Sinner, lezione da Maestro. Batte Alcaraz e vince le Finals. Ora vacanze con Laila (con nuovo anello)
di Massimo CalandriGrazie, Maestro: Torino illumina d’azzurro la Mole Antonelliana. Jannik ha rivinto le Atp finals, il numero 1 del mondo Alcaraz gli ha reso omaggio celebrando un altro bellissimo capitolo di questa sfida: «Sei il migliore. Ora però è tempo di riposare un po’: è stato un anno incredibile per entrambi. Preparati bene, perché a gennaio si ricomincia», ha sorriso Carlitos.
Sinner non lo confesserà mai, ma al ritorno negli spogliatoi si è commosso: «Era una partita importantissima, per me. Per tanti motivi». La fatica, la tensione al termine di una stagione complicata da quei 3 mesi di stop, il desiderio di rivincita dopo l’amarezza di New York. E in realtà, si sono commossi un po’ tutti. Il primo a piangere è stato Umberto Ferrara, il preparatore atletico.
Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il fisio e l’osteopata: la squadra, che emozione. «Ci sono stati momenti difficili, anche fuori dal campo. Ma c…
Grazie, Maestro: Torino illumina d’azzurro la Mole Antonelliana. Jannik ha rivinto le Atp finals, il numero 1 del mondo Alcaraz gli ha reso omaggio celebrando un altro bellissimo capitolo di questa sfida: «Sei il migliore. Ora però è tempo di riposare un po’: è stato un anno incredibile per entrambi. Preparati bene, perché a gennaio si ricomincia», ha sorriso Carlitos.
Sinner non lo confesserà mai, ma al ritorno negli spogliatoi si è commosso: «Era una partita importantissima, per me. Per tanti motivi». La fatica, la tensione al termine di una stagione complicata da quei 3 mesi di stop, il desiderio di rivincita dopo l’amarezza di New York. E in realtà, si sono commossi un po’ tutti. Il primo a piangere è stato Umberto Ferrara, il preparatore atletico.
Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il fisio e l’osteopata: la squadra, che emozione. «Ci sono stati momenti difficili, anche fuori dal campo. Ma ci abbiamo sempre creduto: senza di loro, niente sarebbe stato possibile». Mezz’ora dopo la fine, la gente dell’Inalpi Arena era ancora lì, felice. Innamorata del ragazzo dai capelli rossi. «Uno su mille ce la fa», gli aveva dedicato Gianni Morandi prima dell’incontro. La festa e l’abbraccio al termine della partita col fratello Mark, che ha ricevuto in regalo la racchetta della finale. Mark è grande appassionato di F1, che nel frattempo ha stretto amicizia col pilota Kimi Antonelli, uno dei tanti Vip presenti all’evento. E con Laila Hasanovic, la fidanzata danese: si è portata dietro il suo cagnolino, Jannik ha coccolato la bestiola.
Sì, è stata una stagione incredibile, nonostante quei 3 mesi di stop: le vittorie (Australian Open, Wimbledon) e le finali (Roland Garros, New York) negli Slam. Altri 3 titoli. Cemento, terra rossa, erba.
I tornei indoor
Ma quando si gioca sul veloce indoor, Sinner è imbattibile: con quello di ieri sera è il trentunesimo successo consecutivo. Nel torneo con gli 8 migliori del mondo, non ha perso neppure un set e subìto un solo break. Nel secondo set, ieri sera, servito solo il 47% di prime palle, addirittura peggio della finale degli Us Open (48%). Niente paura. «Conta battere bene nei momenti importanti, ed è quello che ho fatto quando Carlos ha avuto un set point». Una seconda di servizio a 180 km/h. «Rischiosa, ma era la cosa giusta da fare. A volte ci vogliono un po’ di coraggio e di fortuna. Era meglio perdessi io il punto, e non che lo vincesse lui: le cose bisogna meritarsele». Il tie-break, un quarto d’ora di divertimento puro per tutti, in campo e tribuna. «Nel secondo set ho avuto qualche alto e basso, però è dipeso da Carlos».
Ora la vacanza e l’anello
Ora Jannik si prenderà 2 settimane di vacanza. Laila nei giorni scorsi ha mostrato un bellissimo anello. «Non è un mio regalo di fidanzamento», dice lui. Da metà dicembre comincerà la off season a Dubai, poi tornerà al Country Club di Montecarlo prima di volare in Asia a gennaio: un’esibizione con Alcaraz a Seul, quindi Melbourne. «Non avrebbe senso, pensare di vincere tutti gli Slam del 2026. Il tennis deve essere soprattutto divertimento, vedremo come andrà la stagione. Adesso ho bisogno di riposare, anche mentalmente. È stato un anno difficile. Vincere questa finale è stato importante, anche perché mi darà l’energia per ripartire nel modo migliore con un programma ad altissimo livello». Cahill e Vagnozzi confermano: «Lavoreremo perché sia ancora più aggressivo ed efficace. Il miglior tennista del mondo, per i prossimi 10 anni».