Torino – La stoccata è arrivata inattesa: «Il tennis richiede investimenti enormi per le infrastrutture: l’Arabia Saudita, che ospiterà un nuovo Masters 1000 dal 2028, investirà 2,5 miliardi di dollari. Ecco perché la priorità del governo italiano dovrebbe essere quella di supportare la Federtennis a proposito di impiantistica». Sono le parole pronunciate ieri mattina a Torino da Andrea Gaudenzi, il presidente dell’Atp, l’associazione che rappresenta il tennis professionistico maschile. Un richiamo indirizzato all’esecutivo Meloni, dopo le polemiche degli ultimi mesi per il cambio di governance introdotto dal Decreto Sport, con la Fitp affiancata da Sport e Salute. «Per me — spiega Gaudenzi — il richiamo al governo è: benissimo che vogliate essere coinvolti nello sport. Nel tennis hai un impianto enorme che finisci per utilizzare due o tre settimane all’anno. Il Roland Garros, Wimbledon e l’Australian Open hanno fatto investimenti plurimiliardari; e se non arriva dal governo, un inves…
Torino – La stoccata è arrivata inattesa: «Il tennis richiede investimenti enormi per le infrastrutture: l’Arabia Saudita, che ospiterà un nuovo Masters 1000 dal 2028, investirà 2,5 miliardi di dollari. Ecco perché la priorità del governo italiano dovrebbe essere quella di supportare la Federtennis a proposito di impiantistica». Sono le parole pronunciate ieri mattina a Torino da Andrea Gaudenzi, il presidente dell’Atp, l’associazione che rappresenta il tennis professionistico maschile. Un richiamo indirizzato all’esecutivo Meloni, dopo le polemiche degli ultimi mesi per il cambio di governance introdotto dal Decreto Sport, con la Fitp affiancata da Sport e Salute. «Per me — spiega Gaudenzi — il richiamo al governo è: benissimo che vogliate essere coinvolti nello sport. Nel tennis hai un impianto enorme che finisci per utilizzare due o tre settimane all’anno. Il Roland Garros, Wimbledon e l’Australian Open hanno fatto investimenti plurimiliardari; e se non arriva dal governo, un investimento del genere non lo giustifichi».
La stoccata di Gaudenzi al Governo
Neanche a dirlo, l’altro argomento bollente sul tavolo di Gaudenzi (e non solo) è proprio il futuro delle Finals: «Noi — puntualizza, una volta di più, il cinquantaduenne ex tennista italiano — siamo stracontenti di stare in Italia. Abbiamo un contratto con la Fitp fino al 2030: se la Federazione dovesse essere messa dal Governo nella condizione di non rispettarlo, allora potrebbe nascere un problema. Ma in questo momento il problema non c’è, anzi mi risulta che le parti stiano dialogando». Le certezze, per ora, sono due: la prima è che nel 2026 il torneo dei maestri si giocherà ancora alla Inalpi Arena di Torino. La seconda è che, da contratto, si fermerà in Italia fino al 2030. Ed è molto probabile che resti sotto la Mole pure nel 2027. Sul triennio 2028-2030, invece, si allunga l’ombra di Milano (e del palazzetto allestito per l’Olimpiade, l’Arena Santa Giulia).
"A Torino costanti miglioramenti”
Per Gaudenzi, «Torino ha dimostrato tantissimo, ha fatto quello che doveva fare: l’evento è migliorato ogni anno ed è andato oltre le migliori aspettative e quest’anno, con la lotta aperta per il primo posto della classifica, abbiamo anche la migliore competizione possibile». Ma quali saranno i criteri per la scelta? «Peseranno un insieme di cose, un mix fra l’esperienza dei giocatori, quella degli appassionati ma anche il mercato, perché vogliamo essere attrattivi anche all’estero».