“E fateme parlà, ahò!". Flavio Cobolli vorrebbe rispondere, ma nello spogliatoio della Super tennis Arena è tutto un saltare, cantare e innaffiarsi di bollicine. Sopra, sugli spalti, i cori non smettono un secondo.
Questa vittoria è soprattutto di “Cobo”: ha trascinato la squadra con 2 partite epiche.
"Non ho trascinato nessuno, questa è la vittoria di una squadra formidabile. Ero in difficoltà, ma di brutto, e i ragazzi dalla panchina mi continuavano a sostenere: non si può mollare, quando indossi questa maglia azzurra. Questa è proprio quella usata ai Giochi Olimpici: fra tre anni a Los Angeles, spero tanto di esserci anche io".
Ma che è successo nel primo set con Munar?
"Non lo so, forse sono entrato in campo troppo nervoso. Eppure avevo anche evitato di usare il telefonino. …
“E fateme parlà, ahò!". Flavio Cobolli vorrebbe rispondere, ma nello spogliatoio della Super tennis Arena è tutto un saltare, cantare e innaffiarsi di bollicine. Sopra, sugli spalti, i cori non smettono un secondo.
Questa vittoria è soprattutto di “Cobo”: ha trascinato la squadra con 2 partite epiche.
"Non ho trascinato nessuno, questa è la vittoria di una squadra formidabile. Ero in difficoltà, ma di brutto, e i ragazzi dalla panchina mi continuavano a sostenere: non si può mollare, quando indossi questa maglia azzurra. Questa è proprio quella usata ai Giochi Olimpici: fra tre anni a Los Angeles, spero tanto di esserci anche io".
Ma che è successo nel primo set con Munar?
"Non lo so, forse sono entrato in campo troppo nervoso. Eppure avevo anche evitato di usare il telefonino. Mi ripetevo: non pensare alla partita. Abbiamo giocato alla playstation, come l’Italia del calcio nel 2006, volevo rifare quella Nazionale. Dovevo restare lucido, e invece. Mi hanno aiutato Matteo, Filippo, gli altri compagni. E il pubblico".
Mercoledì scorso aveva detto: “E’ il giorno più bello della mia vita”. E adesso?
"Era il mio sogno, il sogno di tutti noi. Sono stati i tre giorni più belli della mia vita. Che emozione, quando ho visto che Filippo spalancava gli occhi e Matteo saltava in campo per abbracciarmi. Però nei prossimi giorni devo fermarmi: non ho mica capito ancora cosa è successo".