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L’addio di Djokovic al sindacato che accusa Sinner

Novak Djokovic 

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“Siete poco trasparenti”. Il serbo lascia la Ptpa, che a lungo ha denunciato trattamenti di favore verso l’azzurro nel caso Clostebol
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L’accusa di scarsa trasparenza rimbalza di qua e di là, come la pallina che passa la rete ma poi ritorna indietro e va a colpire proprio chi l’aveva scagliata. Prima di dare forfait al torneo di Adelaide per le precarie condizioni fisiche, gettando un’ombra anche sulla sua partecipazione ai prossimi Australian Open, Novak Djokovic su X ha picchiato duro, come fosse uno dei suoi meravigliosi rovesci, contro la Ptpa (Professional Tennis Players Association), il sindacato che aveva contribuito a fondare nel 2020 con l’ex collega canadese Vasek Pospisil – si è ritirato a luglio – e che adesso ha polemicamente abbandonato: «Una decisione dovuta a preoccupazioni persistenti sulla trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate. I miei valori non sono più allineati con l’attuale orientamento dell’organizzazione».

La risposta del sindacato

Il sindacato gli ha risposto, senza mai citarlo: «Gli attacchi da parte di qualsiasi giocatore non ci di…

L’accusa di scarsa trasparenza rimbalza di qua e di là, come la pallina che passa la rete ma poi ritorna indietro e va a colpire proprio chi l’aveva scagliata. Prima di dare forfait al torneo di Adelaide per le precarie condizioni fisiche, gettando un’ombra anche sulla sua partecipazione ai prossimi Australian Open, Novak Djokovic su X ha picchiato duro, come fosse uno dei suoi meravigliosi rovesci, contro la Ptpa (Professional Tennis Players Association), il sindacato che aveva contribuito a fondare nel 2020 con l’ex collega canadese Vasek Pospisil – si è ritirato a luglio – e che adesso ha polemicamente abbandonato: «Una decisione dovuta a preoccupazioni persistenti sulla trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate. I miei valori non sono più allineati con l’attuale orientamento dell’organizzazione».

La risposta del sindacato

Il sindacato gli ha risposto, senza mai citarlo: «Gli attacchi da parte di qualsiasi giocatore non ci distoglieranno dalla nostra missione: ottenere riforme per aiutare tutti i tennisti». Un obiettivo per cui la Ptpa nello scorso marzo ha iniziato una battaglia legale contro Atp e Wta, le associazioni che governano il tennis maschile e femminile, accusandole di essere “un cartello” che spreme gli atleti con calendari impossibili da undici mesi all’anno e che tiene per sé la maggior parte dei ricavi.

La gestione del caso Sinner

Il documento che annunciava quella battaglia segnò una prima presa di distanza di Djokovic («Alcune espressioni mi sembrano eccessive») e chiamò espressamente in causa Sinner per la vicenda Clostebol, citata come esempio di trattamento di favore perché l’Itia, l’agenzia antidoping del tennis, aveva accettato la versione di un’assunzione accidentale dello steroide senza ulteriori indagini. Riferendosi alle regole dell’antidoping, il sindacato parlava allora di “una gestione poco trasparente”. Proprio l’accusa che ora, con un feroce contropiede, gli scaglia contro Novak Djokovic.

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