Jasmine ha ritrovato il sorriso. Come? A modo suo: con la grinta, e quel pizzico di allegra follia che l’ha sempre accompagnata. Nel tardo pomeriggio, calendario permettendo — tra blackout e acquazzoni, l’agenda di Cincinnati è diventata un imprevedibile work in progress –, dovrebbe vedersela negli ottavi con la ceca Barbora Krejcikova: incontro che sarebbe bello vincere, con un occhio alle Finals di novembre a Riad.
Paolini, gli Internazionali e un’estate difficile
«Voglio solo essere amata», dice Jasmine Paolini, la piccola fidanzata del tennis italiano: nata per stupire. Dopo il trionfo primaverile agli Internazionali — il successo su Coco Gauff nel singolare, quello nel doppio con Sara Errani –, il tuffo di gioia nella piscina del Foro Italico, sembrava pronta per un’altra, strepitosa stagione. Tipo l’anno passato, in finale a Parigi e Wimbledon, al collo la medaglia d’oro ancora insieme all’amica del cuore, Sara. Invece. All’improvviso si è spenta la luce. Il Roland Garros le er…
Jasmine ha ritrovato il sorriso. Come? A modo suo: con la grinta, e quel pizzico di allegra follia che l’ha sempre accompagnata. Nel tardo pomeriggio, calendario permettendo — tra blackout e acquazzoni, l’agenda di Cincinnati è diventata un imprevedibile work in progress –, dovrebbe vedersela negli ottavi con la ceca Barbora Krejcikova: incontro che sarebbe bello vincere, con un occhio alle Finals di novembre a Riad.
Paolini, gli Internazionali e un’estate difficile
«Voglio solo essere amata», dice Jasmine Paolini, la piccola fidanzata del tennis italiano: nata per stupire. Dopo il trionfo primaverile agli Internazionali — il successo su Coco Gauff nel singolare, quello nel doppio con Sara Errani –, il tuffo di gioia nella piscina del Foro Italico, sembrava pronta per un’altra, strepitosa stagione. Tipo l’anno passato, in finale a Parigi e Wimbledon, al collo la medaglia d’oro ancora insieme all’amica del cuore, Sara. Invece. All’improvviso si è spenta la luce. Il Roland Garros le era parso subito diverso dall’ultima volta, meno accogliente, cupo: la sconfitta al quarto turno con l’ucraina Svitolina — una partita in cassaforte: 6-4 e 4-1, poi 3 match point buttati via — era stata accolta quasi con rassegnazione. «Nessun problema», giurava. Invece. Un’altra battuta d’arresto con Jabeur a Berlino, poi con Swiatek ad Amburgo e sempre preparando il torneo sull’erba londinese. Che ricordi, quel luglio 2024 in finale proprio contro Krejcikova. La russa Rakhimova l’aveva brutalmente svegliata al secondo turno. Ciao, Jasmine.
Paolini, Gaio il nuovo allenatore (a tempo)
Dopo la pausa estiva, anche a Montreal è andata male: fuori al secondo turno con la giapponese Ito. Nel ranking Wta è scivolata al 9° posto, e così nella race per Riad: dunque, fuori dalle migliori 8. Pure il doppio con Sara ha cominciato a balbettare. Sono arrivate le critiche, impietose: non si allena più come prima, quando costringeva le avversarie a scambi infiniti e poi le vinceva per stanchezza, intelligenza, talento; ora vuole chiudere subito gli scambi, sbaglia e perde la testa. Una confusione, una crisi, confermata dalla scelta dell’allenatore: prima l’addio a Renzo Furlan, il tecnico che l’aveva accompagnata per tante fortunate stagioni; poi ha chiuso anche col suo sostituto, lo spagnolo Marc Lopez. Per il momento si fa seguire da un “traghettatore” della Federazione, il bravissimo Federico Gaio.
Paolini, a Cincinnati segnali di ripresa
Sì, ma che fine ha fatto il tuo sorriso, Jas? La risposta è arrivata l’altro giorno, affrontando la greca Sakkari: due set vinti entrambi al tie-break. Che brividi e — rieccola! — che grinta. Poi, il chiaro successo sulla statunitense Krueger. E quelle parole, al termine del match, che dicono tutto: «All’inizio facevo fatica a sentire la palla. Non era per nulla facile. Ma è di nuovo bellissimo, quando la gente apprezza il mio tennis: ecco, solo allora io riesco a tirare fuori il massimo». Oggi, comunque vada a finire, avrà bisogno di essere amata. Per tornare a sorridere.