Uno così scarso, ma anche così bravo, non s’era mai visto: Valentin Vacherot, chi era costui? Storia incredibile (ma vera) di un 26enne professionista a fatica, numero 204 del ranking, monegasco. Un perdente predestinato. Uno entrato nel circuito Atp solo 3 anni fa, e che naturalmente nel frattempo non ha mai vinto nessun titolo: quest’anno, fino all’altra settimana, qualificazioni a parte aveva battuto un solo avversario. Allenato dal fratellastro. Con un cugino, quello sì, che col tennis si è fatto notare. Eppure: Valentin ha appena raggiunto le semifinali del Masters 1000 di Shanghai. Solo Chris Woodruff, allora numero 550, era arrivato così lontano in un 1000 con un ranking così alto: ma parliamo di quasi 30 anni fa, Indian Wells 1997. Ora Vacherot deve affrontare Sua Maestà Nole Djokovic: chissà, magari le sorprese non sono finite.
V…
Uno così scarso, ma anche così bravo, non s’era mai visto: Valentin Vacherot, chi era costui? Storia incredibile (ma vera) di un 26enne professionista a fatica, numero 204 del ranking, monegasco. Un perdente predestinato. Uno entrato nel circuito Atp solo 3 anni fa, e che naturalmente nel frattempo non ha mai vinto nessun titolo: quest’anno, fino all’altra settimana, qualificazioni a parte aveva battuto un solo avversario. Allenato dal fratellastro. Con un cugino, quello sì, che col tennis si è fatto notare. Eppure: Valentin ha appena raggiunto le semifinali del Masters 1000 di Shanghai. Solo Chris Woodruff, allora numero 550, era arrivato così lontano in un 1000 con un ranking così alto: ma parliamo di quasi 30 anni fa, Indian Wells 1997. Ora Vacherot deve affrontare Sua Maestà Nole Djokovic: chissà, magari le sorprese non sono finite.
Vacherot, dalle qualificazioni alle semifinali
Sul cemento cinese ha appena infilato la serie della sua vita. Entrato nelle qualificazioni unicamente grazie al forfait di alcuni giocatori, ha impiegato 3 set per superare prima Basavareddy e poi Draxl. Al primo turno ha fatto secco Djere, quindi l’imprevedibile e talentuosissimo Bublik, testa di serie numero 14. Sembrava finita lì, invece. Anche Machac, ventesima testa di serie, si è arreso (per ritiro). E così Griekspoor, che aveva eliminato Sinner. Oggi con freddezza e una determinazione incredibili ha sistemato per le feste niente di meno che Rune, nonostante i grandi colpi e le sceneggiate dell’incorreggibile danese. «E’ tutto semplicemente incredibile», continua a ripetere. Djokovic gli ha fatto i complimenti: «Sono contento per lui e per il tennis di Montecarlo. Negli anni mi sono allenato spesso col suo coach, Benjamin Balleret», dice il serbo.
Cugino di Rinderknech
Balleret è il fratellastro di Valentin. Che è cugino – sono figli di 2 sorelle – di Arthur Rinderknech, già avversario di Jannik al Roland Garros e che guarda caso domattina affronterà nei quarti Auger-Aliassime, giustiziere di Musetti. Valentin e Arthur fanno parte di un gruppo whattsapp di famiglia: «Dove si parla (poco) di tennis, ma soprattutto di dove passeremo le vacanze», racconta il monegasco. Tra una settimana festeggeranno il suo compleanno: ne compie 27. Lo scorso anno si era infortunato gravemente alla spalla destra: «Non pensavamo potesse tornare a giocare a tennis», confessa il suo coach. Invece eccolo qui, in semifinale. Nel ranking virtuale è già al numero 92. E forse, non è finita.