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Djokovic lascia il sindacato che aveva fondato: "Non rispecchia più i miei valori"

Novak Djokovic 

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A sorpresa il campione serbo abbandona l'associazione creata assieme a Pospisil: "Non mi sento più allineato con l'attuale direzione". Alla base della rottura le divergenze sui termini e i contenuti dell'azione legale contro Atp e Wta e il mancato sostegno degli altri top player
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Novak Djokovic ha deciso di lasciare la PTPA (Professional Tennis Players Association), associazione che aveva fondato nel 2019 assieme al collega canadese Vasek Pospisil. Lo ha fatto sapere con una serie di post pubblicati tramite il proprio profilo ‘X’. Nole ha spiegato di non essere più allineato con i valori proposti dell’attuale direzione. "Questa decisione arriva dopo le continue preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate", scrive Djokovic. "Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, dando ai giocatori una voce più forte e indipendente. Ma è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e alle p…

Novak Djokovic ha deciso di lasciare la PTPA (Professional Tennis Players Association), associazione che aveva fondato nel 2019 assieme al collega canadese Vasek Pospisil. Lo ha fatto sapere con una serie di post pubblicati tramite il proprio profilo ‘X’. Nole ha spiegato di non essere più allineato con i valori proposti dell’attuale direzione. "Questa decisione arriva dopo le continue preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate", scrive Djokovic. "Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, dando ai giocatori una voce più forte e indipendente. Ma è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e alle persone coinvolte per andare avanti, ma per me questo capitolo è ormai chiuso".

In disaccordo con l'azione legale contro Atp, Wta, Itf e Itia

Novak Djokovic e Vasek Pospisil avevano fondato la PTPA con l’intento di dare voce ai giocatori nel rapporto con il resto degli enti ritenendo che fossero intrappolati in un sistema ingiusto. Nel marzo scorso l’associazione aveva intentato una causa nei confronti di ATP, WTA, ITF e ITIA, criticandole per i numerosi cambiamenti e abusi degli ultimi anni. In particolare si criticava la mancata condivisione dei ricavi, la sottovalutata questione dei diritti d'immagine oltre a un sovraccarico del calendario. Djokovic, però, si era mostrato piuttosto perplesso circa il contenuto di tale contenzioso. E le perplessità erano aumentate dopo aver constatato che questa azione era stata firmata da diversi giocatori dei circuiti maschile e femminile ma da nessuno dei top player.

"Mi sono battuto per anni, voglio che altri giocatori si impegnino"

Lui stesso non aveva firmato l’azione legale spiegando a Miami a marzo: "Voglio che anche altri giocatori si impegnino. Sono stato molto attivo sulle questioni 'politiche' nel tennis, cercando di rappresentare i giocatori nel Consiglio Atp, facendo del mio meglio mentre la mia carriera era al suo apice. Ci sono cose con cui sono d'accordo e altre con cui non sono d'accordo. E penso che alcune delle parole come 'cartello' e 'sistema corrotto' per esempio siano piuttosto forti". Il primo momento di tensione con i vertici dell'organizzazione che, evidentemente, è trasceso fino a portare a una irreparabile rottura.

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