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Sinner in semifinale a Parigi, ma litiga con Cahill: “C’è un break e tu resti seduto, c..”

(agf)

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L’azzurro supera 6-3, 6-3 l’americano: non aveva mai fatto tanta strada nel Masters 1000 francese
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Il segreto è rendere semplici le cose più complicate. Nessuno ci riesce meglio di Jannik. Era stanco morto, dopo il match di giovedì sera? Si è fatto una bella dormita. Un sonno sereno, senza pensieri. Dicono abbia aperto gli occhi che era quasi mezzogiorno. Semplice. Doveva fare i conti col servizio a 220 kmh di Shelton, mancino abbonato agli ace: gli ha rifilato 4 break nelle 9 occasioni in cui l’americano ha servito. Semplice. Tutti pronosticavano una maratona: ha chiuso in 2 set (doppio 6-3), un’ora e 9 minuti appena. Semplice. La naturale efficacia dei suoi colpi ha mandato in confusione l’avversario: il tennista Usa – numero 5 della race, lo vedremo a Torino nelle Atp finals - dopo solo un quarto d’ora non sapeva più che pesci prendere. Guardava disperato in direzione del padre-allenatore, Bryan, che gli urlava: «Attaccalo!». Difficile. Molto difficile. Il povero Ben, che ambisce a raggiungere il pianeta “Sincaraz”, al termine dell’incontro ha allargato le braccia muscolose, sco…

Il segreto è rendere semplici le cose più complicate. Nessuno ci riesce meglio di Jannik. Era stanco morto, dopo il match di giovedì sera? Si è fatto una bella dormita. Un sonno sereno, senza pensieri. Dicono abbia aperto gli occhi che era quasi mezzogiorno. Semplice. Doveva fare i conti col servizio a 220 kmh di Shelton, mancino abbonato agli ace: gli ha rifilato 4 break nelle 9 occasioni in cui l’americano ha servito. Semplice. Tutti pronosticavano una maratona: ha chiuso in 2 set (doppio 6-3), un’ora e 9 minuti appena. Semplice. La naturale efficacia dei suoi colpi ha mandato in confusione l’avversario: il tennista Usa – numero 5 della race, lo vedremo a Torino nelle Atp finals - dopo solo un quarto d’ora non sapeva più che pesci prendere. Guardava disperato in direzione del padre-allenatore, Bryan, che gli urlava: «Attaccalo!». Difficile. Molto difficile. Il povero Ben, che ambisce a raggiungere il pianeta “Sincaraz”, al termine dell’incontro ha allargato le braccia muscolose, scosso la testa di riccioli neri: che lezione. Con quelli di ieri, ha perso 17 set consecutivi nel confronto con l’imperturbabile ragazzo dai capelli rossi. Che ha confessato di aver anche «giocato col punteggio, per risparmiare energie: sarà importante anche per il resto della mia carriera». E poi è andato a dormire. «Devo recuperare».

Oggi la semifinale

Oggi è in semifinale a Parigi contro Zverev: la nona (su 11 tornei) del 2025, la numero 43 della carriera, che è pure record per un atleta italiano. «Un traguardo importante, alla fine di una stagione lunga ma con bellissimi risultati: nessuno di questi era scontato», dice, orgoglioso di sé e di una squadra che all’inizio del secondo set, subìto un break a sorpresa aveva però rimproverato.

La lite con il suo staff

Il preparatore Ferrara, l’osteopata Cipolla e soprattutto Cahill nel box restano un po’ troppo silenziosi: come se la pratica Shelton fosse già archiviata. Sinner gli urla: «I make a break and you’re fucking sitting». Si è rivolto così al suo box, non lo stavano sostenendo nel modo giusto dopo un break e un controbreak subito a zero. «Ho fatto un break e voi siete seduti, c...». Il supercoach australiano ha annuito, si è messo ad applaudire, a fine partita un abbraccio tenero ha suggellato la pace. «Forza, toro!», gli ha gridato Ferrara. E l’azzurro ha ricominciato a divorare l’avversario, col 75% di prime palle (l’80% con successo), 4 ace e nessun doppio fallo, un impressionate 71% di vincenti sulle seconde palle dell’americano, 7 punti a rete (su 10) andati a segno. Nervosismo e tensione sono stati sciolti poi da un abbraccio. Quando dopo la vittoria è andato nel suo angolo e ha chiesto scusa allo staff. Sinner non era mai arrivato così in là, nel Masters1000 francese. Se tutto va come deve andare, domenica torna sul trono. Numero uno. «Non penso alla classifica. Preferisco concentrarmi giorno per giorno. Farmi trovare pronto a sfide difficili». Quella di oggi promette di esserlo. Saprà semplificarla ancora?

La corsa alle Finals

Nella corsa all’ultimo posto disponibile per le Finals, il rivale più pericoloso di Musetti, Auger-Aliassime, continua a vincere e oggi è in semifinale con Bublik. Il carrarino si è iscritto in tutta fretta all’Atp250 di Atene, il torneo organizzato dalla famiglia Djokovic. Lorenzo è alla disperata ricerca di punti: sarebbe un vero delitto mancare il traguardo, dopo una stagione così bella.

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