✕

Ray Giubilo: “La foto a Paolini è nata per caso. Sinner prevedibile, Alcaraz fantasioso”

Jasmine Paolini 

Ascolta l'audio

Intervista al fotografo del tennis, autore del libro Flying Racquets, Oltre la rete: “La luce è tutto. Ogni campione ha la sua e coglierla fa la differenza”
2 minuti di lettura

TORINO – La popolarità assoluta al di fuori dell’ambiente gliel’ha data uno scatto newyorkese a Jasmine Paolini. “Sono andato a dormire che sul mio profilo Instagram aveva un migliaio di like, mi sono svegliato e erano milioni”. Ma Ray Giubilo, triestino d’Australia, è da quarant’anni il Fotografo del tennis. “Quasi quaranta, sono trentasette, non fatemi sentire così vecchio. Ma fino al ‘94 seguivo solo i tornei in Australia perché abitavo lì, poi ho incominciato a seguire tutto in ogni parte del mondo”. Ray ha appena pubblicato un libro, Flying Racquets, Oltre la rete, edito da Allemandi, casa editrice torinese neo acquisita da Intesa.

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) post]]

Ray, che cos’è la cosa più importante nel fotografare il tennis?
”La luce. Devi capire dove posizionarti per cogliere quella ideale per quel determinato momento”.

E la cosa più difficile?
”Non lasciarsi sfuggire l’attimo”.

Sembra Robin Williams nel professor Keating dell’Attimo Fuggente…
”Ma è così. Per questo…

TORINO – La popolarità assoluta al di fuori dell’ambiente gliel’ha data uno scatto newyorkese a Jasmine Paolini. “Sono andato a dormire che sul mio profilo Instagram aveva un migliaio di like, mi sono svegliato e erano milioni”. Ma Ray Giubilo, triestino d’Australia, è da quarant’anni il Fotografo del tennis. “Quasi quaranta, sono trentasette, non fatemi sentire così vecchio. Ma fino al ‘94 seguivo solo i tornei in Australia perché abitavo lì, poi ho incominciato a seguire tutto in ogni parte del mondo”. Ray ha appena pubblicato un libro, Flying Racquets, Oltre la rete, edito da Allemandi, casa editrice torinese neo acquisita da Intesa.

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) post]]

Ray, che cos’è la cosa più importante nel fotografare il tennis?
”La luce. Devi capire dove posizionarti per cogliere quella ideale per quel determinato momento”.

E la cosa più difficile?
”Non lasciarsi sfuggire l’attimo”.

Sembra Robin Williams nel professor Keating dell’Attimo Fuggente…
”Ma è così. Per questo bisogna rimanere concentrato per tutta la partita”.

E nel tennis non si sa mai quanto dura, la partita. Perché ha scelto il tennis?
”Perché mi piaceva, ero un appassionato. E poi c’è un motivo tecnico”.

Quale?
”Hai tutta una giornata per trovare il momento dello scatto ideale. E se le perdi non ti devi demoralizzare perché sai che ne tornerà un altro”.

Ray Giubilo con il suo libro 

Che cosa conta di più per lo scatto perfetto: tecnica, emozione o esperienza?
”L’emozione. E’ quella che devi trasmettere con una foto. Certo, la tecnica conta tantissimo così come l’esperienza, ma poi dopo un po’ di tempo le acquisiscono tutti. E allora cogliere l’emozione fa la differenza”.

Che cosa consiglia a un giovane che si avvicina al tennis, visto che adesso con gli smartphone tutti si sentono fotografi?
”Di cominciare con i tornei minori, quelli juniores, i challenger. Lì capisci se può diventare il tuo”.

Come appena detto, tutti fotografano adesso.
”E per noi è diventato più complicato per cui quando trovi una casa editrice che ti pubblica un libro come questo è una vittoria per tutta la categoria. Non siamo privilegiati perché siamo a bordo campo anzi, ormai dobbiamo combatterci i posti che sono sempre meno”.

Prendiamo i migliori tennisti del mondo. Come li definisce fotograficamente?
”Sinner è prevedibile, Alcaraz è fantasioso, Shelton è molto più interessante, ti offre sempre spunti. E Musetti: è un bel ragazzo, è elegante come tennista ed espressivo”.

Ray Giubilo (al centro) durante la presentazione del libro 

Degli eroi passati quale le ha offerto le opportunità migliori?
”Nadal: le traiettorie, le emozioni che trasmetteva, tutto bello da riprendere”.

La famosa foto di Jasmine Paolini: vuole vincere il World Press Photo?
”Pensate che è nato tutto per caso. Mi ero piazzato per ritrarre Jasmine ai cambi di campo quando parlava con il suo staff, con Sara Errani, volevo cogliere le espressioni. Poi una volta tornato in sala stampa ho visto la foto e mi è venuto in mente Halloween”.

Che in quei giorni, a New York, già impazzava due mesi prima.
”Sì, avevo visto le vetrine già a tema e mi è venuto in mente di aggiungere su Instagram alla foto la musichetta di Halloween”.

E c’è stata l’esplosione di like. Giubilo, qual è la sua foto di tutti questi quarant’anni di tennis?
”Sono tutte mie, scegliere è veramente difficile. Però ce n’è una che è stata la svolta: quella a Pete Sampras in volo. Così bella che divenne la campagna pubblicitaria di uno dei suo sponsor e ne fecero poster che andarono a ruba. Riuscii a cogliere la luce perfetta per quel gesto”.

Visto che ha fatto con Paolini lo scatto di Halloween ha già una idea per quello di Natale?
”Sì, e punto su Shelton. La pallina di Natale con uno dei suoi gesti sarebbe bellissimo”.

Leggi i commenti