Sinner battuto da Alcaraz nella finale più lunga della storia del Roland Garros
dal nostro inviato Massimo CalandriPARIGI - E’ stato l’incontro di tennis più emozionante di sempre? Sicuramente delle ultime stagioni. Jannik ha perso, e fa male. Ma in questa rocambolesca sconfitta ha dimostrato di essere uno straordinario campione. E così il suo avversario, Alcaraz, che ha vinto al tie-break del quinto set (4-6, 6-7, 6-4, 7-5, 7-6) un incontro di una bellezza impossibile. In vantaggio due set a uno, Sinner ha avuto tre match point a disposizione nel quarto: lo Slam ormai in cassaforte, lo Slam più difficile perché sulla terra rossa, la superficie che ama di meno e che è invece il giardino del suo rivale, Alcaraz. «Basta un piccolo dettaglio, perché una partita cambi improvvisamente»: Sinner lo aveva ripetuto nelle ultime 2 settimane, quasi per giustificare la facilità con cui aveva superato i proprio avversari. Un piccolo dettaglio: un errore, un rimbalzo strano, una palla fuori non vista. E’ successo. Carlitos è coraggiosamente ritornato dall’inferno, ha vinto il quarto set al tie-break e poi la qu…
PARIGI - E’ stato l’incontro di tennis più emozionante di sempre? Sicuramente delle ultime stagioni. Jannik ha perso, e fa male. Ma in questa rocambolesca sconfitta ha dimostrato di essere uno straordinario campione. E così il suo avversario, Alcaraz, che ha vinto al tie-break del quinto set (4-6, 6-7, 6-4, 7-5, 7-6) un incontro di una bellezza impossibile. In vantaggio due set a uno, Sinner ha avuto tre match point a disposizione nel quarto: lo Slam ormai in cassaforte, lo Slam più difficile perché sulla terra rossa, la superficie che ama di meno e che è invece il giardino del suo rivale, Alcaraz. «Basta un piccolo dettaglio, perché una partita cambi improvvisamente»: Sinner lo aveva ripetuto nelle ultime 2 settimane, quasi per giustificare la facilità con cui aveva superato i proprio avversari. Un piccolo dettaglio: un errore, un rimbalzo strano, una palla fuori non vista. E’ successo. Carlitos è coraggiosamente ritornato dall’inferno, ha vinto il quarto set al tie-break e poi la quinta e ultima frazione tra continui ribaltamenti di fronte. Cinque ore e mezza di spettacolo e dramma sportivo.
Un anno e mezzo fa era successo a Jannik, agli Australian Open, di rimontare una finale di Slam dopo essere stato sotto per 2 set. E qui al Roland Garros l’ultima volta era toccato a Tsitsipas, sono passati 4 anni, superato dal solito Djokovic. Però mai, con tre occasioni per chiudere, Che peccato. Ma questa è la bellezza dello sport. Ha giustamente vinto lo spagnolo, un campione straordinario che per i prossimi anni sarà protagonista con il nostro di una bellissima sfida. Bravissimo Jannik. E grazie, per le emozioni che oggi ci hai regalato.
Jannink si prende il primo set (nonostante la vescica)
L’inizio è stato molto contratto – il primo game è durato 10 minuti -, con Sinner obbligato a forzare diverse seconde palle di servizio. Alcaraz si è appoggiato al suo formidabile dritto, ha preso qualche rischio in più. Alla settima palla break, al quinto gioco, ce l’ha fatta, complice un errore dell’italiano. Che però gli ha subito restituito il favore. E in quel momento si è sbloccato. Al decimo gioco, Carlitos ha mandato la palla sul nastro e fuori, concedendo il secondo break e il primo set, in un’ora e 2 minuti.
Carlitos campione, ma la Volpe è di ghiaccio
Il giudice di linea chiama fuori la prima palla di servizio di Sinner, Alcaraz lo corregge: è buona. Campione. Ma ora è poco incisivo nel servizio, pare aver perduto la concentrazione: nella seconda frazione va subito sotto 0-3. Jannik ha alzato il livello: sbaglia il minimo, mentre lo spagnolo inciampa e pare perdersi d’animo. Il pubblico del Philippe Chatrier lo sostiene: «Carlos, Carlos!». Alcaraz ritrova lo spirito giusto e strappa la battuta all’italiano, lo costringe al tie-break. «Concentrato su ogni punto», aveva promesso la Volpe Rossa: concede solo 4 punti e chiude il set con un terrificante dritto incrociato.
Doppio break, allo spagnolo il terzo set
Nel terzo, Carlos gioca la carta della disperazione e gli spettatori sono tutti con lui: mediamente hanno pagato un biglietto intorno ai 400 euro e giustamente non vogliono che il match finisca così presto. Sinner perde la battuta, l’altro va 4-1, si fa strappare il servizio da 2 monumentali dritti dell’azzurro ma non molla ed è grazie a un altro break che firma il 6-4 e riapre la partita.
Alcaraz annulla 3 match point e vince il set!
Nel quarto set, chi pensa di trovare un Sinner stanco e un Alcaraz in progressione, resta subito deluso. Jannik tine il servizio con autorità, mette il pericolo quello dell’avversario e la svolta arriva sul 3-3: Carlos perde la battuta a zero, con uno Jannik coraggioso (delicatissima palla corta) che sembra ingiocabile, per forza e precisione. Carlitos va a servire e subito precipita 0-40, ma quando tutto sembra perduto recupera incredibilmente 3 match point e ribalta il risultato, andando a condurre 6-5. André Agassi, inquadrato dalle telecamere, se la ride. È di nuovo tie-break. E questa volta la spunta lo spagnolo, mentre l’azzurro fisicamente sembra non reggere più.
Un drammatico tie-break nel quinto: Parigi è di Carlitos
Ultimo set, l’azzurro perde subito il servizio. Ha un paio di occasioni per recuperare, ma Carlitos si è reso conto che il suo avversario ha difficoltà negli spostamenti laterali e lo fa muovere in continuazione. Jannik cerca disperatamente di reagire, si aggrappa al servizio, ma quando serve l’altro è dura. Sinner si lamenta per un paio di decisioni dubbie, niente da fare. Riesce a portare il match fino al 4-5, batte lo spagnolo: chissà dove, Jannik trova le energie per vincere il gioco, pareggiare il conto e addirittura passare in vantaggio. Adesso è lo spagnolo che sta per crollare, ma riesce a portarsi fino al tie-break. Che in questo caso si gioca ai 10 punti. Carlitos prende subito un ampio vantaggio: parziale di 10 a 2, finisce con uno spettacolare lungolinea dello spagnolo.