Sulla chat di famiglia hanno scritto: «Abbiamo già vinto». Comunque vada a finire, sarà un trionfo. Arthur o Valentin, in fondo è lo stesso: on a déjà gagné, il Masters 1000 di Shanghai è cosa nostra. Oggi sul cemento cinese si celebra la più sorprendente delle finali, protagonisti non Alcaraz e Sinner ma due cugini su cui all’inizio non avrebbero scommesso neppure le rispettive mamme e sorelle, Nadine e Virginie. Uno dei ragazzi addirittura non avrebbe neppure dovuto giocare il torneo: gli hanno concesso di partecipare alle qualificazioni perché altri tennisti avevano dato forfait. Ma sì, dài: prova anche tu, vediamo che succede. È successo.
Mai visto uno così scarso, però anche così bravo come Valentin Vacherot, perdente predestinato e invece: numero 204 del mondo, appena una vittoria nel circuito Atp in tutto il 2025, solo due mesi fa sconfitto nei Challenger di Todi e Cordenons, a maggio strapazzato a Francavilla al…
Sulla chat di famiglia hanno scritto: «Abbiamo già vinto». Comunque vada a finire, sarà un trionfo. Arthur o Valentin, in fondo è lo stesso: on a déjà gagné, il Masters 1000 di Shanghai è cosa nostra. Oggi sul cemento cinese si celebra la più sorprendente delle finali, protagonisti non Alcaraz e Sinner ma due cugini su cui all’inizio non avrebbero scommesso neppure le rispettive mamme e sorelle, Nadine e Virginie. Uno dei ragazzi addirittura non avrebbe neppure dovuto giocare il torneo: gli hanno concesso di partecipare alle qualificazioni perché altri tennisti avevano dato forfait. Ma sì, dài: prova anche tu, vediamo che succede. È successo.
Mai visto uno così scarso, però anche così bravo come Valentin Vacherot, perdente predestinato e invece: numero 204 del mondo, appena una vittoria nel circuito Atp in tutto il 2025, solo due mesi fa sconfitto nei Challenger di Todi e Cordenons, a maggio strapazzato a Francavilla al Mare da Francesco Maestrelli, che allora era oltre il trecentesimo posto. Possibile? Eppure, ieri ha fatto fuori pure Sua Maestà Novak Djokovic, in due set esemplari (6-3, 6-4), un’ora e 42 minuti di gioco da manuale: servizio impeccabile, risposta efficace. Si è guadagnato coraggiosamente tutti i 22 colpi vincenti contro i 9 del serbo, lo ha costretto sempre a inseguire. In precedenza, si era sbarazzato di 4 teste di serie come Rune, Griekspoor (che era andato avanti per il ritiro di Sinner), Machac e Bublik, più altri 3 che naturalmente gli stavano davanti in classifica.
Monegasco perché fin da bimbo vive e si allena a Montecarlo (mentre Arthur Rinderknech, il cugino, è francese), compirà 27 anni la prossima settimana. Non un pivello. Però da dove diavolo è arrivato, uno così? «Ci sono sempre stato, solo che prima giocavo per divertirmi. Poi sono andato in Texas, ho seguito mio cugino: e con Steve Denton ho imparato cosa vuol dire fare sul serio a tennis».
Un anno fa, per un incidente a una spalla, sembrava aver chiuso in anticipo la sua modesta carriera: «Non riusciva nemmeno a colpire la pallina», ricorda Benjamin Balleret, fratellastro e allenatore, un passato dignitoso (di lui si ricorda una sconfitta in due set con Federer negli ottavi di Montecarlo) e figlio di Nadine, istruttrice al Country Club. «La famiglia mi ha insegnato a stringere i denti, e restare con i piedi per terra», dice Valentin. Ieri non ha esultato per rispetto del maestro Novak, che lo ha abbracciato forte: «You deserve it», te lo sei meritato. È vero: Vacherot è bravo e merita di più — nella classifica live è già al numero 58, se vince oggi (appuntamento alle 10.30 su Sky Sport) salirà alla posizione 40 — ma approfitta di un appuntamento di fine stagione con temperature e umidità inaccettabili. Djokovic vomitava tra un game e l’altro, vittima anche di problemi muscolari. È andata meglio a Valentin e al cugino trentenne Arthur, che in semifinale ha superato Medvedev, ed è un’altra storia da raccontare: aveva rinunciato al viaggio di nozze per il Roland Garros, poi fu eliminato da Sinner: eccoli in finale grazie a una buona risorsa di energie di riserva, ma anche a un talento indiscutibile. La chat di famiglia fino a pochi giorni fa era dedicata soprattutto alle vacanze da fare insieme e a rari messaggi sul tennis. «Ora sta esplodendo». E su X Arthur ha postato una foto di lui e Valentin, bambini: «Puissance 1000». Sembra che Nadine si sia messa d’accordo in anticipo con Virginie Paquet, la sorella, che 30 anni fa arrivò ad essere numero 208 Wta. «Comunque vada a finire, abbiamo vinto».