Sinner, buona la prima a Pechino: Cilic ko in due set. “Una grande prestazione”
di Massimo Calandri«Una grande prestazione», sorride Jannik Sinner. Felicissimo di questo esordio nel China Open contro Marin Cilic. Il croato, 36 anni, oggi numero 97 Atp, non è più il campione che nel 2014 vinceva gli Us Open, «ma è ancora un giocatore di grande livello: sono riuscito a brekkarlo abbastanza presto in entrambi i set, e questo mi ha dato fiducia», racconta l’azzurro al termine del match.
Agli ottavi c’è Atmane, il collezionista di Pokemon
Un’ora e 22 minuti (6-2, 6-2), partita mai in discussione: Cilic gli ha annullato 2 match point sul proprio servizio, poco dopo Jannik ha chiuso con una battuta vincente preceduta da un esemplare serve and volley. Agli ottavi turno, sul cemento di Pechino, incontrerà Terence Atmane, il francese superato quest’estate in semifinale a Cincinnati, quello che gli aveva regalato la carta dei Pokemon e che da que…
«Una grande prestazione», sorride Jannik Sinner. Felicissimo di questo esordio nel China Open contro Marin Cilic. Il croato, 36 anni, oggi numero 97 Atp, non è più il campione che nel 2014 vinceva gli Us Open, «ma è ancora un giocatore di grande livello: sono riuscito a brekkarlo abbastanza presto in entrambi i set, e questo mi ha dato fiducia», racconta l’azzurro al termine del match.
Agli ottavi c’è Atmane, il collezionista di Pokemon
Un’ora e 22 minuti (6-2, 6-2), partita mai in discussione: Cilic gli ha annullato 2 match point sul proprio servizio, poco dopo Jannik ha chiuso con una battuta vincente preceduta da un esemplare serve and volley. Agli ottavi turno, sul cemento di Pechino, incontrerà Terence Atmane, il francese superato quest’estate in semifinale a Cincinnati, quello che gli aveva regalato la carta dei Pokemon e che da quella partita non ne aveva più azzeccata uno fino ad oggi, quando ha superato in 2 set il cinese Zhang.
Una buona prova al servizio
Sembra un incontro decisamente alla portata della Volpe, che più che altro adesso sta giocando allo specchio, in attesa di ritrovare Alcaraz (non prima di Shanghai). In questi ultimi tempi Jannik ha lavorato molto sul servizio, il test odierno è stato decisamente positivo in questo senso: la percentuale di prime palle, che doveva essere superiore al 50%, è stata del 77%. Tre ace, nessun doppio fallo, il 42% di punti vincenti sulla risposta (62% sulla seconda).
Il lavoro sulla battuta
La sconfitta di New York di 18 giorni fa adesso sembra molto più lontana. «Sono rimasto sempre concentrato, perché nel primo turno di ogni torneo c’è sempre il rischio che qualcosa possa andare storto (non gli succede di perdere all’esordio da oltre 2 anni, ndr). Sono arrivato al campo con grande anticipo per abituarmi alle condizioni: ho trovato il ritmo, il tempo giusto, valutando la velocità del terreno», racconta il numero 2 del mondo. Era molto curioso di vedere l’efficacia del servizio, confessa: «Sono ancora un po’ lento, devo fare in modo che diventi un gesto automatico. Ho provato anche a variare il mio gioco il più possibile. Devo continuare a lavorare, e spingere: sono contento di farlo con una squadra così affiatata».