La prima volta fu ad Alicante, che è a un’ora di macchina dalla Murcia di Carlitos, mentre per arrivare laggiù da Haus Sinner, a Sesto, ce ne vogliono quasi venti. Vinse lo spagnolo, però per l’Atp non conta: era un Challenger. Negli ultimi 4 anni si sono incontrati in 13 occasioni, e le ultime 4 in finale: Pechino, Roma, Parigi, Londra. Rieccoli. Stasera, ore 21 italiane. E subito dopo, quando da noi sarà mezzanotte, tocca al sorriso più bello del tennis mondiale: Jasmine Paolini affronta la polacca Iga Swiatek nell’ultimo atto del torneo di Cincinnati nel singolare femminile. Sì, il tennis parla italiano.
Sinner e Alcaraz nella storia del tennis
Sarebbe troppo banale evocare I Duellanti di Conrad e l’ossessivo rincorrersi tra rivali, pure se i ruoli calzano alla perfezione: J…
La prima volta fu ad Alicante, che è a un’ora di macchina dalla Murcia di Carlitos, mentre per arrivare laggiù da Haus Sinner, a Sesto, ce ne vogliono quasi venti. Vinse lo spagnolo, però per l’Atp non conta: era un Challenger. Negli ultimi 4 anni si sono incontrati in 13 occasioni, e le ultime 4 in finale: Pechino, Roma, Parigi, Londra. Rieccoli. Stasera, ore 21 italiane. E subito dopo, quando da noi sarà mezzanotte, tocca al sorriso più bello del tennis mondiale: Jasmine Paolini affronta la polacca Iga Swiatek nell’ultimo atto del torneo di Cincinnati nel singolare femminile. Sì, il tennis parla italiano.
Sinner e Alcaraz nella storia del tennis
Sarebbe troppo banale evocare I Duellanti di Conrad e l’ossessivo rincorrersi tra rivali, pure se i ruoli calzano alla perfezione: Jannik è Armand D’Hubert, razionale e posato; Gabriel Feraud, l’altro ufficiale napoleonico, non può che essere Alcaraz: passionale, violento. Meglio affidarsi a un’altra sfida che il tempo ha trasformato in leggenda: quella tra Djokovic, di cui l’azzurro pare l’erede sputato, e Nadal, anche lui spagnolo. I due, Nole e Rafa, si sono incontrati in 60 occasioni nell’arco di 19 anni. Ventinove finali. E i protagonisti del Masters 1000 di questa sera? Il ragazzo dai capelli rossi ha appena festeggiato il 24° compleanno. L’altro ne ha compiuti 22 a maggio. «Sono su un altro pianeta, rispetto a tutti gli altri»: chiedete a tutti gli ex giocatori, ma anche ai loro avversari, vi risponderanno la stessa cosa. Il tennis, oggi, è quello sport che per una o due settimane i migliori atleti del mondo si affrontano, e alla fine restano sempre quei due. Jannik, Carlos. «Sarà così per le prossime 10 stagioni».
L’avvicinamento agli Us Open
Questo torneo sul cemento dell’Ohio doveva essere una sorta di prova generale in vista degli Us Open di fine mese: non è che l’ennesima puntata della saga. E il match point serale conterrà un bigliettino: appuntamento a New York. Dove saranno ancora da una parte e dall’altra del tabellone, testa di serie numero 1 e 2. Pronti all’ennesima sfida. Sinner resterà numero 1 del mondo indipendentemente da come andrà la finale di stasera, agli Us Open però potrebbe perdere il primato dopo 66 settimane: se Alcaraz trionferà a Flushing Meadows scavalcherà Jannik e si riprenderà il trono mondiale.
Paolini super a Cincinnati
Jas, evviva la ragazza che non conosce confini né limiti: ieri sera ha superato in tre set (6-3, 6-7, 6-3) la tatara Kudermetova, completando un percorso perfetto che a Cincinnati era cominciato col doppio tie-break — una questione di forza mentale, nient’altro — vinto con la greca Sakkari. È tornata la piccola, gigantesca ragazza finalista lo scorso anno al Roland Garros e Wimbledon: la stessa che a Roma aveva vinto singolare e doppio, prima di tuffarsi nella piscina del Foro Italico. Il giorno prima Paolini si è dovuta arrendere nella semifinale giocata insieme all’amica del cuore, Sara Errani. È tornata sul Center Court, energica e minata: ha regolato l’avversaria e — dopo Jannik — vuole dipingere di tricolore la notte americana.