«Forse ero un po’ teso, a tratti è calata la concentrazione. E poi lui è un mancino, veramente forte»: Jannik ha battuto il francese Terence Atmane in 3 set (6-4, 5-7, 6-0) e 2 ore e 21 minuti di gioco, ma che fatica. Sul cemento di Pechino, l’azzurro ha sorprendentemente subìto 3 break e ceduto una frazione, però alla fine ha superato il secondo turno dei China Open e nei quarti di finale incontrerà l’ungherese Fabian Marozsan. «Sono contento», sorride.
Il “nuovo” tennis di Jannik: «È solo l’inizio»
«Non riuscirò mai a giocare come Alcaraz. Ma posso cambiare qualcosa nel mio tennis». Dopo la sconfitta di New York, Sinner ha deciso di prendere una strada nuova. Che passa attraverso una battuta con percentuali più alte sulla prima, e poi il serve and volley, l’uso delle palle corte, più discese a rete. Un altro tennis, appunto: più vario, imprevedibile. Scelta coraggiosa e inevitabile, se nella prossima – inevitabile – finale vorrà avere la meglio sullo spagnolo. In questo metamorfico …
«Forse ero un po’ teso, a tratti è calata la concentrazione. E poi lui è un mancino, veramente forte»: Jannik ha battuto il francese Terence Atmane in 3 set (6-4, 5-7, 6-0) e 2 ore e 21 minuti di gioco, ma che fatica. Sul cemento di Pechino, l’azzurro ha sorprendentemente subìto 3 break e ceduto una frazione, però alla fine ha superato il secondo turno dei China Open e nei quarti di finale incontrerà l’ungherese Fabian Marozsan. «Sono contento», sorride.
Il “nuovo” tennis di Jannik: «È solo l’inizio»
«Non riuscirò mai a giocare come Alcaraz. Ma posso cambiare qualcosa nel mio tennis». Dopo la sconfitta di New York, Sinner ha deciso di prendere una strada nuova. Che passa attraverso una battuta con percentuali più alte sulla prima, e poi il serve and volley, l’uso delle palle corte, più discese a rete. Un altro tennis, appunto: più vario, imprevedibile. Scelta coraggiosa e inevitabile, se nella prossima – inevitabile – finale vorrà avere la meglio sullo spagnolo. In questo metamorfico percorso, il China Open è il primo test del “nuovo” Jannik. Che arrivando a Pechino ha messo le mani avanti: «Non sarà facile, all’inizio: tra un allenamento e una partita vera c’è una bella differenza, dovrò mettere in conto qualche errore». Appunto. Oggi col francese, numero 68 nel ranking Atp, le cose non sono state semplici.
«Lui un giocatore unico»
«Lo stile di gioco di Atmane è piuttosto unico ed è un mancino: non ce ne sono molti così. È un giocatore davvero, davvero forte e ha migliorato ancora molto dopo Cincinnati», ha detto Sinner al termine del match. «Oggi ha avuto qualche problema nel terzo set con dei crampi, ma è stata una partita di secondo turno dura e insidiosa. Nel secondo set sono andato avanti due volte con un break, ma non sono riuscito a sfruttarlo. Però questo è lo sport, succede. Forse a tratti è calata un po’ la concentrazione e c’era un po’ di tensione, ma sono molto felice di essere passato al turno successivo».
Atmane, i Pokèmon e quei break subìti
Il 23enne francese, uscito dalle qualificazioni, è un tipo speciale - 158 di quoziente intellettivo – e un ottimo giocatore, dotato di un gran servizio: ma nessuno alla vigilia poteva immaginare che avrebbe messo così in difficoltà l’azzurro. Jannik ha vinto meritatamente, però sudando parecchio, la prima frazione, nel corso della quale ha annullato 5 palle break all’avversario: efficace sulla prima palla (77%), nei momenti delicati non ha avuto paura di battere e venire a rete, così come da nuovo programma. Tra le tante peculiarità (compresi, purtroppo, dei vecchi problemi di depressione), Atmane è un famoso collezionista delle carte dei Pokèmon, i fumetti giapponesi: ad agosto ne aveva regalata una a Sinner nel giorno del compleanno dell’allora numero uno del mondo, alla vigilia delle semifinali di Cincinnnati. Oggi Terence si è trasformato in una specie di Charizard, il lucertolone dai super-poteri: nel secondo set ha battuto bene ma soprattutto ha risposto in maniera formidabile, strappando per 3 volte (e in due occasioni a zero!) il servizio all’azzurro. Che più volte si è voltato verso il suo box – col preparatore Ferrara e il nuovo fisio Resnicoff c’era un solo allenatore, Vagnozzi: Cahill è rimasto in Australia - quasi frastornato.
A Tokio, Alcaraz supera Bergs in 2 set
Ma Jannik ha saputo ripartire con determinazione nella terza frazione, nonostante una prima non efficacissima (38%), prendendo il largo complici anche i problemi muscolari del francese, che aveva evidentemente dato tutto. Il set si è chiuso 6-0 in appena 34 minuti. Poco più tardi, ma 2000 chilometri più a est, Carlos Alcaraz ha superato in 2 set (6-4, 6-3), un’ora e 19 minuti Zizou Bergs: lo spagnolo raggiunge i quarti nell’Atp500 di Tokio. La caviglia, infortunata nella precedente partita, gli ancora procurato qualche problema. «Grazie al mio fisioterapista è tutto superato».