LONDRA — E dire che Jiri Lehecka illude nel secondo set, pure dopo aver buttato la possibilità di un set point. Con Carlos Alcaraz già in vantaggio di un set, si va a un tie-break thriller, dove il 23enne ceco si assicura subito un mini break. Poi il campione spagnolo s’inventa un recupero e una magia incredibili, per il 4-4. Sembra finita per Lehecka. Invece ecco un ace addirittura sulla seconda palla, poi un inusuale doppio fallo di Carlitos, e il secondo set va al ceco, in finale per il suo Paese 35 anni dopo Ivan Lendl.
Alcaraz, secondo trionfo al Queen’s
Ma Lehecka non ne ha più. Perché i buoni giocatori possono reggere per un set o due. Mentre i campioni hanno una costanza irriducibile e letale, così come il loro killer instinct. Il ceco si sgonfia nel terzo set, nonostante un zoppicante inizio di Alcaraz. Ma Lehecka perde subito il servizio e poi un altro, quello dell’ultimo gioco. Che consegna il secondo trofeo del Queen’s ad Alcaraz, dopo quello del 2023. È il quarto titolo s…
LONDRA — E dire che Jiri Lehecka illude nel secondo set, pure dopo aver buttato la possibilità di un set point. Con Carlos Alcaraz già in vantaggio di un set, si va a un tie-break thriller, dove il 23enne ceco si assicura subito un mini break. Poi il campione spagnolo s’inventa un recupero e una magia incredibili, per il 4-4. Sembra finita per Lehecka. Invece ecco un ace addirittura sulla seconda palla, poi un inusuale doppio fallo di Carlitos, e il secondo set va al ceco, in finale per il suo Paese 35 anni dopo Ivan Lendl.
Alcaraz, secondo trionfo al Queen’s
Ma Lehecka non ne ha più. Perché i buoni giocatori possono reggere per un set o due. Mentre i campioni hanno una costanza irriducibile e letale, così come il loro killer instinct. Il ceco si sgonfia nel terzo set, nonostante un zoppicante inizio di Alcaraz. Ma Lehecka perde subito il servizio e poi un altro, quello dell’ultimo gioco. Che consegna il secondo trofeo del Queen’s ad Alcaraz, dopo quello del 2023. È il quarto titolo sull’erba per il torero di Murcia, a 22 anni, superficie sulla quale ha vinto 25 partite su 26 da inizio 2023 a oggi. Per fare un paragone, anche Rafa Nadal ha vinto quattro tornei sull’erba. Ma in tutta la sua carriera.
Rune l’ultimo a battere Alcaraz
Alla fine, il mostruoso Alcaraz vince il suo 21° titolo Atp con il punteggio di 7-5, 6-7 e 6-2 in poco più di due ore e un’imbattibilità che dura da 18 match (il suo record, la ventisettesima vittoria in ventotto sfide: l’ultimo a battere Alcaraz è stato Rune nella finale di Barcellona del 20 aprile). È il quinto torneo dominato in stagione dopo Rotterdam, Montecarlo, Roma e Parigi. Una finale non entusiasmante questa del Queen’s, secondo set a parte. Perché i due finalisti si affidano da subito a un servizio devastante e i giochi durano poco, senza troppi scambi. Di Lehecka si conoscono le sue prime palle a oltre 220 km/h, ma pure Alcaraz non scherza: il quarto gioco del secondo set lo vince a zero, con quattro ace consecutivi (incluso uno di seconda).
Alcaraz a Lehecka: “Un incubo giocare contro di te”
“È stato un incubo giocare contro di te”, dice Carlitos a Lehecka a fine partita, “complimenti per questa tua settimana incredibile”. Ma di certo per lui non poteva esserci un “allenamento” migliore per Wimbledon. Dove vince da due anni oramai e che ricomincia tra una settimana: “Sono davvero felice”, commenta Alcaraz, “è stato un torneo difficile qui al Queen’s, ma era fondamentale per riprendere confidenza con l’erba. Ora sotto con Wimbledon”. Jannik Sinner, che comincerà domani i suoi allenamenti a Church Road, è già avvertito.
La distanza di Alcaraz da Sinner
Grazie al successo al Queen’s, Alcaraz accorcia le distanze da Sinner portandosi a 1.130 punti dall’azzurro, che lunedì inizierà la 55ª settimana consecutiva da numero 1 del mondo. A Wimbledon lo spagnolo difenderà i 2000 punti del successo dello scorso anno.