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Il ritorno di Sinner a Pechino: come si cambia per battere Alcaraz

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Il n.2 Atp rientra in Cina dopo la sconfitta in finale agli Us Open
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Corpo e testa sono in gran forma, adesso». Ancora tu, Jannik: oggi alle 13 italiane (diretta Sky, in streaming su Now) Sinner torna in campo sul cemento di Pechino, primo turno dei China Open. Sono trascorsi 18 giorni dalla sconfitta nella finale dello Slam di New York. Sembra un secolo. «Dopo gli Us Open mi sono preso una bella pausa», racconta alla vigilia del match col croato Marin Cilic, nel 2014 vincitore proprio a Flushing Meadows (oggi, a 36 anni, numero 97 del ranking). È in gran forma, «adesso»: l’avverbio che gli scappa tra le labbra rivela quanto l’azzurro abbia sofferto, dopo la sconfitta americana. Carlos Alcaraz in Cina non c’è: ha preferito il torneo di Tokyo, dove ieri Matteo Berrettini ha esordito brillantemente battendo Munar.

Sinner-Alcaraz, prossimo incontro possibile a Shanghai

I due padroni del tennis moderno si ritroveranno a Shanghai, a ottobre: in finale, o niente. Numero 1 e 2, un’eterna sfida: nel 2025 potrebbe proseguire a Parigi-Bercy, poi nelle Atp F…

Corpo e testa sono in gran forma, adesso». Ancora tu, Jannik: oggi alle 13 italiane (diretta Sky, in streaming su Now) Sinner torna in campo sul cemento di Pechino, primo turno dei China Open. Sono trascorsi 18 giorni dalla sconfitta nella finale dello Slam di New York. Sembra un secolo. «Dopo gli Us Open mi sono preso una bella pausa», racconta alla vigilia del match col croato Marin Cilic, nel 2014 vincitore proprio a Flushing Meadows (oggi, a 36 anni, numero 97 del ranking). È in gran forma, «adesso»: l’avverbio che gli scappa tra le labbra rivela quanto l’azzurro abbia sofferto, dopo la sconfitta americana. Carlos Alcaraz in Cina non c’è: ha preferito il torneo di Tokyo, dove ieri Matteo Berrettini ha esordito brillantemente battendo Munar.

Sinner-Alcaraz, prossimo incontro possibile a Shanghai

I due padroni del tennis moderno si ritroveranno a Shanghai, a ottobre: in finale, o niente. Numero 1 e 2, un’eterna sfida: nel 2025 potrebbe proseguire a Parigi-Bercy, poi nelle Atp Finals di Torino e ancora in Davis, a Bologna. Non aspettano altro. «Jannik cambierà il suo gioco, è la stessa cosa che ho fatto dopo aver perso contro di lui un paio di volte. Devo essere concentrato e preparato a quelle novità», dice Carlitos dal Giappone. L’italiano conferma di aver lavorato negli ultimi giorni col team su «alcune cose nuove». La battuta, in particolare la seconda di servizio. La transizione a rete. I colpi al volo. Gli spostamenti laterali. «Abbiamo cambiato alcuni dettagli, a oggi la percentuale di errori è ancora un po’ troppo alta ma spero che anche questo andrà migliorando. È solo una questione di tempo, vediamo quanto ne servirà. Ancora non so dire quanto sarò in grado di metterli in pratica durante un match, cosa ben diversa rispetto a un allenamento, ma sono motivato. È bello lavorare su qualcosa di nuovo, cerchiamo sempre di spingerci avanti. Meglio fare un passo avanti che due indietro». Un solo precedente tra lui e Cilic, 4 anni fa in Davis con vittoria per l’azzurro. Che nel secondo turno potrebbe incontrare il cinese Zhang e nei quarti il russo Khachanov, quindi l’australiano De Minaur o il ceco Mensik in semifinale, e in finale magari Musetti, testa di serie numero 4 che esordisce nella notte con Mpetshi Perricard.

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