La crepa, apertasi 2 anni fa dopo la sconfitta con Djokovic in semifinale nelle Finals Atp (Ferrero aveva duramente criticato le eccessive “distrazioni” dell’allievo, troppo incline alle serate in discoteca con gli amici: “C’è un momento per allenarsi e un altro per divertirsi, Carlos”), si era allargata pericolosamente quest’estate a Wimbledon, dopo la finale perduta con Jannik. La rivincita di New York sembrava avere rimesso le cose a posto. Invece.
L’insofferenza di Alcaraz
Il divorzio tra Alcaraz e l’allenatore-mentore, l’uomo che 7 anni fa aveva accolto nella Accademia di Villena il quindicenne murciano trasformandolo nel miglior tennista del mondo, ha sorpreso tutti: ‘Juanki’ aveva in mano i biglietti aerei per l’Australian Open del mese prossimo, così come i suoi collaboratori (che restan…
La crepa, apertasi 2 anni fa dopo la sconfitta con Djokovic in semifinale nelle Finals Atp (Ferrero aveva duramente criticato le eccessive “distrazioni” dell’allievo, troppo incline alle serate in discoteca con gli amici: “C’è un momento per allenarsi e un altro per divertirsi, Carlos”), si era allargata pericolosamente quest’estate a Wimbledon, dopo la finale perduta con Jannik. La rivincita di New York sembrava avere rimesso le cose a posto. Invece.
L’insofferenza di Alcaraz
Il divorzio tra Alcaraz e l’allenatore-mentore, l’uomo che 7 anni fa aveva accolto nella Accademia di Villena il quindicenne murciano trasformandolo nel miglior tennista del mondo, ha sorpreso tutti: ‘Juanki’ aveva in mano i biglietti aerei per l’Australian Open del mese prossimo, così come i suoi collaboratori (che restano nello staff, almeno per ora). Ma sotto le ceneri covava l’insofferenza dell’atleta, che a marzo – dopo la sconfitta di Miami – era andato in vacanza col fratello Alvaro e Ferrero l’aveva presa malissimo: “Bisogna essere professionisti 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno”. A riportare la calma tra i due ci aveva pensato proprio l’amico e assistente di Juanki, Samuel Lopez, che adesso ne ha preso il posto.
Alcaraz e gli allenamenti nella sua Accademia
Nelle ultime settimane, invece di prepararsi a Villena, nei pressi di Alicante, come in passato, il tennista aveva preferito restare a casa sua, a El Palmar, nella propria Accademia, gestita dal padre, ad allenarsi sui campi del Real Sociedad Club di Murcia, dove aveva cominciato da bambino. Un altro segnale. Il rinnovo del contratto è stato solo un pretesto: il muro si è diviso a metà. Per sempre. “Samuel Lopez è un grande allenatore. E con lui mi diverto”, dice Carlitos.
Ruolo più centrale per il fratello Alvaro
Non sopportava più i metodi severi, quasi “militareschi” dell’altro. Ma è proprio grazie a quel sistema che Alcaraz è sbocciato: 6 Slam, 24 titoli complessivi. E solo in questa stagione, i successi di Parigi e New York, 71 incontri vinti. La direzione tecnica adesso passa a ‘Samu’ Lopez – legatissimo a Ferrero: lo ha allenato per diverse stagioni, con lui ha aperto l’Accademia di Villena -, ma nello staff da oggi avrà un ruolo da protagonista assoluto Alvaro, il fratello di Carlos, che si era limitato a fare da sparring partner, consigliere (e amico di bisbocce).
Secondo i media spagnoli, questo cambio di rotta – in un tennis che non concede un attimo di respiro – potrebbe essere molto rischioso per il futuro sportivo del tennista. Il primo test è in programma il 10 gennaio a Seul, match-esibizione con Jannik Sinner. Ma che ne sarà di Juanki Ferrero? Nel 2018 aveva lasciato la guida di Zverev, per dedicarsi a quel fenomenale ragazzino di Murcia. Il campione tedesco è andato avanti col supporto del padre, ma non è mai riuscito ad esprimere completamente il suo straordinario talento. E se i due si ritrovassero?