TORINO – Milano o Torino: quale città ospiterà le Atp Finals di tennis dal 2027 al 2030? Il contratto con il capoluogo piemontese scade il prossimo anno. «Non ne abbiamo ancora discusso. Valuteremo in base alle infrastrutture, all’esperienza degli appassionati, agli spazi a disposizione per i giocatori e a quelli per accogliere i tifosi, al mercato potenziale: l’obiettivo è anche poter accogliere il maggior numero di appassionati possibile dall’estero». Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, tratta direttamente con la Federazione di Angelo Binaghi, che a sua volta deve fare i conti col decreto-legge per lo sport e la prevista costituzione di una commissione tecnica e di gestione da affiancare alla Fitp. «Se non saranno messi in condizione di organizzare le prossime edizioni delle Finals, dovremo rivolgerci all’estero. Di sicuro non è quello che vogliamo noi: siamo contenti, di come stanno andando le cose».
Il bisogno di investimenti importanti
Secondo Gaudenzi, «va benissimo che i gove…
TORINO – Milano o Torino: quale città ospiterà le Atp Finals di tennis dal 2027 al 2030? Il contratto con il capoluogo piemontese scade il prossimo anno. «Non ne abbiamo ancora discusso. Valuteremo in base alle infrastrutture, all’esperienza degli appassionati, agli spazi a disposizione per i giocatori e a quelli per accogliere i tifosi, al mercato potenziale: l’obiettivo è anche poter accogliere il maggior numero di appassionati possibile dall’estero». Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, tratta direttamente con la Federazione di Angelo Binaghi, che a sua volta deve fare i conti col decreto-legge per lo sport e la prevista costituzione di una commissione tecnica e di gestione da affiancare alla Fitp. «Se non saranno messi in condizione di organizzare le prossime edizioni delle Finals, dovremo rivolgerci all’estero. Di sicuro non è quello che vogliamo noi: siamo contenti, di come stanno andando le cose».
Il bisogno di investimenti importanti
Secondo Gaudenzi, «va benissimo che i governi si interessino allo sport. Il tennis ha una forza enorme, ma ha anche bisogno di investimenti in infrastrutture altrettanto grandi». Fa il paragone tra i tornei di Roma e Parigi, che alla fine degli anni Settanta erano sullo stesso piano e poi l’impianto francese ha preso un’altra direzione: «Merito degli stanziamenti pubblici, nella consapevolezza che la struttura del Roland Garros viene utilizzata per 3 settimane. Avere 3 stadi coperti ti garantisce un salto di qualità. Anche negli Open d’Australia il governo di Vittoria ha giocato una parte importante. E Wimbledon. Per dare un’idea: il Saudi Masters 1000 usufruirà di un investimento da 2 miliardi e mezzo».
Il calendario
Gaudenzi è anche intervenuto sul calendario troppo “affollato”, così come denunciano i tennisti. «Credo che gli atleti abbiano bisogno di fermarsi 7 settimane l’anno, per dare poi il meglio. Ma naturalmente, ognuno è libero di scegliere di giocare dove e quando preferisce. Sarebbe importante che tutti gli organizzatori – i 4 board degli Slam, l’Itf, l’Atp e la Wta – si sedessero intorno a un tavolo per parlarne insieme».