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Bertolucci: “Il tennis è brutale e i giocatori ingordi. Ma Sinner non doveva riposare”

Paolo Bertolucci (fotogramma)

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Intervista all’ex tennista ora commentatore tv
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Sinner che zoppica, si piega in due, usa la racchetta come un bastone, si deve appoggiare al fisioterapista. Le immagini del ritiro da Shanghai l’hanno impressionata?
«No, sono solo crampi. Dolorosi, ma non gravi. E anche normali per chi fa sport, figuriamoci in quelle situazioni estreme. A Shanghai c’è il 90% di umidità, c’è il tetto, ci sono temperature altissime, ci sono stati malori per il caldo asfissiante, molte lamentele, giocatori che dicevano di non vedere la palla, che hanno pensato di morire. Rune ha detto: volete il morto? Fritz ha rischiato il collasso in campo. Con queste condizioni così i crampi capitano. Nulla di strano».

Ma non riusciva neanche a camminare.
«Sì, perché è un dolore pazzesco che ti blocca tutto il corpo. Arriva al cervello.…

Sinner che zoppica, si piega in due, usa la racchetta come un bastone, si deve appoggiare al fisioterapista. Le immagini del ritiro da Shanghai l’hanno impressionata?
«No, sono solo crampi. Dolorosi, ma non gravi. E anche normali per chi fa sport, figuriamoci in quelle situazioni estreme. A Shanghai c’è il 90% di umidità, c’è il tetto, ci sono temperature altissime, ci sono stati malori per il caldo asfissiante, molte lamentele, giocatori che dicevano di non vedere la palla, che hanno pensato di morire. Rune ha detto: volete il morto? Fritz ha rischiato il collasso in campo. Con queste condizioni così i crampi capitano. Nulla di strano».

Ma non riusciva neanche a camminare.
«Sì, perché è un dolore pazzesco che ti blocca tutto il corpo. Arriva al cervello. Io li ho avuti una sola volta in campo, stavo impazzendo. Commentando la partita con Griekspoor in tv ho capito subito che si sarebbe ritirato. Mi sono detto: ora si ferma, gioca al massimo due game. Non si era seduto al cambio campo, quando si resta in piedi vuol dire che il corpo ti sta mollando, sei rigido e hai dolori. Ho capito che aveva i crampi e non avrebbe retto fino alla fine».

Quello di Sinner è l’ultimo di una serie di ritiri, forfait, infortuni. Il tennis logora chi lo fa.

«I giocatori sono ingordi. Giocano, prendono e non si fermano. Gli organizzatori fanno di tutto per avere i migliori. Senza i big il torneo non ha fascino e senza i nomi più carismatici fuggono anche gli sponsor, c’è meno attrattiva».

Però è vero che ci sono più infortuni.
«Il tennis è diventato brutale. Meno tecnica, meno tattica, più fisico».

Sinner doveva riposare come Alcaraz?
«No, Jannik è stato fermo tre mesi, deve andare in campo il più possibile per riprendere forma e gioco. Alcaraz ha un problema alla caviglia, solo per questo si è preso una pausa. Sono gli altri a doversi fermare».

Si cerca lo spettacolo a tutti i costi, in ogni luogo, con ogni situazione, con ogni temperatura?
«Si cerca, ma si può non trovare. I tennisti dovrebbe fare rinunce».

Però molti giocatori si lamentano, si gioca troppo, in condizioni, come dice lei, brutali.
«Brontolano, protestano ma poi si iscrivono ai tornei. E fanno anche le esibizioni. E si prendono i montepremi. Non mollano nulla. Il calendario è fitto, si gioca cinquanta settimane all’anno, ma i tennisti possono non partecipare a tutti i tornei, non sono obbligati. Basta dire: questa settimana no, mi riposo. Facciano pure come vogliono, giochino, incassino, nessuno li critica, ma poi non protestino».

Anche Sinner parteciperà a un’esibizione tra pochi giorni.
«È vero, va alla Six Kings Slam a metà ottobre, è una sfida tra i sei migliori del mondo, con un montepremi da 6 milioni. Ma Sinner fa solo quella».

C’è da preoccuparsi? Si era ritirato anche a Cincinnati e ha avuto problemi a Pechino.
«No, no. Lui si sa controllare, sa quando fermarsi, quando accelerare. Siamo in buone mani. Ha avuto infortuni diversi in questi ultimi tornei. A Cincinnati erano problemi intestinali. A Pechino caldo, liquidi, cibo. A Shanghai con quelle condizioni i crampi. E i crampi capitano, come le sconfitte».

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