Davis, Germania bella di notte. Zverev: “Mi sento come se fossi stato in discoteca”
di Massimo CalandriBologna – Alle due di notte, dopo aver festeggiato in campo coi compagni il passaggio in semifinale, il tedesco Sascha Zverev era senza voce: «Ho urlato da matti. Mi sento come certe sere, quando vai in discoteca». Dopo il colpo vincente di Puetz – ottavo match point dell’incontro! – ha cominciato a saltare impazzito di gioia, avvolto in una grande bandiera della Germania. «E’ stata una partita incredibile, davvero spettacolare. Non so ancora come abbiamo fatto a vincere. Il terzo set è stato un continuo avanti e indietro, tantissime palle break per l’Argentina. Sono super felice per tutta la squadra. All’inizio sembrava sarebbe stato un tie-break facile per noi, ma all’improvviso è arrivato un match point per gli argentini sul loro servizio, poi un altro in cui Tim serve una seconda a 200 all’ora. Sono successe tante cose. E tante cose sono girate dalla nostra parte».
Quel dritto di Puetz
Questione di centimetri. E di sorte. Il dritto di Tim Puetz sulla riga, i tedeschi che si guarda…
Bologna – Alle due di notte, dopo aver festeggiato in campo coi compagni il passaggio in semifinale, il tedesco Sascha Zverev era senza voce: «Ho urlato da matti. Mi sento come certe sere, quando vai in discoteca». Dopo il colpo vincente di Puetz – ottavo match point dell’incontro! – ha cominciato a saltare impazzito di gioia, avvolto in una grande bandiera della Germania. «E’ stata una partita incredibile, davvero spettacolare. Non so ancora come abbiamo fatto a vincere. Il terzo set è stato un continuo avanti e indietro, tantissime palle break per l’Argentina. Sono super felice per tutta la squadra. All’inizio sembrava sarebbe stato un tie-break facile per noi, ma all’improvviso è arrivato un match point per gli argentini sul loro servizio, poi un altro in cui Tim serve una seconda a 200 all’ora. Sono successe tante cose. E tante cose sono girate dalla nostra parte».
Quel dritto di Puetz
Questione di centimetri. E di sorte. Il dritto di Tim Puetz sulla riga, i tedeschi che si guardano negli occhi e quasi hanno paura ad esultare. «Alla fine ci vuole sempre un po’ di fortuna, soprattutto nel doppio», ammette Puetzy, autore del colpo vincente: «Mi rendo conto che è facile dirlo, ora che abbiamo vinto: ma è stato davvero bello, essere parte di una serata così. Una sfida incredibile, in un’atmosfera fantastica: poteva andare bene ad entrambe, sono così felice sia toccato a noi». Il capitano tedesco Kevin Krawietz annuisce: «E’ stato come andare sulle montagne russe. Ora ci aspetta la Spagna: anche loro vengono da un match complicato. Sarà durissima».
La delusione dell’Argentina
Gli sconfitti, comunque abbracciati dai tanti tifosi venuti a Bologna e raccolti dietro lo striscione ‘Hinchada Argentina’, sono sfiniti: «A volte sono pochi centimetri a fare la differenza. Lo accettiamo. Fa male, certo, ma da domani tornerà il sorriso», dice il capitano Javier Frana. «Eravamo così vicino alla vittoria, invece. Ma siamo comunque molto orgogliosi di noi stessi. Abbiamo lottato fino alla fine. A volte nello sport le cose vanno dalla tua parte, altre volte dall’altra. Non abbiamo alcun rimpianto per la nostra prestazione, abbiamo dato tutto. Lo sport - il tennis - è così».