perché arriverà il momento in cui faticherò di più e questi risultati saranno apprezzati». Chiusura in rossonero. Modric giocherà nel “suo” Milan: «Bello, abbiamo sempre avuto grandi giocatori. Perché sono diventato tifoso? Quando ho lasciato casa, il mio compagno di stanza era milanista sfegatato. C’era una sola televisione, e guardavamo le partite di una sola squadra».