Carlitos Alcaraz e Juanki Ferrero. Il giovane allievo che inseguiva un sogno, il maestro che gli ha permesso di realizzarlo. Amici, e insieme campioni. Sempre felici, sorridenti. Inseparabili. Fino a poche ore fa. Uno leader del ranking, l’altro appena celebrato miglior allenatore del mondo. Carlitos aveva 15 anni, quando bussò all’Academy di Juanki, grandissimo tennista (un successo al Roland Garros, una finale agli Us Open e una semi allo Slam australiano, i quarti a Wimbledon) che da coach aveva già fatto sbocciare Zverev. Bastò uno sguardo, per riconoscere quel diamante grezzo. Ma c’è voluto un lungo percorso, per farlo brillare. “La nostra è stata una avventura straordinaria, dal punto di vista sportivo e umano. Soprattutto, ci siamo divertiti”, confessano i due.
La coppia allegra e vincente di separa
La coppia più solida, vincente e allegra del tennis moderno, si è improvvisamente separata – senza polemiche, anzi - al termine di una stagione che li ha visti trionfare in 2 Slam (…
Carlitos Alcaraz e Juanki Ferrero. Il giovane allievo che inseguiva un sogno, il maestro che gli ha permesso di realizzarlo. Amici, e insieme campioni. Sempre felici, sorridenti. Inseparabili. Fino a poche ore fa. Uno leader del ranking, l’altro appena celebrato miglior allenatore del mondo. Carlitos aveva 15 anni, quando bussò all’Academy di Juanki, grandissimo tennista (un successo al Roland Garros, una finale agli Us Open e una semi allo Slam australiano, i quarti a Wimbledon) che da coach aveva già fatto sbocciare Zverev. Bastò uno sguardo, per riconoscere quel diamante grezzo. Ma c’è voluto un lungo percorso, per farlo brillare. “La nostra è stata una avventura straordinaria, dal punto di vista sportivo e umano. Soprattutto, ci siamo divertiti”, confessano i due.
La coppia allegra e vincente di separa
La coppia più solida, vincente e allegra del tennis moderno, si è improvvisamente separata – senza polemiche, anzi - al termine di una stagione che li ha visti trionfare in 2 Slam (Parigi, New York) e tornare in testa al ranking Atp, mettendosi alle spalle jannik. È successo poche ore fa, quasi non ci si crede eppure: l’ansia di continuare a migliorare, di alzare ancora l’asticella, ha messo la parola fine a un rapporto sportivo e personale che durava da 7 anni. Chi ha lasciato chi? Con ogni probabilità – anche perché l’allenatore confessa: “Mi sarebbe piaciuto restare” – è una (dolorosa) decisione presa da Carlos. “Se doveva succedere, è giusto sia ora. Ora, che siamo nel punto più alto”, dice. “Continueremo a crescere”, gli fa eco Junki. Al suo posto un altro spagnolo, Samuel Lopez, che da 2 anni fa già parte dello staff e fino ad oggi era una sorta di “assistente” di Ferrero. Lopez potrebbe conservare a lungo quel ruolo, facendosi a sua volta affiancare da un secondo tecnico nel corso della stagione che verrà e che comincia il 13 gennaio con l’esibizione a Seul tra il murciano e Jannik Sinner (che ha tacitamente rinnovato la fiducia per un altro anno a darren Cahill, sempre affiancato da Simone Vagnozzi), antipasto al primo Slam 2026, gli Australian Open.
Passo dopo passo per 7 anni
“Mi hai accompagnato per 7 anni in un viaggio incredibile, passo dopo passo, in campo e fuori. Mi hai fatto crescere come atleta e come persona, soprattutto: mi sono divertito. Non smetterò mai di ringraziarti”, il racconto sui social del numero 1. “Siamo riusciti ad arrivare in cima, l’obiettivo per cui abbiamo lavorato e al quale punteremo sempre. Ora per entrambi è arrivato il tempo di cambiare: nuove avventure, progetti. Sono certo li affronteremo nel modo giusto, dando ancora il massimo e aggiungendo ogni volta qualcosa. So che non abbiamo mai tralasciato nulla e ci siamo messi a disposizione dell’altro”. Ferrero ammette che questo “è un giorno difficile, uno di quelli in cui si fa fatica a trovare le parole. Si chiude una tappa molto importante della mia vita: con nostalgia, ma pure con orgoglio e la speranza per quello che verrà”. Ci è rimasto malissimo. “Conservo le risate, le sfide superate, le chiacchiere, il sostegno nei momenti difficili e la soddisfazione di aver fatto parte di qualcosa di unico. Mi ha preparato ad essere una persona migliore. Sono convinto che i buoni ricordi e le belle persone troveranno in modo di incontrarsi di nuovo. Grazie di cuore”. Di sicuro troverà altre pietre preziosa da far brillare. Ma difficilmente un diamante come Carlitos.