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Musetti verso il no alla Davis. Volandri: “Deciderò con lui”

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Il capitano azzurro: “Il suo secondo figlio nascerà tra pochi giorni, Lorenzo è all’ottava settimana di fila in campo valuterà insieme a me alla fine del torneo”
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TORINO – Lollo deve decidere, e spera di non farlo già questa sera. Vorrebbe dire che la sua avventura nel torneo dei Maestri è finita. «Ce lo dirà lui, se da martedì giocherà la Davis»: il capitano Filippo Volandri non ha fretta, entro lunedì può sostituire fino a tre dei convocati per Bologna. E Musetti alle 20.30 sfida Alcaraz per andare in semifinale. «Deve prima vedere che succede con le Atp Finals: è importante che si concentri su questo obiettivo. Poi valuteremo insieme, tenendo conto che non è solo una questione atletica». Per il tennista di Carrara sono giorni due volte importanti. «Veronica, la compagna, è in attesa del secondo figlio: dovrebbe nascere la prossima settimana». Volandri parla da padre di due bambini. «So bene quanto sia importante. Per lui sarà un pensiero in più». L’altra sera contro De Minaur sembrava sul punto di crollare, invece. «Non pensavamo potesse tirar fuori tutta quella energia. La Davis ti dà la stessa carica». E allora? «Valuteremo insieme». L’azz…

TORINO – Lollo deve decidere, e spera di non farlo già questa sera. Vorrebbe dire che la sua avventura nel torneo dei Maestri è finita. «Ce lo dirà lui, se da martedì giocherà la Davis»: il capitano Filippo Volandri non ha fretta, entro lunedì può sostituire fino a tre dei convocati per Bologna. E Musetti alle 20.30 sfida Alcaraz per andare in semifinale. «Deve prima vedere che succede con le Atp Finals: è importante che si concentri su questo obiettivo. Poi valuteremo insieme, tenendo conto che non è solo una questione atletica». Per il tennista di Carrara sono giorni due volte importanti. «Veronica, la compagna, è in attesa del secondo figlio: dovrebbe nascere la prossima settimana». Volandri parla da padre di due bambini. «So bene quanto sia importante. Per lui sarà un pensiero in più». L’altra sera contro De Minaur sembrava sul punto di crollare, invece. «Non pensavamo potesse tirar fuori tutta quella energia. La Davis ti dà la stessa carica». E allora? «Valuteremo insieme». L’azzurro sta vivendo come su una nuvola. «Ma è anche alla sua ottava settimana consecutiva in campo. E io so di poter contare su una rosa di 6-7 giocatori almeno, sempre a disposizione, pronti a lavorare e dare tutto: Arnaldi, Darderi, Sonego che salvò 4 match point con il cileno Jarry. Siamo una squadra, è il segreto che ci ha portato a vincere le ultime due edizioni».

L’assenza di Sinner

In realtà, Sinner non ci sarà. «Chi vive e conosce il tennis, sa che di questo argomento si è parlato troppo: Jannik tra i miei ragazzi è quello che in Davis ha più presenze, c’è stato presente nelle ultime 4 edizioni. La sua è una decisione che va rispettata». Rischiamo di presentarci senza i nostri 2 migliori giocatori. «Domani sarò a Bologna, ne riparleremo». Berrettini e Sonego si stanno allenando al Circolo della Stampa di Torino, che ha la stessa — identica — superficie dell’Inalpi Arena. Saranno loro i singolaristi, o nell’eventuale assenza di Musetti toccherà a Cobolli? Cambia argomento: «Il doppio è un elemento chiave, con questa formula. Abbiamo una coppia che sta attraversando un momento molto buono, martedì è stata protagonista di uno degli incontri più belli della carriera». Simone Bolelli e Andrea Vavassori. «Sono motivati, giocano bene. Spero di ritrovarli lunedì a Bologna col trofeo delle Atp Finals».

I quarti con l’Austria

L’Italia esordirà martedì nei quarti con l’Austria: «Squadra compatta. Ma noi veniamo da due Insalatiere e vogliamo restare lassù a lungo: giocare in casa ci darà una spinta in più». Molti pronosticano una finale con la Spagna. «Alcaraz è il migliore, ma nei quarti incontrano la Repubblica Ceca, team fortissimo che ha superato gli Usa. La Germania può contare su Zverev e un gran bel doppio. Sarà forse l’edizione più equilibrata di sempre: però noi abbiamo margini enormi. Come Jannik». Una squadra, ripete. «Altri capitani mi dicono che nelle rispettive nazionali ci sono giocatori che si detestano e si evitano. La nostra invece è incredibilmente unita». Certo che la Davis ogni anno, e a fine stagione, per molti atleti è un calvario. E rischia di perdere fascino. «La si potrebbe giocare ogni due, o inserirla diversamente nel calendario. Le vecchie generazioni sono innamorate della vecchia formula, i giovani preferiscono questa. Ma è assurdo fare paragoni. Sarebbe come chiedersi: meglio Panatta o Sinner? Non saprei rispondere».

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