Sport

Tennis in chiaro, Binaghi: “Provvedimento svuotato di efficacia, tifosi ancora in balia di pay tv”

Jannik Sinner
Jannik Sinner (agf)

Il chiaro non potrà scattare fino alla scadenza degli attuali contratti con i broadcaster. Il presidente della Fitp: “Il provvedimento segna da un lato il riconoscimento di un diritto sacrosanto, dall'altro nega questo stesso diritto per i prossimi 4-5 anni”

1 minuti di lettura

"Così come concepito il provvedimento è clamorosamente svuotato di efficacia e lascia ancora una volta milioni di appassionati italiani in balia della lobby delle pay tv titolari dei diritti". Angelo Binaghi, presidente della federtennis, commenta così l’aggiornamento dell’elenco degli eventi sportivi che non potranno andare a pagamento per la “particolare rilevanza sociale”. Nel caso del tennis bisognerà però attendere la fine dei contratti dei broadcaster con i tornei in questione. “L'aggiornamento degli eventi di particolare rilevanza sociale è una buona notizia per tutto lo sport italiano, non solo per il tennis. È una misura che pone il nostro Paese finalmente al passo con gli altri paesi europei e che come FITP auspicavamo da tempo e per la quale ci siamo battuti con convinzione”, spiega Binaghi.

I ‘nuovi' eventi

Nella lista degli eventi "di rilevanza per la società" entrano le semifinali e finali degli Slam, dei Masters 1000 e delle Finals (maschili e femminili) che abbiano degli atleti italiani coinvolti. Tradotto: le gesta degli azzurri del tennis potranno andare in chiaro anche oltre quello che prevedeva l'ultima delibera in materia, ovvero la messa in onda free soltanto per le finali e semifinali di Coppa Davis, Fed Cup (oggi Billie Jean King Cup) e Internazionali d'Italia.

Angelo Binaghi, presidente della Fitp
Angelo Binaghi, presidente della Fitp (agf)

I contratti in essere

C'è un ma, perché il chiaro non potrà scattare fino alla scadenza degli attuali contratti con i broadcaster. E qui Binaghi è chiaro: “Il provvedimento se segna da un lato il riconoscimento di un diritto sacrosanto, ormai imprescindibile, che è stato guadagnato sul campo dai nostri giocatori a suon di risultati e richiesto a furor di popolo dall'enorme passione dei telespettatori italiani, dall'altro nega questo stesso diritto per i prossimi 4-5 anni che, dati alla mano, dovrebbero essere proprio quelli per i quali l'esigenza è nata e sarà più evidente”.

I commenti dei lettori