Nel derby il mio cuore batterà, e forte, per Jannik Sinner. Anche se così sarò in piena contraddizione con il mio credo tennistico, che si è formato guardando Nicola Pietrangeli, Rod Laver, Ken Rosewall e poi si è consolidato con Roger Federer. Un tennis fatto di rovesci a una mano, di traiettorie variate e talvolta delicate, di gesti ampi, quei “gesti bianchi” cantati da Gianni Clerici. Un tenni…