Sinner e il rito dell’acqua: cosa c’è dietro il gesto di versare in terra il primo goccio
Gli sportivi sono spesso schiavi di superstizioni. Neanche Jannik Sinner sfugge, se non proprio alla scaramanzia, almeno a qualche rituale nel corso delle sue partite. Uno è stato notato a Pechino, torneo Atp che il numero 2 del mondo ha vinto battendo in finale Tien. Quando infatti al cambio di campo l’altoatesino ha aperto le bottigliette di acqua, prima di reidratarsi ne ha gettato via il primo sorso. Visto come si è concluso il torneo i Cina, è lecito attendersi che il gesto diventi una consuetudine.
Sinner e il rito dell’acqua: cosa c’è dietro
Ma secondo molti osservatori più che un rituale, quella di Sinner è una necessità. Dietro il gesto di versare il primo goccio in terra, infatti, si nasconderebbe un problema con le bottigliette: quelle dello sponsor cinese del torneo per un problema di livello di riempimento e di conformazione del bordo, finirebbero per colare addosso a chi beve. Insomma, sarebbe più che altro un modo per evitare di bagnarsi i pantaloncini e rientrare in campo bagnato, a suggerire a Sinner quel comportamento, visto più volte e in varie partite del torneo cinese. ma al riguardo lui non ha dato spiegazioni.
Lo sport e la scaramanzia
Di certo, di casi di scaramznia se ne vedono ad esempio tantissime tra nel mondo del calcio. Da quella un po’ banale di entrare in campo sempre con lo stesso piede, a quella più complessa – tipica di alcuni allenatori, soprattutto del passato – di fare sempre lo stesso percorso di avvicinamento allo stadio se la cosa ha portato bene o magari di far vedere alla squadra lo stesso film se per puro caso la settimana precedente dopo averlo visto tutti insieme erano arrivati i 3 punti.