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A Pechino il nuovo Sinner tiene a bada la tensione. Paura a Tokyo per Alcaraz

(agf)

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I due migliori tennisti al mondo sono impegnati in Oriente
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Jannik Sinner è arrivato a Pechino “nervoso” e ora ha rotto il ghiaccio. Carlos Alcaraz è atterrato a Tokyo sulla scia del trionfo di New York e in campo invece ha avuto paura. Il nuovo capitolo della saga dei due numeri 1, quello destituito e quello in carica, quello che vuole attaccare e quello che vuole difendere il primato, è passata attraverso due primi turni completamente diversi. Terminati entrambi con una vittoria, ma con emozioni e dinamiche quasi all’opposto. Al punto che il murciano, dopo aver temuto un serio infortunio alla caviglia sinistra, si è preso con piacere la giornata di riposo che hanno previsto gli organizzatori del Japan Open: secondo fonti spagnole non si sottoporrà a esami medici, lasciando alle cure del fisioterapista Juanjo Moreno e alle sensazioni al risveglio la decisione se scendere in campo contro il belga Zizou Bergs.

Jannik Sinner è arrivato a Pechino “nervoso” e ora ha rotto il ghiaccio. Carlos Alcaraz è atterrato a Tokyo sulla scia del trionfo di New York e in campo invece ha avuto paura. Il nuovo capitolo della saga dei due numeri 1, quello destituito e quello in carica, quello che vuole attaccare e quello che vuole difendere il primato, è passata attraverso due primi turni completamente diversi. Terminati entrambi con una vittoria, ma con emozioni e dinamiche quasi all’opposto. Al punto che il murciano, dopo aver temuto un serio infortunio alla caviglia sinistra, si è preso con piacere la giornata di riposo che hanno previsto gli organizzatori del Japan Open: secondo fonti spagnole non si sottoporrà a esami medici, lasciando alle cure del fisioterapista Juanjo Moreno e alle sensazioni al risveglio la decisione se scendere in campo contro il belga Zizou Bergs.

La vittoria di Sinner su Cilic

Jannik Sinner intanto è ripartito dopo quel che è successo a New York, che ha lasciato scorie spazzate via in parte dalla vittoria su Marin Cilic. Un’ora e 22 minuti (6-2, 6-2), partita mai aperta: sul cemento di Pechino il croato gli ha annullato due match point, ma oltre non è potuto andare. Sinner si è preso l’energia positiva di una vittoria, piazzandola al posto di tutto quello che aveva provato nei diciotto giorni precedenti: «Ero emozionato all’idea di tornare in campo, mi mancava la competizione. Ero nervoso, i dubbi ci sono sempre ed è normale. Più il match andava avanti più mi scioglievo nel corpo e nella testa». Agli ottavi incontrerà Terence Atmane, il francese che gli aveva regalato la carta dei Pokemon, battuto il 16 agosto in semifinale a Cincinnati. Ma per Jannik non ci sono solo le partite sul cemento di Pechino. Anche se i due sono lontani, mentalmente Sinner è impegnato nel confronto a distanza con Alcaraz. Lo sente, lo fiuta. Ne calcola gli sviluppi futuri. «Sono contento di quanto fatto sinora, ma anche Carlos ha vinto tantissimi tornei quest’anno. È semplice: merita di ricoprire quella posizione. A Torino vedremo quel che accadrà: la stagione non è ancora finita».

Paura Alcaraz a Tokyo

A Tokyo si è temuto per un attimo che la stagione del suo rivale fosse compromessa: non tanto per il medical time out chiamato dopo che Carlos si era accasciato con la caviglia sinistra dolorante, quanto per l’espressione sul suo volto e la preoccupazione nel box. Niente di così grave da impedire di tornare in campo e vincere 6-4 6-2 con l’argentino Sebastian Baez sul cemento dell’Ariake Coliseum. «Ho avuto paura e mi sono preoccupato perché non mi sentivo bene all’inizio» spiega alla fine lo spagnolo. «Sono contento di essere riuscito a finire e di averlo fatto giocando un buon tennis. Cercherò di fare del mio meglio per recuperare». Per capire davvero le conseguenze, non basta una dichiarazione a fine partita.

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