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Nardi e Alcaraz, storia di un'amicizia: a Cincinnati una sfida speciale

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Il 22enne pesarese negli ottavi contro lo spagnolo numero 2 del mondo. Una strada condivisa, fin da quando erano bambini
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«Lucky» e Carlitos, storia di un’amicizia. E di una strada condivisa, fin da bambini. Negli ottavi di Cincinnati, Nardi e Alcaraz saranno protagonisti nella notte italiana tra mercoledì e giovedì di una sfida che è sempre speciale, ogni volta che il destino li mette insieme, la rete in mezzo. Stesso percorso, stessi allenamenti, tornei.

Il primo incrocio tra Nardi e Alcaraz

La prima volta si affrontarono in un appuntamento a inviti per piccoli talenti U14, organizzato dalla Lacoste a Londra nel 2017: vinse il murciano, che aveva preso in mano una racchetta all’età di 3 anni perché il padre era responsabile di una scuola di tennis. L’ultima, e al tempo stesso la prima da quando i due sono diventati professionisti, è stata a Doha nel febbraio scorso, ancora una vol…

«Lucky» e Carlitos, storia di un’amicizia. E di una strada condivisa, fin da bambini. Negli ottavi di Cincinnati, Nardi e Alcaraz saranno protagonisti nella notte italiana tra mercoledì e giovedì di una sfida che è sempre speciale, ogni volta che il destino li mette insieme, la rete in mezzo. Stesso percorso, stessi allenamenti, tornei.

Il primo incrocio tra Nardi e Alcaraz

La prima volta si affrontarono in un appuntamento a inviti per piccoli talenti U14, organizzato dalla Lacoste a Londra nel 2017: vinse il murciano, che aveva preso in mano una racchetta all’età di 3 anni perché il padre era responsabile di una scuola di tennis. L’ultima, e al tempo stesso la prima da quando i due sono diventati professionisti, è stata a Doha nel febbraio scorso, ancora una volta negli ottavi: e ancora successo per lo spagnolo, ma in 3 set e al termine di un incontro combattutissimo.

L’elogio di Alcaraz a Nardi

Alcaraz, che ha compiuto 22 anni a maggio, non è mai stato battuto da un avversario più giovane: ma quella volta con Nardi (che i suoi 22 li ha festeggiati la settimana scorsa) ci è andato vicinissimo. «Luca ha un talento straordinario, lo so perché lo conosco bene. A un certo punto nel secondo set ha cominciato a giocare da numero uno al mondo, non mi restava altro che subire: per fortuna, alla fine ho trovato le energie giuste per batterlo». Carlitos non ha mai fatto segreto dell’ammirazione per l’amico: «Insieme abbiamo dei buoni ricordi. Come tennista, se trova la costanza è uno dei più forti del circuito».

La crescita di Nardi

E il pesarese? Precocissimo, si era già fatto notare al Lemon Bowl nelle categorie U10 e poi U12: in quel 2017 del torneo londinese aveva vinto la rassegna Les Petits As di Tarbes, una sorta di mondiale per giovanissimi. Quell’anno c’era naturalmente Alcaraz e un altro bimbetto con cui Luca è rimasto in buonissimi rapporti, Holger Rune. «Fu una grande settimana», ha raccontato a Super Tennis in una intervista. «Non avevo alcun tipo di aspettativa alla vigilia perché non toccai la racchetta la settimana prima del torneo a causa di un forte virus intestinale. Più vincevo e più mi sentivo sollevato di aver passato almeno un turno. È stata un’esperienza bellissima da cui ho imparato tanto».

La stagione successiva fu il più giovane tennista a ottenere il primo punto Atp, a 14 anni e 10 mesi. Stanotte sono uno davanti all’altro. Amici. «Ma farò di tutto per batterlo», promette Nardi, comunque protagonista di una bellissima avventura sul cemento dell’Ohio. Con un po’ di costanza e un pizzico di fortuna, chissà.

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