Gioventù sfrenata. Nuove pretty baby in azione. È un’estate formidabile per li adolescenti del mondo che vogliono smentire Paul Nizan («Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita»). Non ci arrivano nemmeno a 20 anni, nel nuoto, nell’atletica, nel surf, nello skate, nel tennis c’è una nuova generazione di bambine e di bambini infiniti che gioca e vince. Meravigliosamente bene. L’ultima stella della racchetta si chiama Victoria Mboko, ha 18 anni, a Montreal ha battuto in finale la giapponese Naomi Osaka che ne ha quasi dieci di più ed è mamma di Shai, nata nel 2023.
Era 333 del mondo a inizio 2025
Osaka, molto seccata, a fine partita ha tagliato corto, ha ringraziato i raccattapalle ed è fuggita…
Gioventù sfrenata. Nuove pretty baby in azione. È un’estate formidabile per li adolescenti del mondo che vogliono smentire Paul Nizan («Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita»). Non ci arrivano nemmeno a 20 anni, nel nuoto, nell’atletica, nel surf, nello skate, nel tennis c’è una nuova generazione di bambine e di bambini infiniti che gioca e vince. Meravigliosamente bene. L’ultima stella della racchetta si chiama Victoria Mboko, ha 18 anni, a Montreal ha battuto in finale la giapponese Naomi Osaka che ne ha quasi dieci di più ed è mamma di Shai, nata nel 2023.
Era 333 del mondo a inizio 2025
Osaka, molto seccata, a fine partita ha tagliato corto, ha ringraziato i raccattapalle ed è fuggita via. Troppo duro lo smacco, perdere da una ragazzina che non aveva mai battuto una Top 10 e che a inizio stagione era fuori dalle prime 300. Si sa come vanno queste cose, sei la numero 25 del mondo e hai davanti una bambinona che speri si metta paura. Invece quella rimonta e ti sorpassa: non gioca per il mutuo, per la fama, per la casa, ma solo perché le piace prenderti a pallate e non si stanca mai. Inesperta, sì. Grezza, certo. Una tecnica da migliorare, sicuro. Però anche una che non si inchina davanti alle vecchie e nuove padrone. Va bene, si chiama Victoria ed è la seconda adolescente a vincere un Masters 1000 dopo la doppietta Dubai-Indian Wells di Mirra Andreeva a 17 anni. Qualche dubbio a Naomi doveva venire perché Victoria lungo il cammino aveva eliminato altre tre vincitrici di uno Slam: Kenin, Gauff, Rybakina. Osaka la quarta. Mboko poteva aver avuto fortuna una volta, ma le altre tre?
Il Canada sogna la nuova Serena Williams
Il Canada è impazzito e l’ha subito paragonata a Serena Williams che nel ’99 vinse a 17 anni gli Us Open, primo dei suoi 23 Slam. Vicky, la chiamano così, è nata a Charlotte, in North Carolina, dove si erano trasferiti papà Cyprien e mamma Godee dalla Repubblica Democratica del Congo a causa dei disordini politici. Dagli Usa il successivo trasferimento a Toronto, quando Vicky aveva due mesi. È la più giovane della famiglia, è nata dopo Gracia, Kevin e David, tutti appassionati di tennis. E non si può nemmeno dire che si sia lasciata prendere dall’euforia: «Non voglio mettermi pressione addosso, c’è sempre un altro torneo sia che tu perda o vinca, sono felice di vivere il momento, ma una volta che è finito è finito».
Forfait a Cincinnati
La sua coach è la francese Nathalie Tauziat, ex n. 3 del mondo e finalista a Wimbledon ’98, che da 13 anni lavora per la Federtennis canadese e spiega: «Se vuole durare, dovrà continuare a migliorare, oggi le rivali non la conoscono molto bene, ma l’anno prossimo le avranno preso le misure. Dovrà lavorare su servizio e volée, tenere i piedi per terra e rendersi conto che nulla è scontato. Sono pronta a suonare l’allarme se le cose andranno un po’ storte». Per Vicky niente torneo di Cincinnati: ha male al polso sinistro. E il mondo si chiede: non sarà che queste Lolite che seducono il mondo degli adulti e si mettono la corona sono un po’ troppo precoci per affrontare quell’orco che è ormai lo sport? Vicky ha vinto Montreal entrando con una wild card e giocherà gli Us Open da testa di serie avendo guadagnato 61 posizioni in un colpo solo. A inizio anno era numero 333 del mondo ora è 24 proprio davanti al suo idolo Osaka. Mboko è la nuova stella che brilla in un’estate pieno di altre giovani promesse. Perché forse l’età giusta per illuminarsi nello sport non c’è. Basta la voglia di giocare.