✕

Djokovic crolla in campo a Shanghai. L’Atp corre ai ripari: “Nuova regola contro il caldo”

Novak Djokovic (afp)

Ascolta l'audio

Nole si accascia al termine del secondo set del match vinto contro Munar. L’associazione dei tennisti professionisti al lavoro per una norma
2 minuti di lettura

Novak Djokovic ha vinto e passato il turno, ma non c’è riuscito da solo. Ha avuto bisogno di una squadra, composta non dai compagni con cui vinse la Coppa Davis nel 2010, ma da un fisioterapista e un medico che lo ha soccorso e gli ha preso la pressione dopo che era crollato in campo. L’ultima immagine drammatica arrivata da Shanghai, il torneo del caldo, dell’afa e della “sopravvivenza” citata da Holger Rune. Djokovic ha trentotto anni, la sua rigida cura di un corpo super resistente è messa a dura prova dalle condizioni del torneo cinese in cui i trenta gradi si combinano a un’umidità oltre l’80%. Creando un impasto che sarebbe insopportabile anche per giocatori che non sono a fine stagione: una prova talmente estrema da spingere l’Atp a parlare di una “heat rule”, una regola del caldo per evitare conseguenze irreparabili (il “morto” di cui parlava sempre Rune?).

(afp)

Djokovic, con Munar una marato…

Novak Djokovic ha vinto e passato il turno, ma non c’è riuscito da solo. Ha avuto bisogno di una squadra, composta non dai compagni con cui vinse la Coppa Davis nel 2010, ma da un fisioterapista e un medico che lo ha soccorso e gli ha preso la pressione dopo che era crollato in campo. L’ultima immagine drammatica arrivata da Shanghai, il torneo del caldo, dell’afa e della “sopravvivenza” citata da Holger Rune. Djokovic ha trentotto anni, la sua rigida cura di un corpo super resistente è messa a dura prova dalle condizioni del torneo cinese in cui i trenta gradi si combinano a un’umidità oltre l’80%. Creando un impasto che sarebbe insopportabile anche per giocatori che non sono a fine stagione: una prova talmente estrema da spingere l’Atp a parlare di una “heat rule”, una regola del caldo per evitare conseguenze irreparabili (il “morto” di cui parlava sempre Rune?).

(afp)

Djokovic, con Munar una maratona di quasi tre ore

Djokovic intanto ha incassato un altro record: è il più anziano ad approdare ai quarti in un Masters 1000, a 38 anni e 4 mesi. Ma più delle statistiche impressiona il cammino faticoso durante le quasi tre ore del match vinto 6-3, 5-7, 6-2 con lo spagnolo Jaume Munar: medical timeout per un problema alla gamba sinistra curata dal fisioterapista; antidolorifico per tornare in campo vincendo il primo set; crollo in campo dopo un secondo set durato un’ora e un quarto; intervento del medico per sincerarsi delle sue condizioni; disturbi gastrointestinali che non gli impediscono di vincere finalmente.

Shanghai, quanti ritiri

Il serbo è lo stesso giocatore che nel turno precedente aveva vomitato due volte, ma tra una sofferenza e l’altra resta in piedi in un torneo che di cadute ne ha viste parecchie: i ritiri di Sinner, Fritz, Medjedovic, quello che urlava al supervisor «come puoi farci giocare in queste condizioni?», Atmane che non riusciva «a respirare». Poi gli acciaccati Machac (ginocchio), Ruud (polso), Goffin (collo), e Wu Yibing fermo per motivi non pervenuti. Cedimenti dovuti non sempre al caldo, ma i commenti dei giocatori vanno quasi sempre in quella direzione, dal drammatico «sto morendo» di Fucsovics all’ironia di Bergs: «Sono appena tornato dalla piscina».

(afp)

L’Atp al lavoro per una nuova regola

Non ci poteva essere torneo migliore per annunciare una svolta “storica”, arrivata tardi in un’epoca di cambiamento climatico e calendario intasato. L’Atp ha definito “una priorità” la salute dei giocatori, che necessita quindi di una nuova regola che “giocatori, tornei ed esperti medici” stanno valutando. In ogni torneo un supervisor, in accordo con un team di medici in contatto con le autorità locali, potrà decidere di allungare le pause di gioco o sospendere il gioco. A soluzioni in caso di caldo estremo sta lavorando invece il Medical Services.

(afp)

Se in alcuni sport di condizioni estreme come lo sci ci sono già limiti oltre i quali non si potrebbe gareggiare, stupisce che il tennis si muova solo adesso di fronte a episodi come quelli di Shanghai. Grand Slam e Wta in realtà si erano già attrezzate da tempo: l’Australian Open si basa su una scala da uno a cinque (Heat Stress Scale) che al grado tre prevede per esempio il ghiaccio avvolto negli asciugamani, e al cinque la sospensione sui campi esterni. Ma il caldo non aspetta gli Slam per manifestarsi.

Leggi i commenti