Sinner è buona la prima a Parigi contro Bergs: “Tornare numero 1? Non adesso”
di Massimo CalandriSe è scaramantico, non lo dice di sicuro. Ma con l’eliminazione a sorpresa di Alcaraz, tradito da una superficie che ieri stava per mettere nei guai pure Zverev, le probabilità di tornare numero 1 del mondo sono aumentate parecchio: vero, Sinner? «Non è il mio obiettivo, non adesso. Sono focalizzato solo su quello che devo fare. Il ranking sarà una conseguenza. E poi, qui non ho mai vinto due partite di fila».
Agli ottavi contro Cerudolo
Jannik è fatto così, inutile insistere. Vincendo domenica a Parigi, coi 1.000 punti in palio supererà in classifica Carlitos. D’accordo: il primato scade una settimana dopo a Torino, perché alle Atp Finals dovrà rinunciare ai 1.500 punti del 2024. Però, nel frattempo… «Nel frattempo devo affrontare Cerundolo». Argentino, numero 21 Atp, cantante per hobby: un cliente rognoso, i precedenti sono 3-2 per il ragazzo dai capelli rossi. «Sono qui per mettermi in gioco, per capire a che punto posso arrivare su un terreno dove potrebbe succedere di tutto e dov…
Se è scaramantico, non lo dice di sicuro. Ma con l’eliminazione a sorpresa di Alcaraz, tradito da una superficie che ieri stava per mettere nei guai pure Zverev, le probabilità di tornare numero 1 del mondo sono aumentate parecchio: vero, Sinner? «Non è il mio obiettivo, non adesso. Sono focalizzato solo su quello che devo fare. Il ranking sarà una conseguenza. E poi, qui non ho mai vinto due partite di fila».
Agli ottavi contro Cerudolo
Jannik è fatto così, inutile insistere. Vincendo domenica a Parigi, coi 1.000 punti in palio supererà in classifica Carlitos. D’accordo: il primato scade una settimana dopo a Torino, perché alle Atp Finals dovrà rinunciare ai 1.500 punti del 2024. Però, nel frattempo… «Nel frattempo devo affrontare Cerundolo». Argentino, numero 21 Atp, cantante per hobby: un cliente rognoso, i precedenti sono 3-2 per il ragazzo dai capelli rossi. «Sono qui per mettermi in gioco, per capire a che punto posso arrivare su un terreno dove potrebbe succedere di tutto e dove ho sempre sofferto». Ha esordito nel modo migliore: il belga Bergs si è arreso in 2 set (6-4, 6-2) e poco meno di un’ora e mezza. «In effetti ho servito in maniera molto precisa».
La strana superficie di Parigi
Numeri meno buoni rispetto a Vienna (65% di prime palle, il 77% vincenti), però quello della Défense è un veloce molto strano. Lento. «Unico. Con le palle nuove, se uno batte bene è complicato rispondere. Ma con le palle usate, diventa tutto più pesante. Ed è difficile muoversi». Invece lo ha fatto bene, considerato che doveva ancora recuperare dalle fatiche del torneo austriaco. «Sono molto soddisfatto. La prima partita non è mai semplice. È stata una prestazione solida». Non si accontenta. «Devo subito alzare il livello». E per favore, non chiedetegli più se e quando tornerà sul tetto del mondo. «Sarà sicuramente l’obiettivo dell’anno prossimo. Questo 2025 vediamo invece come finisce, sono comunque soddisfatto per quello che ho già ottenuto».
Musetti perde con Sonego, Finals a rischio
Brutte notizie invece per Musetti, che a Bologna nelle finali di Davis sarà il primo singolarista in una squadra azzurra orfana di Jannik: Lorenzo ha perso il derby italiano con Sonego (3-6, 6-3, 6-1) dopo aver dato l’impressione di dominare il match. Nel secondo set è crollato dal punto di vista nervoso, è una vecchia storia: rischia di compromettere la corsa alle Atp Finals (Auger-Aliassime ha invece passato il turno, recuperando in maniera incredibile la sua partita con Müller, vinta al tie-break del terzo), e non lancia un buon segnale in vista dell’appuntamento della seconda metà di novembre.