Cominciamo dalla fine. Jannik che abbraccia la fidanzata Laila, coccola il cane Snoopy e parte per 2 settimane di vacanza tra mare e Val Pusteria? No: un attimo prima. Quando Sinner celebra il successo di Torino con la sua squadra, inzuppandosi di champagne e lacrime negli spogliatoi, poi di fa serio e sigla un patto: «Ci rivediamo tra un mese. Per cominciare una preparazione di altissimo livello».
Obiettivo Grande Slam
Se il ragazzo dei capelli rossi può fare ancora meglio – i suoi allenatori ne sono certi: «Lavoriamo perché raggiunga il top tra 4-5 anni, mantenendolo a lungo – allora è lecito pensare che qualcosa di davvero incredibile possa accadere. Presto. Nel secolo scorso, solo 2 persone hanno celebrato il Grande Slam, vincendo i 4 major nella stessa annata: Don Budge, nel 1938, e 2 volte Rod Laver (1962 e 1969), hanno sollevato il trofeo degli Open d’Australia, del Roland Garros, di Wimbledon e degli Us Open.…
Cominciamo dalla fine. Jannik che abbraccia la fidanzata Laila, coccola il cane Snoopy e parte per 2 settimane di vacanza tra mare e Val Pusteria? No: un attimo prima. Quando Sinner celebra il successo di Torino con la sua squadra, inzuppandosi di champagne e lacrime negli spogliatoi, poi di fa serio e sigla un patto: «Ci rivediamo tra un mese. Per cominciare una preparazione di altissimo livello».
Obiettivo Grande Slam
Se il ragazzo dei capelli rossi può fare ancora meglio – i suoi allenatori ne sono certi: «Lavoriamo perché raggiunga il top tra 4-5 anni, mantenendolo a lungo – allora è lecito pensare che qualcosa di davvero incredibile possa accadere. Presto. Nel secolo scorso, solo 2 persone hanno celebrato il Grande Slam, vincendo i 4 major nella stessa annata: Don Budge, nel 1938, e 2 volte Rod Laver (1962 e 1969), hanno sollevato il trofeo degli Open d’Australia, del Roland Garros, di Wimbledon e degli Us Open. Ottantasette anni dopo l’americano, e trascorsi 56 dal secondo trionfo dell’australiano, due giovani amici si sono divisi gli Slam della stagione, per la seconda volta consecutiva. In realtà, l’italiano della Val Pusteria è stato a un soffio dal terzo Slam, a Parigi ha avuto a disposizione 3 match point. Anche lo spagnolo di El Palmar non ci è andato molto lontano. Una volta, uno ha vinto sulla terra rossa e sull’erba, l’altro sempre sul cemento. La volta dopo, quello ha festeggiato anche sul cemento, e il suo rivale pure sull’erba. Sì, a questo punto si può fare. Ma chi sarà, dei due?
La rivalità
«Jannik perde in poche occasioni: ma quando succede, ritorna più forte di prima». «Dopo che l’ho battuto, Carlos ha fatto progressi incredibili». Sinner e Alcaraz si sfidano, e ogni volta si ringraziano: perché l’incredibile rivalità, il testa a testa infinito, li aiuta a crescere. E aumenta a dismisura il distacco dal tennis «terrestre». La sera dell’amara sconfitta di Flushing Meadows, l’azzurro fece una promessa a sé stesso: «Devo migliorare la mia battuta, se voglio battere Alcaraz». Si è allenato per 2 mesi su questo fondamentale con Simone Vagnozzi, Darren Cahill lo ha raccontato: «Il primo colpo dello scambio, la battuta, è il più importante. Ed è solo su quello, che hai il controllo pieno. Hanno fatto un lavoro incredibile, in particolare nelle ultime 4 o 5 settimane: per riprogettare il servizio, trovare ritmo e fluidità aumentando la percentuale di prime palle. Ma non è solo questione di percentuale: se ci fossimo concentrati su quello e basta, gli avremmo detto di rallentare la velocità. Invece ha incrementato i km/h. E si avvicina molto di più alle linee, ottenendo tantissimi punti ‘gratis’. Meraviglioso». Ha cambiato il movimento, lancia la palla più corta. Accelera i tempi in battuta, in modo da togliere il fiato all’avversario. E poi, la risposta: «Se vuoi vincere, prima o poi devi breakkare l’altro. Se rispondi bene, gli impedisci di respirare». Elementare, Cahill.
Gli upgrade dello spagnolo
Lo spagnolo a sua volta ha fatto ulteriori progressi al servizio, e nei movimenti laterali. Domenica sera voleva anticipare i colpi dell’avversario avanzando, ribaltare l’inerzia spingendosi il più avanti possibile. Verticalizzando. Ma questa volta ha subito il gioco da fondo dell’azzurro. «Non posso rimproverarmi nulla. Sono migliorato sul cemento indoor e gli sono stato molto vicino, ho avuto le mie opportunità». Sa cosa ora “deve” studiare. E frigge, al pensiero che comincino le vacanze. «Ho già alcune idee in mente, ne abbiamo parlato col team. La nuova preparazione è dietro l’angolo. Cercherò di lavorare su tutto questo, per iniziare ancora più forte la prossima stagione». Ancora più forte.
«La vittoria nelle Atp Finals mi darà l’energia per riprendere con un entusiasmo incredibile», dice Jannik. Appuntamento a Dubai, tra un mese. Poi la rifinitura a Montecarlo, prima dell’anno che verrà. Vagnozzi annuisce: «La partita ci ha mostrato aspetti che possiamo migliorare ulteriormente. Abbiamo provato anche nuovi colpi per il futuro, nuove tattiche: Jannik è velocissimo nell’apprendere e nel migliorarsi. Il nostro obiettivo è essere ancora più aggressivi». E vincere il Grande Slam.