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Sinner torna a casa: “La famiglia mi aiuterà, ho bisogno di tempo”

Jannik Sinner (afp)

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Il rifugio in Val Pusteria per smaltire la delusione della finale persa a Parigi. Vagnozzi: “Il Paese è fiero di te e io ancor di più”
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PARIGI – Haus Sinner. Si è rifugiato dai genitori a Sesto, nell’albergo della Val Pusteria dove è cresciuto e dove lo aspettava il padre, Hanspeter, rimasto a condurre la struttura. Mamma Siglinde era a Parigi con lui, attraverso le sue reazioni in tribuna la tv ha fatto un racconto parallelo della finale persa al super tie-break con Carlos Alcaraz. «La famiglia mi aiuterà. Ho bisogno di un po’ di tempo per me: vedere i miei, stare un po’ con loro. La vita a volte dà, e a volte prende: adesso per me è arrivato il momento di prendere qualcosa».

Sinner, dove giocherà il prossimo torneo

Silenzio. Tranquillità. Calore. Lontano da Parigi, dal tennis e dal ricordo di una partita che «fa male». Qualche giorno di passeggiate in montagna, mountain bike, partite a…

PARIGI – Haus Sinner. Si è rifugiato dai genitori a Sesto, nell’albergo della Val Pusteria dove è cresciuto e dove lo aspettava il padre, Hanspeter, rimasto a condurre la struttura. Mamma Siglinde era a Parigi con lui, attraverso le sue reazioni in tribuna la tv ha fatto un racconto parallelo della finale persa al super tie-break con Carlos Alcaraz. «La famiglia mi aiuterà. Ho bisogno di un po’ di tempo per me: vedere i miei, stare un po’ con loro. La vita a volte dà, e a volte prende: adesso per me è arrivato il momento di prendere qualcosa».

Sinner, dove giocherà il prossimo torneo

Silenzio. Tranquillità. Calore. Lontano da Parigi, dal tennis e dal ricordo di una partita che «fa male». Qualche giorno di passeggiate in montagna, mountain bike, partite a carte. «Siamo persone semplici». Tornare alla normalità, prima di prendere un aereo per Halle, Germania, dove la prossima settimana Jannik partecipa all’Atp 500 e difende il titolo del 2024, il primo in carriera su questa superficie. «Mi serve prendere confidenza con l’erba, in vista di Wimbledon».

Alcaraz al Queen's per preparare Wimbledon

Nel torneo londinese, che comincia lunedì 30 giugno, sarà ancora il numero 1 mondiale e lo resterà comunque vada a finire lo Slam: anche in caso di vittoria di Alcaraz e di sua uscita al primo turno. Sui prati tedeschi, Jannik deve difendere i 500 punti della vittoria dello scorso anno. L’altro potrebbe invece prendersi i 500 punti del Queen’s, dove giocherà da lunedì: però nel 2024 ha vinto a Wimbledon e nella miglior delle ipotesi non può migliorare il punteggio, mentre l’azzurro allora arrivò ai quarti e quindi rischia al massimo un –400. Insomma: se anche tutto andrà a rotoli nel prossimo mese, Sinner manterrà comunque un vantaggio di 580 punti.

Sinner e Alcaraz durante la premiazione dopo la finale 

Sinner, settimana numero 53 da numero 1

Domenica aveva festeggiato un anno esatto in cima al mondo, da ieri è cominciata la settimana numero 53: arriverà sicuramente a 58 come minimo, raggiungendo nella classifica di tutti i tempi l’americano Jim Courier. Carlitos invece rimane il numero 2, a Londra sarà dall’altra parte del tabellone: in caso di prossima rivincita, sarà solo in finale. Lo spagnolo ieri ha disertato l’appuntamento in Place de la Concorde per le fotografie di rito con la Coppa dei Moschettieri. Subito dopo la finale vinta aveva detto che avrebbe festeggiato alla grande con i tanti amici venuti da Murcia. Deve essere stato di parola.

Il messaggio di Vagnozzi

Simone Vagnozzi, che allena Sinner insieme al supercoach Darren Cahill e resterà con la Volpe Rossa anche la prossima stagione, mentre l’australiano ha annunciato il ritiro, era anche lui profondamente amareggiato per il risultato del Roland Garros. Ha voluto mandare un messaggio a Jannik attraverso Instagram: «Fa male. Ma sono queste le partite che ti forgiano, che definiscono chi sei. Chi ti vive tutti i giorni sa cosa c’è dietro ogni colpo, ogni scatto, ogni salto, ogni pugno: una dedizione totale. Ieri hai mostrato al mondo non solo il tuo tennis, ma anche un cuore e una resilienza da numero uno. Il Paese è fiero di te, e io lo sono ancora di più».

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