Resistere al tempo che passa. Nicola Pietrangeli verrà ricordato ha portato il tennis agli italiani e i ragazzi, come Paolo Bertolucci, se ne sono innamorati: «L’ho amato quando ero bambino, l’ho conosciuto quando avevo 15 anni, ne avevamo 20 di differenza. Lo ammiravo e ne avevo profondo rispetto. Ha fatto uscire il nostro sport dalla nicchia, ha illuminato e ispirato le generazioni successive, un campione indelebile. Era un uomo forte».
Un uomo forte con cui ha condiviso la grande impresa della Davis nel ‘76.
«Come capitano lottò per farci partire per il Cile. Contro la politica. Contro le polemiche. Un grande successo. Una festa meravigliosa. Poi ci sono stati problemi».
Avete avuto discussioni?
«Sì, molte. In una squadra non è facile avere sempre serenità. Noi dopo quella stagione abbiamo scelto un altro capitano, c’è stato l’esonero, i rapporti si sono incrinati».
Perché?
«La torta andava divisa in 5, se qualcuno vuole la fetta più grande si creano problemi».
Ne avete discusso? V…
Resistere al tempo che passa. Nicola Pietrangeli verrà ricordato ha portato il tennis agli italiani e i ragazzi, come Paolo Bertolucci, se ne sono innamorati: «L’ho amato quando ero bambino, l’ho conosciuto quando avevo 15 anni, ne avevamo 20 di differenza. Lo ammiravo e ne avevo profondo rispetto. Ha fatto uscire il nostro sport dalla nicchia, ha illuminato e ispirato le generazioni successive, un campione indelebile. Era un uomo forte».
Un uomo forte con cui ha condiviso la grande impresa della Davis nel ‘76.
«Come capitano lottò per farci partire per il Cile. Contro la politica. Contro le polemiche. Un grande successo. Una festa meravigliosa. Poi ci sono stati problemi».
Avete avuto discussioni?
«Sì, molte. In una squadra non è facile avere sempre serenità. Noi dopo quella stagione abbiamo scelto un altro capitano, c’è stato l’esonero, i rapporti si sono incrinati».
Perché?
«La torta andava divisa in 5, se qualcuno vuole la fetta più grande si creano problemi».
Ne avete discusso? Vi siete rivisti, chiariti?
«Sì, siamo stati a cena, ma non ne abbiamo più parlato. C’è grande rispetto e tutti noi sappiamo che nello sport ci sono problemi, tensioni, poi si chiudono».
Però un po’ di tensioni e discussioni ci sono state anche negli ultimi anni.
«Perché la polemica era il suo tratto distintivo».
Diceva quello che pensava.
«Così sono i personaggi come lui, forti, ingombranti. Di grande personalità. Ma anche di lingua arguta e tagliente. Che vogliono stare al centro dell’attenzione».
Come era in campo.
«Sì, era così. La qualità del giocatore e la sua eleganza. Quando venne introdotto il colore impazzì».
Perché?
«Ai suoi tempi si giocava in bianco. Lui era sempre perfetto. Quando sono state permesse maglie colorate ha storto molto la bocca. Quelle sgargianti che indossano oggi i giocatori gli facevano orrore».
Era unico.
«Dobbiamo tenere vivo il suo ricordo, lascia una eredità importante. Aveva una personalità fortissima. Il giocatore poi non si discute. Perdiamo un grande personaggio».
Le mancherà?
«Mancherà tanto allo sport».