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Sinner-Alcaraz vista da Paolo Bertolucci: “In due mesi Jannik è diventato ancora più aggressivo”

(afp)

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Intervista all’ex campione azzurro alla vigilia del match esibizione di Seul
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Sincaraz e il match-esibizione a Seul tra i padroni del mondo: si ricomincia. «Sarà così per i prossimi 5 o 6 anni. Sono già più forti rispetto alla finale Atp di 2 mesi fa. Continueranno a migliorare: ogni giorno, ogni torneo, ogni stagione. I loro avversari dovrebbero volare, per raggiungerli». Paolo Bertolucci sa già come finirà anche quest’anno: «Mi stupirei, se - uno o l’altro - non vincessero tutti i tornei cui parteciperanno». Jannik, Carlitos. «Il tennis sono loro. Rassegnatevi. E godetevela».

Due marziani.

«Per un po’ è stato così anche con Federer e Nadal. Poi è comparso Djokovic. I Big Three. Esiste oggi un futuro Novak? Fonseca, forse. Con Adriano (Panatta) abbiamo puntato su di lui. Come Mensik, potrebbe sfiorare la Top10. Ma hanno 19 e 20 anni: reggeranno poi fisicamente quel livello, senza rompersi tipo Hurkacz o Fils? E una volta lassù, saranno sempre affamati come “quei” due?».

Andare oltre i limiti: l’ossessione di Sinner.

«Lo ritroveremo ancora più aggressivo: lo ha…

Sincaraz e il match-esibizione a Seul tra i padroni del mondo: si ricomincia. «Sarà così per i prossimi 5 o 6 anni. Sono già più forti rispetto alla finale Atp di 2 mesi fa. Continueranno a migliorare: ogni giorno, ogni torneo, ogni stagione. I loro avversari dovrebbero volare, per raggiungerli». Paolo Bertolucci sa già come finirà anche quest’anno: «Mi stupirei, se - uno o l’altro - non vincessero tutti i tornei cui parteciperanno». Jannik, Carlitos. «Il tennis sono loro. Rassegnatevi. E godetevela».

Due marziani.

«Per un po’ è stato così anche con Federer e Nadal. Poi è comparso Djokovic. I Big Three. Esiste oggi un futuro Novak? Fonseca, forse. Con Adriano (Panatta) abbiamo puntato su di lui. Come Mensik, potrebbe sfiorare la Top10. Ma hanno 19 e 20 anni: reggeranno poi fisicamente quel livello, senza rompersi tipo Hurkacz o Fils? E una volta lassù, saranno sempre affamati come “quei” due?».

Andare oltre i limiti: l’ossessione di Sinner.

«Lo ritroveremo ancora più aggressivo: lo ha promesso, sarà di parola. Qualcosa si era già visto, nella postura sulla risposta. Ha modificato la posizione dei piedi al momento di servire, ha accorciato il movimento, lancia la pallina più vicina a sé. La percentuale di prime è cresciuta, e finisci per non accorgerti che ha la migliore ‘seconda’ del circuito. Stringe i tempi tra una battuta e l’altra, toglie il fiato all’avversario. Non sarà mai uno da serve and volley, ma la transizione a rete progredisce ed è in grado di piazzare 4 o 5 palle corte fondamentali. Trova sempre la soluzione migliore».

Ha solo 24 anni.

«È una continua metamorfosi. Come Federer e Nadal, che hanno cominciato a dare il meglio verso i 30. Ed è quello, il progetto di Darren Cahill: portarlo alla perfezione nelle prossime stagioni, senza mai togliere il piede dall’acceleratore. Per Alcaraz è la stessa cosa. Ecco perché non arriveranno mai a raggiungerli».

Tra pochi giorni cominciano gli Australian Open.

«Sara già il crocevia dell’intera stagione. Chi vince dei due – perchè vincerà uno di loro – costringe l’altro a inseguirlo. L’obiettivo è il Grande Slam, 57 anni dopo Rod Laver: ci possono arrivare entrambi».

Alcaraz ha divorziato dal suo storico coach, Ferrero.

«E allora? Anche quando Sinner aveva chiuso con Piatti si pensava a chissà quale terremoto, invece. Jannik e Carlos mi sembrano due avvocati penalisti di sessant’anni: in grado di gestire qualsiasi problema. E non credo che un secondo allenatore, in aiuto all’attuale - Samuel Lopez -, cambierebbe il rendimento dello spagnolo. Murray non ha aggiunto molto al tennis di Djokovic».

A proposito: Nole (39 a maggio) non molla.

«Lui è pura fantascienza. Però a quell’età, ogni anno che passa equivale a 10, sportivamente parlando. ‘Djoko’ può essere ancora all’altezza di quei due, negli incontri al meglio dei 3 set. Ma non può reggere il loro livello negli Slam».

Che stagione sarà, per gli altri azzurri?

«Musetti può e deve confermarsi nei Top 10, superando gente come De Minaur che oggi nel ranking gli sta davanti. Berrettini l’ho appena visto a Dubai: mi sembra che fisicamente stia molto bene, temo sarà impossibile torni sui livelli di 5 anni fa ma può puntare alla Top20. E Cobolli me lo aspetto a ridosso dei primi 10: però è arrivato il momento di giocare meno tornei e puntare di più sulla qualità. Sinner rimane l’esempio. Anche se irraggiungibile».

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