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Sinner a Riad per il Six Kings Slam, il torneo più ricco di sempre

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Il numero due del mondo è sbarcato in Arabia e inizia e preparare il match con Tsitsipas di mercoledì
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Jannik è arrivato ieri sera a Riad, accolto da un mazzo di gigli bianchi e tanti ragazzini a caccia di un autografo. Oggi pomeriggio e domani si allena, mercoledì alle 18.30 affronta Tsitsipas: se passa il turno, il giorno dopo (verso le 21) lo aspetta Djokovic. Sta arrivando in Arabia Saudita anche Carlitos: andrà direttamente in semifinale, giovedì, col vincente di Fritz-Zverev. Tutto sembra apparecchiato per la finale Sinner-Alcaraz di sabato, guai alle sorprese. Niente più crampi, dolori muscolari, caviglie gonfie: stanno tutti bene, saranno protagonisti dell’esibizione più ricca del mondo, il Six Kings Slam, trasmesso sulla piattaforma Netflix. Sei tennisti e un montepremi complessivo che supera i 15 milioni di dollari: un milione e mezzo per la sola partecipazione, 6 milioni per il vincitore e una generosa mancia per semifinalisti e finalisti. Gli organizzatori sauditi e il fondo Pif non badano a spese. I campioni si lamentano per il calendario troppo fitto, ma come si fa a rinu…

Jannik è arrivato ieri sera a Riad, accolto da un mazzo di gigli bianchi e tanti ragazzini a caccia di un autografo. Oggi pomeriggio e domani si allena, mercoledì alle 18.30 affronta Tsitsipas: se passa il turno, il giorno dopo (verso le 21) lo aspetta Djokovic. Sta arrivando in Arabia Saudita anche Carlitos: andrà direttamente in semifinale, giovedì, col vincente di Fritz-Zverev. Tutto sembra apparecchiato per la finale Sinner-Alcaraz di sabato, guai alle sorprese. Niente più crampi, dolori muscolari, caviglie gonfie: stanno tutti bene, saranno protagonisti dell’esibizione più ricca del mondo, il Six Kings Slam, trasmesso sulla piattaforma Netflix. Sei tennisti e un montepremi complessivo che supera i 15 milioni di dollari: un milione e mezzo per la sola partecipazione, 6 milioni per il vincitore e una generosa mancia per semifinalisti e finalisti. Gli organizzatori sauditi e il fondo Pif non badano a spese. I campioni si lamentano per il calendario troppo fitto, ma come si fa a rinunciare ad un appuntamento così? Anche se quest’anno, sponsor a parte, Jannik Sinner ha già incassato ufficialmente premi per 12.346.528 di dollari: in euro, fa 10.623.867. E Carlos Alcaraz ha fatto pure meglio: 16.048.017 dollari, poco meno di 14 milioni di euro.

Jannik, dopo Tsitsipas c’è Djokovic

Un italiano, uno spagnolo, un greco, un americano, un serbo e un tedesco. Tre vincitori di Slam: Sua Maestà Novak Djokovic sta lassù, con 24 successi (10 edizioni degli Australian Open, 7 di Wimbledon, 4 volte gli Us Open e 3 trionfi al Roland Garros); poi c’è Carlitos Alcaraz a quota 6 (doppiette a Parigi, Londra, New York: ancora a secco a Melbourne). Il più vecchio (38 anni) e il più giovane (22), oggi rispettivamente al quarto e primo posto del ranking Atp: in virtù dei loro curricula, passano direttamente alle semifinali. Anche Jannik (24) ha vinto degli Slam, per la precisione 4: Australian Open (2), Us Open e quest’anno Wimbledon. Gli altri 3 sono per il momento all’asciutto: Alexander ‘Sascha’ Zverev (28), nato ad Amburgo da genitori russi, in carriera è arrivato una volta in finale a Parigi e un’altra a New York, esattamente come l’ateniese – e tifoso del Genoa – Stefanos Tsitsipas (27), che sostituisce l’inglese Jack Draper, infortunato; Taylor Fritz (anche lui praticamente 28, li compie tra un paio di settimane), californiano di San Diego, ha giocato una sola finale Slam: a New York, un anno fa, travolto da Sinner.

Sarà un’altra finale con Alcaraz?

L’azzurro è accompagnato da Simone Vagnozzi, l’allenatore, e il fisio argentino Alejandro Resnicoff. Il preparatore atletico Umberto Ferrara è rimasto a casa, così come il supercoach Darren Cahill, che non si era visto nemmeno nel tour asiatico: i due si uniranno alla squadra tra una settimana, in occasione dell’Atp di Vienna. Siamo sempre sul cemento, la superficie preferita da Jannik: che col ritiro di Shangai nel match con Griekspoor ha detto addio alle residue possibilità di tornare leader mondiale entro il 2025, ma si è iscritto anche a Parigi-Bercy ed è da tempo qualificato per le Atp Finals di Torino, prima metà di novembre. Lo vedremo nella fase finale della Coppa Davis a Bologna? Non ha ancora confermato la sua presenza. Adesso lasciamo che si «esibisca» a Riad: non ci sono punti Atp in palio, ma la vittoria dello scorso anno su Alcaraz fu molto importante dal punto di vista psicologico per l’azzurro, che quest’anno ha un parziale di 1-4 col numero 1 del mondo.

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