Sinner travolge Galan in 59 minuti. “A Cincinnati bisogna correre perché fa un caldo terribile”
di Massimo CalandriA Cincinnati come a Melbourne, Parigi, Wimbledon: quando l’avversario di Jannik vince un solo piccolo game, il pubblico applaude con generoso entusiasmo la novità. Tutti sanno già come andrà a finire. Il match col colombiano Daniel Galan non ha fatto eccezione: Sinner ha chiuso la pratica in 2 set (6-1, 6-1) e in addirittura meno di un’ora (59 minuti, per la precisione). Nel turno di domani sera incontrerà il canadese Gabriel Diallo, che ha battuto l’argentino Baez.
Come ha giocato Sinner
Il numero uno del mondo, campione uscente del Master 10000 dell’Ohio, è tornato in campo 27 giorni dopo il trionfo sull’erba di Wimbledon: tutto suggerisce che il cemento rimanga la sua superficie preferita. «Per essere la mia prima partita, dopo tanto tempo, sono soddisfatto». La Volpe ha sfruttato la partita per provare diversi colpi, il servizio (30 punti su 36) in particolare in kick – ad alzarsi improvvisamente – che gli ha permesso di salvare la sola palla-break avuta nella prima frazione dal v…
A Cincinnati come a Melbourne, Parigi, Wimbledon: quando l’avversario di Jannik vince un solo piccolo game, il pubblico applaude con generoso entusiasmo la novità. Tutti sanno già come andrà a finire. Il match col colombiano Daniel Galan non ha fatto eccezione: Sinner ha chiuso la pratica in 2 set (6-1, 6-1) e in addirittura meno di un’ora (59 minuti, per la precisione). Nel turno di domani sera incontrerà il canadese Gabriel Diallo, che ha battuto l’argentino Baez.
Come ha giocato Sinner
Il numero uno del mondo, campione uscente del Master 10000 dell’Ohio, è tornato in campo 27 giorni dopo il trionfo sull’erba di Wimbledon: tutto suggerisce che il cemento rimanga la sua superficie preferita. «Per essere la mia prima partita, dopo tanto tempo, sono soddisfatto». La Volpe ha sfruttato la partita per provare diversi colpi, il servizio (30 punti su 36) in particolare in kick – ad alzarsi improvvisamente – che gli ha permesso di salvare la sola palla-break avuta nella prima frazione dal volenteroso Galan, numero 144 nel ranking Atp. Qualche discesa a rete, alcune palle corte riuscite, il solito rovescio implacabile e le accelerazioni marziane, in particolare col back lungolinea.
Sinner: “Fa un caldo terribile”
Gli allenatori Cahill e Vagnozzi, col preparatore Ferrara, annuivano dal box. «I tornei sono diversi dagli allenamenti. Oggi non sapevo cosa aspettarmi, qui non è facile giocare perché il terreno è molto veloce e poi fa un caldo terribile; se non chiudi subito lo scambio, rischi di perdere molte energie. Ma sono contento, è andato tutto nella direzione giusta», ha sorriso al termine dell’incontro. Alla vigilia l’azzurro aveva messo le mani avanti, parlando di match «molto difficile». State tranquilli: non è cambiato nulla. Anzi. Il ritmo è stato quello programmato, nonostante i 30 gradi sotto il sole e il 60% di umidità: fisicamente ci siamo, eccome. Il lavoro di Ferrara sulla rapidità ed elasticità dei movimenti comincia a vedersi. L’italiano, ancora col manicotto sul braccio destro indossato dopo l’infortunio con Dimitrov a Londra («È più che altro una cosa psicologica: mi sembra di stare meglio»), non ha mai smarrito il filo, lasciando un solo punto sulla prima di servizio.
Cincinnati, niente derby Sinner-Musetti
È invece andata male a Lorenzo Musetti, che a un certo punto si è persino preso a schiaffi da solo: «Svegliati!», Non è servito. L’orologio di Lollo è ancora fermo alla semifinale del Roland Garros con Alcaraz, e a quel problema agli adduttori che gli sta pregiudicando il resto della stagione: subito fuori al primo turno di Wimbledon col georgiano Bashilasvili, poi a Washington col britannico Norrie, quindi sconfitto a Toronto dall’americano Michelsen. All’esordio di Cincinnati, testa di serie numero 8, doveva vedersela col non trascendentale francese Bonzi (63 Atp), che sul cemento dell’Ohio aveva già superato Matteo Arnaldi: ha meritatamente perso in 3 set (5-7. 6-4, 7-6), al termine di un match in cui ha servito male e commesso troppi errori gratuito. La suggestione di un quarto di finale con Sinner è già finita. «Qui non ho mai fatto grandi cose. Non è la mia superficie preferita, ma speravo di prepararmi meglio, in vista degli Us Open». Decimo nella classifica mondiale, nono nella Race Atp che qualifica alle Finals: a questo punto il cammino di Musetti verso Torino si fa complicato.