TORINO – Ci sono tante probabilità che oggi Sinner perda da De Minaur in semifinale, quante che il Sudafrica bicampione del mondo di rugby si arrenda all’Italia. Praticamente, zero. Le sfide si giocano a Torino più o meno alla stessa ora — la palla ovale comincia poco prima, ma Jannik potrebbe fare molto alla svelta — , a distanza di appena 8 chilometri: Inalpi Arena, Allianz Stadium. I precedenti tra i tennisti sono 12-0 (e 27 set a 2) per l’azzurro, mentre gli Springboks hanno vinto 17 volte, con una sola sconfitta. Nei due sport, la differenza la fanno soprattutto il servizio e la mischia, che poi è un po’ la stessa cosa: la sorgente del gioco, il fondamentale che indirizza la partita.
Sinner negli ultimi mesi ha messo a punto una battuta formidabile, che nel match con Zverev gli ha permesso di annullare tutte e 7 le occasioni da break per il tedesco. Ieri, nel match vinto con Shelton, ha piazzato 11 ace. A loro volt…
TORINO – Ci sono tante probabilità che oggi Sinner perda da De Minaur in semifinale, quante che il Sudafrica bicampione del mondo di rugby si arrenda all’Italia. Praticamente, zero. Le sfide si giocano a Torino più o meno alla stessa ora — la palla ovale comincia poco prima, ma Jannik potrebbe fare molto alla svelta — , a distanza di appena 8 chilometri: Inalpi Arena, Allianz Stadium. I precedenti tra i tennisti sono 12-0 (e 27 set a 2) per l’azzurro, mentre gli Springboks hanno vinto 17 volte, con una sola sconfitta. Nei due sport, la differenza la fanno soprattutto il servizio e la mischia, che poi è un po’ la stessa cosa: la sorgente del gioco, il fondamentale che indirizza la partita.
Sinner negli ultimi mesi ha messo a punto una battuta formidabile, che nel match con Zverev gli ha permesso di annullare tutte e 7 le occasioni da break per il tedesco. Ieri, nel match vinto con Shelton, ha piazzato 11 ace. A loro volta, i giganti sudafricani schierano un impressionante pacchetto che sfiora la tonnellata, e travolge qualsiasi avversario. Secondo il ct della Nazionale, Gonzalo Quesada, Jannik sarebbe un perfetto rugbista: «Umile, coraggioso. Determinato, aggressivo. Alto, rapido. Forte in difesa e in attacco. Una seconda o terza linea, sempre nel cuore dell’azione». Ange Capuozzo, l’elettrico estremo, gli ha inviato un messaggio di incoraggiamento e regalato una maglia: insieme ad altri compagni di squadra, domani sarà presente all’ultimo atto delle Atp Finals.
Una sfida complicata
«Ogni partita è una storia a sé. E il tennis, uno sport in cui tutto può cambiare da un momento all’altro», frena Jannik. «Reduce da quella sconfitta terribile con Musetti, Alex era molto giù. Ma due giorni dopo, con Fritz, ha giocato uno dei migliori incontri della sua carriera». Altro che formalità, insiste: oggi alle 14.30 sarà una sfida complicata, preceduta a mezzogiorno dalla semifinale del doppio Bolelli-Vavassori, che affrontano Heliovaara-Patten. «Con De Minaur sarà un incontro difficile, fisicamente impegnativo. In passato, in un paio di occasioni stava per battermi. Ogni set si decide sempre per uno o due colpi: basta un niente, per essere sconfitti». Mette le mani avanti. È fatto così, lo conoscete: rispettoso, prudente. Mentre tutti pensano già alla finale di domani con Carlitos, lui ammonisce: «C’è prima un esame da superare: il mio avversario non avrà niente da perdere. E io, tutto».
De Minaur: “Ho fatto pace con me stesso”
L’australiano, dopo la clamorosa rimonta subìta dal nostro “Lollo”, aveva pensato di lasciare lo sport: «Ho sofferto da morire, è stato il momento più duro della mia carriera. Odiavo tutto, mi sono ritrovato in un buco nero. Un inferno da cui non pensavo più di poter uscire. Invece, due giorni dopo è cambiato tutto: ho fatto pace con me stesso. Ora mi sento bene. Incredibile». Racconta che lo hanno salvato la fidanzata, la tennista Katie Boulter, e gli altri componenti del team. «Mi sono stati vicino, sono bastate poche parole. Tornando in campo, ho cancellato tutto dalla mia mente: volevo solo giocare come so, divertirmi, non farmi intrappolare dai pensieri neri. Ha funzionato. È quello che farò anche con Sinner».
Sinner: “Felice per Alcaraz, non superfelice”
Jannik ha fatto i complimenti ad Alcaraz, che ieri ha ricevuto il trofeo destinato al numero 1 del mondo al termine della stagione: «Sono felice per Carlos, se lo merita: in questa stagione ha vinto tante partite e tornei, è stato competitivo su tutte le superfici, ha giocato un tennis molto aggressivo, è un bravo ragazzo». Pausa di riflessione, lungo respiro. «Però, se dicessi che sono super-felice, mentirei: questo suo successo mi stimola a migliorare, a impegnarmi ancora di più». Si augura di incontrarlo subito, ma pure Carlitos, stasera, ha una semifinale non semplice da affrontare. «Un passo per volta». Prima c’è De Minaur. Otto chilometri più in là, l’Italrugby sogna l’impresa. Ogni partita è una storia a sé.