✕

Sinner l’uomo dei derby, li ha vinti tutti: a Vienna Cobolli si arrende in due set

(afp)

Ascolta l'audio

Jannik fa 17 su 17 contro gli altri tennisti azzurri: “Ma Flavio è un gran talento”
2 minuti di lettura

Sorrisi azzurri. Quello di Berrettini, al termine di una maratona durata 3 ore e un quarto supera il britannico Norrie. E di Sinner, che ha la meglio su Cobolli al termine del match spettacolare del torneo austriaco, giocato per lunghi tratti alla pari. Poi Arnaldi, che esce a testa alta dal match col numero 3 del mondo, Zverev. Due dei nostri ragazzi sono già nei quarti. Tennis, gli italiani lo fanno meglio. E la partita sul centrale tra Jannik (24 anni) e Flavio (23) è la prova provata di questo momento magico, che promette di durare a lungo: 2 set (6-2, 7-6), un’ora e 48 minuti di puro spettacolo tra ace, palle corte, colpi al volo, pallonetti, corse perdifiato e accelerazioni da capogiro.

Italiani contro

Era la sfida tra l’azzurro riluttante e quello che non vede l’ora di vestire a Bologna la maglia della nazionale: nella notte di Vienna ha vinto il primo, il più forte, impietoso nelle sfide coi connazionali (17 successi su 17). L’altro però ha dimostrato di essere all’altezz…

Sorrisi azzurri. Quello di Berrettini, al termine di una maratona durata 3 ore e un quarto supera il britannico Norrie. E di Sinner, che ha la meglio su Cobolli al termine del match spettacolare del torneo austriaco, giocato per lunghi tratti alla pari. Poi Arnaldi, che esce a testa alta dal match col numero 3 del mondo, Zverev. Due dei nostri ragazzi sono già nei quarti. Tennis, gli italiani lo fanno meglio. E la partita sul centrale tra Jannik (24 anni) e Flavio (23) è la prova provata di questo momento magico, che promette di durare a lungo: 2 set (6-2, 7-6), un’ora e 48 minuti di puro spettacolo tra ace, palle corte, colpi al volo, pallonetti, corse perdifiato e accelerazioni da capogiro.

Italiani contro

Era la sfida tra l’azzurro riluttante e quello che non vede l’ora di vestire a Bologna la maglia della nazionale: nella notte di Vienna ha vinto il primo, il più forte, impietoso nelle sfide coi connazionali (17 successi su 17). L’altro però ha dimostrato di essere all’altezza, e adesso sono cavoli amari per il ct Volandri. Potrà scegliere solo 2 moschettieri da schierare in singolare: ma chi tra il migliore nel ranking Atp (Musetti, numero 8°), il Cobolli talentuoso e indemoniato visto ieri, o quel Berrettini – uno che per l’Italia in Davis ha sempre dato l’anima – forse finalmente sulla strada per tornare il campione finalista a Wimbledon? Oggi pomeriggio, non prima delle 17.30, Sinner affronta l’imprevedibile Bublik, che quest’estate lo aveva battuto sull’erba di Halle, ma poi è stato stritolato agli Us Open.

Berrettini oggi contro De Minaur

Matteo aprirà la giornata alle 13.30 con de Minaur: l’australiano è una lepre instancabile e il romano sta recuperando la forma fisica, tra l’altro è reduce da un paio di giorni trascorsi a letto con la febbre. «Quello corre come un demonio, ma quando c’è da lottare non mi tiro mai indietro. Ho ritrovato la mentalità giusta. Avevo bisogno di stare in campo, avere delle occasioni, combattere. Sono tornato a sorridere». Appunto. E Jannik? L’avversario di ieri sera non era mica morbido come Altmaier, no: Cobolli è un guerriero e ha avuto la sfrontatezza sfidarlo sugli scambi da fondo, servendo il 66% di prime palle, salvando 6 break point su 8, mettendo a segno 18 vincenti contro 12. Il ragazzo dai capelli rossi, però: implacabile alla battuta, dove ancora una volta non ha concesso occasioni da break (65% di prime palle, 69% vincenti). E se ha commesso qualche errore non forzato di troppo (15, contro i 10 di ‘Cobbo’), è stato proprio perché dall’altra parte della rete ha trovato – sorpresa! - qualcuno che gli ha messo pressione. «Ho avuto la mentalità giusta nei momenti importanti», ha detto Sinner, «ma Flavio sta giocando una stagione incredibile, migliora ogni settimana: ha un grande ego, è un lottatore. Uno dei pochi italiani mai incontrati: lo sapevo, che sarebbe stato complicato». Vuole tornare il numero uno del mondo – entro la fine del 2025, o al massimo dopo gli Australian Open di gennaio -, e per questo ha rinunciato alla Coppa Davis. Ma ci si può fidare, di chi prenderà il suo posto.

Leggi i commenti