Non è la prima volta che Jannik Sinner si vede costretto a fermarsi o a convivere con malesseri in campo. L’immagine più forte resta quella degli ultimi Australian Open, negli ottavi di finale contro Holger Rune: Jannik con il viso schiacciato nell’asciugamano che non riesce a controllare il tremore delle mani, stremato dal caldo e dai problemi di stomaco. Chiude gli occhi, beve un sorso d’acqua e chiama il fisioterapista. Quella volta bastò una piccola pausa per recuperare le energie e vincere la partita al quarto set.
Le vertigini a Wimbledon
Non avvenne lo stesso a Wimbledon, nel 2024. Nei quarti di finale contro Daniil Medvedev, Sinner fu costretto a fermarsi all’inizio del terzo set per un malore improvviso, vertigini che lo portarono a chiedere un medical time-out e a rientrare negli spogliatoi per dieci lunghissimi minuti. Tornò in campo, ma perse la partita al quinto set. Solo in serata arrivò la spiegazione: …
Non è la prima volta che Jannik Sinner si vede costretto a fermarsi o a convivere con malesseri in campo. L’immagine più forte resta quella degli ultimi Australian Open, negli ottavi di finale contro Holger Rune: Jannik con il viso schiacciato nell’asciugamano che non riesce a controllare il tremore delle mani, stremato dal caldo e dai problemi di stomaco. Chiude gli occhi, beve un sorso d’acqua e chiama il fisioterapista. Quella volta bastò una piccola pausa per recuperare le energie e vincere la partita al quarto set.
Le vertigini a Wimbledon
Non avvenne lo stesso a Wimbledon, nel 2024. Nei quarti di finale contro Daniil Medvedev, Sinner fu costretto a fermarsi all’inizio del terzo set per un malore improvviso, vertigini che lo portarono a chiedere un medical time-out e a rientrare negli spogliatoi per dieci lunghissimi minuti. Tornò in campo, ma perse la partita al quinto set. Solo in serata arrivò la spiegazione: «Un piccolo virus che non si può controllare». Al Roland Garros 2022, Sinner si ritirò nel terzo set degli ottavi contro Andrey Rublev. L’azzurro dovette abbandonare il torneo sui campi parigini, fermato dal ginocchio sinistro, già dolorante nel turno precedente contro McDonald.
Tutti gli altri precedenti
Quello di ieri non è stato l’unico ritiro della sua carriera. Oltre a Parigi, Sinner ne ha collezionati altri quattro durante i suoi match. Il primo a Vienna nel 2020, quando giovanissimo, agli ottavi di finale contro Rublev, si arrese dopo appena nove minuti per una vescica al piede. Poi a Miami, nel 2022, quarti di finale contro Cerundolo: dopo 22 minuti lasciò il campo zoppicando, ancora una volta per colpa delle vesciche. Sempre nel 2022, a Sofia, una caduta in semifinale contro Holger Rune gli provocò la torsione della caviglia destra: Sinner si ritirò praticamente a fine partita, con il danese che era avanti 5-7 6-4 5-2. L’ultimo episodio a Halle 2023, ai quarti contro Bublik, quando un problema muscolare alla gamba sinistra lo costrinse a dire basta nel corso del secondo set.
Il primo nel 2020
Una sequenza che racconta la parte più fragile della carriera di un giocatore abituato a spingersi oltre il limite. Ogni volta Sinner ha provato a rialzarsi subito, trasformando la fragilità in ripartenza. Un elenco che da ieri si allunga con la finale di Cincinnati, interrotta dopo appena cinque game. Un ritiro avvenuto in campo solo per amore del gioco e rispetto dei tifosi, come ammesso dal numero 1 del mondo a fine partita. Ma molto più simile ai forfait di Madrid nel 2024, Parigi Bercy e Barcellona nel 2023 e Indian Wells nel 2022, quando Sinner decise di non scendere proprio in campo.