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Il tennis vara le nuove norme contro il caldo: possibile stop ai match e cooling break

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L’Atp mette nero su bianco una serie di norme per tutelare i giocatori
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Docce fredde, gare sospese, cambio d’abiti, cooling break. E se non basta, ripariamo dal sole lo stadio con il tetto, come se diluviasse. Basta malori per il troppo caldo: siamo tennisti, non macchine. L’Atp inaugura una heat policy, un “protocollo per il calore”, allo scopo di proteggere le sue galline dalle uova d’oro: gli atleti, appunto.

A Shanghai malori e ritiri

Due mesi fa, durante il Masters 1000, il clima di Shanghai era impossibile da sopportare anche per gli spettatori, figuriamoci quelli in campo. Più di 30 gradi, umidità con picchi sino al 90%: il drammatico ritiro di Sinner – coi crampi che gli impedivano persino di camminare - nel terzo set con Griekspoor; Djokovic che in un match s’era messo a vomitare, e in un altro era crollato a terra, sfinito; i malori di Atmane, Rune; i malesseri e i principi di svenimento per Ruud, Machac, Goffin, Medjedovic, Wu Yibing; anche Royer e Musetti si erano sentiti poco bene. Lo show era continuato, tra i comprensibili mugugni dei prota…

Docce fredde, gare sospese, cambio d’abiti, cooling break. E se non basta, ripariamo dal sole lo stadio con il tetto, come se diluviasse. Basta malori per il troppo caldo: siamo tennisti, non macchine. L’Atp inaugura una heat policy, un “protocollo per il calore”, allo scopo di proteggere le sue galline dalle uova d’oro: gli atleti, appunto.

A Shanghai malori e ritiri

Due mesi fa, durante il Masters 1000, il clima di Shanghai era impossibile da sopportare anche per gli spettatori, figuriamoci quelli in campo. Più di 30 gradi, umidità con picchi sino al 90%: il drammatico ritiro di Sinner – coi crampi che gli impedivano persino di camminare - nel terzo set con Griekspoor; Djokovic che in un match s’era messo a vomitare, e in un altro era crollato a terra, sfinito; i malori di Atmane, Rune; i malesseri e i principi di svenimento per Ruud, Machac, Goffin, Medjedovic, Wu Yibing; anche Royer e Musetti si erano sentiti poco bene. Lo show era continuato, tra i comprensibili mugugni dei protagonisti che già in passato s’erano lamentati per situazioni analoghe.

Il tema salute

Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, durante le Finals di Torino aveva promesso agli atleti che il tema salute – nonostante il moltiplicarsi degli impegni, e il giro sempre più vorticoso di denaro intorno – era all’ordine del giorno. È stato di parola. In linea con quello che già accade negli Slam e nella Wta, il circuito femminile, l’Atp ha appena varato una “heat policy” per tutelare i giocatori. Si tratta di un protocollo sul calore estremo percepito, che fa riferimento all’incontestabile Wbgt, acronimo che sta per Wet Bulb Globe Temperature: un indice che denuncia lo stress da caldo mettendo insieme diversi fattori come la temperatura, l’umidità, le radiazioni solari. In caso di superamento di determinati valori, le partite potranno essere sospese più o meno a lungo.

Il nuovo regolamento

Il nuovo regolamento prevede una serie di casi diversi, con l’obbligo di adeguarsi: quando nei primi 2 set si oltrepasseranno i 30.1 gradi della scala WBGT di una pausa della durata di 10 minuti in cui sarà consentito farsi una doccia, cambiarsi vestiti, idratarsi e confrontarsi con il proprio angolo. Ciascuno dei giocatori potrà richiederlo e si applicherà a entrambi in caso di terzo parziale. Inoltre, lo staff medico dovrà verificare le condizioni di salute dei giocatori e i livelli di idratazione.

Il match può essere anche sospeso

È attesa anche una prossima forma di cooling break. Per i match di doppio non sono previste sospensioni, ma un’estensione di 90 secondi dell’idratazione al cambio di campo. Nel caso in cui si superino i 32 gradi della scala WBGT o la temperatura del campo raggiunga i 45 gradi, negli impianti che ne sono dotati si procederà con la chiusura dei tetti al primo cambio di campo utile o alla fine del set in corso. La regola prevede che la partita si concluda in condizioni indoor. E se tutto questo non basta, il match sarà sospeso. Se l’indice WBGT dovesse superare per più di 15 minuti i 32.2 gradi, il supervisor sarà chiamato a fermare il gioco su tutti i campi outdoor simultaneamente (facoltativa la possibilità di terminare i game o i tiebreak in atto). E i giocatori? Andranno negli spogliatoi o in specifiche aree dove rinfrescarsi, monitorati dai medici dell’ATP. Il gioco potrà riprendere solo quando l’indicatore WBGT sarà sceso nuovamente sotto i 30.5 gradi per 20 minuti continuativi.

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