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Sinner trasforma Torino nella capitale del tennis: palazzetto strapieno, code ai caffè e traffico in tilt

(ansa)

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Dopo la sfida tra Juventus e Toro di serie A, oggi in città l’altro derby: tra il numero uno e Alcaraz
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“Il derby fra Juve e Toro di ieri sera? Roba da provinciali”. La risposta di Giulia, la ventenne innamorata di Jannik Sinner arrivata apposta da Pescara per non perdersi la prima giornata di tennis globale, spiega il clima che si respira oggi a Torino.

Torino invasa dagli appasionati di tennis

In città oggi comanda il popolo delle Finals. Gli appassionati che riempiono come un uovo il palazzetto si sono messi in moto di prima mattina, tanto che le centinaia di addetti che ci lavorano hanno attaccato alle 7,30: in totale, i biglietti venduti hanno già superato l’asticella iconica di 200mila e il merito è anche dei lavori strutturali che hanno permesso di recuperare altri 700 posti che, globalmente, nelle 15 sessioni di partite, fanno 10.500 tagliandi in più. Per rendersi conto della folla basta avvicinarsi al campo d’allenamento allestito nel foyer mentre De Minaur si allena con Maxim Mrva, il 18enne talento ceco che a Torino fa da sparring partner dei campioni. Ti fermi e ti assale un…

“Il derby fra Juve e Toro di ieri sera? Roba da provinciali”. La risposta di Giulia, la ventenne innamorata di Jannik Sinner arrivata apposta da Pescara per non perdersi la prima giornata di tennis globale, spiega il clima che si respira oggi a Torino.

Torino invasa dagli appasionati di tennis

In città oggi comanda il popolo delle Finals. Gli appassionati che riempiono come un uovo il palazzetto si sono messi in moto di prima mattina, tanto che le centinaia di addetti che ci lavorano hanno attaccato alle 7,30: in totale, i biglietti venduti hanno già superato l’asticella iconica di 200mila e il merito è anche dei lavori strutturali che hanno permesso di recuperare altri 700 posti che, globalmente, nelle 15 sessioni di partite, fanno 10.500 tagliandi in più. Per rendersi conto della folla basta avvicinarsi al campo d’allenamento allestito nel foyer mentre De Minaur si allena con Maxim Mrva, il 18enne talento ceco che a Torino fa da sparring partner dei campioni. Ti fermi e ti assale una babele di lingue diverse, a testimonianza dei 102 paesi rappresentati, una dozzina in più dello scorso anno, con il 18 per cento di spettatori che arrivano dal resto del mondo. E Mike, 37 anni ex tennista semiprofessionista di Brighton, rende omaggio all’Italia: “Avete organizzato una manifestazione che è ancor più bella di quella che avevo ammirato a Londra”.

Traffico bloccato, fan Village preso d’assalto

Se ci si muove a fatica nel palazzetto, al Fan Village il traffico è proprio bloccato: quest’anno il mega-padiglione dedicato agli appassionati si estende su una superficie di novemila metri quadrati cui si aggiungono ulteriori 800 metri quadri dedicati esternamente alla promozione degli sport della racchetta. Eccellenze gastronomiche, attività sportiva, spazi espositivi dei partner, la curiosità del pubblico è completamente appagata come dimostrano le lunghissime code agli stand per un caffè o per un colpo di racchetta; anche se l’altra faccia della medaglia è rappresentata da un ghiotto piatto di agnolotti del plin che costa la bellezza di 26 euro.

(ansa)

La curiosità è che a cinquanta metri dall’ingresso dell’Inalpi Arena e del Village, lungo la direttrice di piazza d’Armi, c’è il vecchio stadio: oggi è intitolato al Grande Torino e ci giocano i granata ma per cinquant’anni è stata la casa di entrambe le squadre cittadine e ha ospitato tutta l’epopea del calcio sotto la Mole. Insomma, un monumento sportivo nazionale, che però scivola via nell’indifferenza del popolo del tennis. “Ma dai papà, davvero?” è la domanda posta con un tono un po’ distratto da Matteo, che combatte l’umidità pungente con un vistoso piumino arancione in onore al suo idolo Jannik. Il freddo si combatte anche con gli applausi: quelli che scrosciano dentro il palazzetto. In attesa del debutto di Sinner, ovviamente.

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