Errani e Paolini: “Il nostro è un affetto sincero. Vincere così è divertente”
dal nostro inviato Massimo Calandri«Di Jasmine amo la spensieratezza. La solarità con cui affronta la vita. Ti contagia». Poi, la guarda negli occhi. L’altra si mette a ridere, imbarazzata per tanti complimenti: «Sara? Mi piace perché è intelligente. Seria, paziente. Ma soprattutto: generosa». Sara Errani (38) e Jasmine Paolini (29). La coppia perfetta. Nate per giocare insieme, anche se sono in doppio solo da paio d’anni. Era cominciato tutto qui, sulla terra rossa di Parigi: «La prossima estate facciamo le Olimpiadi?». Ma sì, dai. Medaglia d’oro. E poi a novembre, a Malaga, decisive nella conquista della Billie Jean King’s Cup. Il mese scorso hanno rivinto al Foro Italico. Ieri, il trionfo al Roland Garros sul duo Danilina-Krunic. Sarita e Jas. Sul campo, in vacanza: inseparabili. Storia di un’amicizia speciale.
Facciamo che risponde per prima la più “esperta”: Sara. Qual è il vostro segreto?
«L’affetto sincro che ci lega. La voglia di divertirci insieme. Nessuna si impone sull’altra, ognuna ha il suo turno, il s…
«Di Jasmine amo la spensieratezza. La solarità con cui affronta la vita. Ti contagia». Poi, la guarda negli occhi. L’altra si mette a ridere, imbarazzata per tanti complimenti: «Sara? Mi piace perché è intelligente. Seria, paziente. Ma soprattutto: generosa». Sara Errani (38) e Jasmine Paolini (29). La coppia perfetta. Nate per giocare insieme, anche se sono in doppio solo da paio d’anni. Era cominciato tutto qui, sulla terra rossa di Parigi: «La prossima estate facciamo le Olimpiadi?». Ma sì, dai. Medaglia d’oro. E poi a novembre, a Malaga, decisive nella conquista della Billie Jean King’s Cup. Il mese scorso hanno rivinto al Foro Italico. Ieri, il trionfo al Roland Garros sul duo Danilina-Krunic. Sarita e Jas. Sul campo, in vacanza: inseparabili. Storia di un’amicizia speciale.
Facciamo che risponde per prima la più “esperta”: Sara. Qual è il vostro segreto?
«L’affetto sincro che ci lega. La voglia di divertirci insieme. Nessuna si impone sull’altra, ognuna ha il suo turno, il suo spazio. Ci completiamo, ecco. Un doppio, nel tennis e nel quotidiano, funziona quando ci si riesce ad alternare: una prende il posto dell’altra, se qualcosa non funziona. L’importante è scegliere il momento giusto. Mi piace come lei affronta mentalmente ogni tipo di situazione, in campo e fuori. Io tendo a irrigidirmi, così spesso ci pensa Jas. Che in partita vuole colpire la palla, ha sempre il coraggio di provare».
Al termine della partita, Jasmine ha avuto parole bellissime: «Sei un’ispirazione, una leggenda», le ha detto.
«Sono felice di dividere tutta questa gioia con lei: insieme abbiamo sempre riso tanto, e passato giornate bellissime. Io e tutta la squadra siamo fortunati ad averla nella nostra vita».
I vostri allenatori spagnoli, Marco Lopez e Pablo Lozano, dal box vi gridavano: «Vamos chicas!». E prima della partita, giocavate al pallone con loro in palestra.
«Io che stoppo di petto, Jas che colpisce di testa: abbiamo vinto! Se è per questo, ci siamo anche buttati tutti in piscina, dopo il successo di Roma. È un bel gruppo. Due tecnici bravi, intelligenti, professionali ma alla mano: soprattutto, uomini che sanno ascoltare».
Ma qualche difetto ce l’avrà.
«Forse, uno solo: a volte entra in un loop negativo, e bisogna lavorarci su per farla uscire. Ma quando si sente bene, cioè praticamente sempre, è la più forte di tutte».
E poi, con quel sorriso.
«Affronta con allegria tutte le giornate, anche quelle storte (“Veramente non tutte”, la contraddice Jas). È molto positiva, almeno rispetto a me: e così spensierata, solare, finisce per contagiare quelli che le stanno intorno. La vita cambia colore, con lei. Difetti? Boh».
Adesso tocca a Jasmine: Sara dice che comincia a sentirsi vecchia, che le ossa le scricchiolano…
«Non dimostra per niente gli anni che ha: sul campo, e nella vita. Durante i tornei stiamo insieme ai nostri team: si scherza, sembriamo tutti dei bambini. Vediamo un po’: i difetti di Sara. Quando giochiamo, a volte s’arrabbia per nulla. S’imbestialisce proprio, e io sono sempre lì che le dico: ma stai calma, non è successo nulla di grave, vedrai che risolviamo. Però, quanti pregi: dal punto di vista tattico è incredibilmente intelligente. Sempre molto attenta, su ogni punto. E non vuol mai perdere. Come persona è generosa. Ma in alcuni casi, troppo pessimista».
Sara, cosa dice a sua difesa?
«Sì: adesso ho una risposta, riguardo ai difetti di Jas. È molto dura. Voglio dire: diretta nei giudizi, senza filtri. A volte esagera (scoppiano di nuovo a ridere)».
Dove vi vedete, nel futuro? Prima risponde la più “esperta”.
«Insieme. In campo, fino a quando Jas ne avrà voglia. È molto faticoso, per lei, fare doppio singolare».
Lei ne avrà ancora voglia, Paolini? Da quando gioca con la Errani in doppio, ha progredito in maniera incredibile nel singolare: ora è 4ª nel ranking mondiale.
«Ma infatti, credo che mi aiuti a migliorare come singolarista. E poi – l’ho già detto? – noi ci divertiamo».
Ma questa volta, alla vigilia della finale eravate nervose.
«Perché anche lo scorso anno eravamo arrivate in fondo, però non era andata bene (sconfitte in 2 set da Gauff-Siniakova, ndr). Le due ragazze che abbiamo incontrato non avevano grande esperienza, insieme: ma sono ottime tenniste, e sono riuscite a farci giocare male. Forse non è stato il più bello degli incontri, ma l’importante è averlo portato a casa».
Sara, lei ha vinto il doppio misto con Andrea Vavassori. Poi il doppio femminile. E questa settimana giocherà i Bnl Italy Major Premier di padel. Non si stanca mai?
«Amo lo sport, le competizioni: sono la mia passione, regalano emozioni. E poi, con Jas la vita è più allegra».