Uno pensa: meglio di così, è impossibile. Invece. Il tennis italiano non smette di sorprendere, entusiasmare. Alza ancora l’asticella. E non è finita, anzi. La stagione si era chiusa un mese e mezzo fa con la vittoria in Davis, azzurri alle Finals di Torino, Sinner incoronato Maestro (e il successo delle ragazze nella Bille Jean King Cup, Paolini ottava nel ranking). Ma si vede che non era abbastanza, perché il 2026 comincia con un risultato storico: battendo ieri il russo Rublev nella semifinale dell’Atp250 di Hong Kong, Lorenzo Musetti ha guadagnato punti sufficienti per scavalcare in classifica l’australiano de Minaur. Adesso è quinto. Con Jannik irraggiungibile, secondo a un passo dall’altro marziano Alcaraz. Due italiani tra i migliori 5 del mondo, nello stesso — magico — momento. «Lollo» è il terzo tra i nostri campioni dell’èra moderna che sale fin lassù: prima di lui naturalmente Jannik, entrato nella Top5 già nell’ottobre 2023; e Adriano Panatta, che nel 1976 — grazie ai succ…
Uno pensa: meglio di così, è impossibile. Invece. Il tennis italiano non smette di sorprendere, entusiasmare. Alza ancora l’asticella. E non è finita, anzi. La stagione si era chiusa un mese e mezzo fa con la vittoria in Davis, azzurri alle Finals di Torino, Sinner incoronato Maestro (e il successo delle ragazze nella Bille Jean King Cup, Paolini ottava nel ranking). Ma si vede che non era abbastanza, perché il 2026 comincia con un risultato storico: battendo ieri il russo Rublev nella semifinale dell’Atp250 di Hong Kong, Lorenzo Musetti ha guadagnato punti sufficienti per scavalcare in classifica l’australiano de Minaur. Adesso è quinto. Con Jannik irraggiungibile, secondo a un passo dall’altro marziano Alcaraz. Due italiani tra i migliori 5 del mondo, nello stesso — magico — momento. «Lollo» è il terzo tra i nostri campioni dell’èra moderna che sale fin lassù: prima di lui naturalmente Jannik, entrato nella Top5 già nell’ottobre 2023; e Adriano Panatta, che nel 1976 — grazie ai successi di Roma e Parigi — raggiunse la quarta posizione. Il computer non c’era ancora, e l’Atp sarebbe nata diversi anni dopo, quando Nicola Pietrangeli fu terzo: nel 1959 e 1960.
Gli italiani
Non dite più che meglio di così è impossibile. Perché Musetti giura che il suo «è solo un punto di partenza per salire ancora». E poi abbiamo altri due giovani talenti che scalpitano. Sono anche loro nella parte sinistra della classifica: Flavio Cobolli è 22° (e alla fine di questa stagione vorrebbe entrare nella Top10), mentre Luciano Darderi si è guadagnato il 24° posto del ranking live. Quattro nei 24 più forti. Nessuno come noi. Poi Lorenzo Sonego (40), Matteo Berrettini (55), Matteo Arnaldi (65), Mattia Bellucci (76) che sono carichi di ambizioni. L’augurio è che il sorteggio dello Slam di Melbourne, che comincia nel prossimo fine settimana, li distribuisca in modo che possano incrociarsi tra loro il più lontano possibile.
L’esibizione di Seul
«Gli Australian Open sono la sola cosa che conta, in questo momento»: Jannik ieri a Seul sorrideva sereno, nonostante la sconfitta in 2 set (7-5, 7-6) patita da Carlos Alcaraz in un match esibizione che non contava per la classifica né per le statistiche. Una “quasi” partita in cui i due si sono lasciati andare allo spettacolo davanti a 15.000 coreani entusiasti, persino esagerando: a un certo momento l’azzurro ha dato la racchetta in mano a un bimbo che ha scambiato con Carlitos, lo spagnolo gli ha lasciato fare punto e il giudice di sedia ha assegnato un “15” all’italiano. Di serio c’era solo il montepremi: 2 milioni di euro a testa, quasi 20.000 a minuto giocato. Però i Duellanti hanno comunque fatto vedere qualcosa di nuovo nel gioco. Sinner ha variato molto l’esecuzione dei colpi, cercando anche di servire ogni volta in maniera diversa: dice che nei prossimi giorni deve limare alcuni dettagli, di sicuro ha bisogno di acquistare più brillantezza fisicamente. Alcaraz sembra già in condizione e batte con un movimento diverso, più fluido, “alla Djokovic”. Dopo l’incontro hanno preso un aereo per l’Australia, oggi pomeriggio si alleneranno entrambi a Melbourne.
Il nuovo Musetti
Questa sarà una giornata-maratona per Musetti, che ad Hong Kong scende in campo per 2 finali: alle 8.30 italiane nel singolare maschile col kazako Sasha Bublik, uno che qualche mese fa ha battuto pure Jannik e punta ad entrare nella Top10; poi nel doppio con l’amico Sonego. L’arrivo di José Perlas, che lo allenerà insieme a Simone Tartarini, sembra avergli fatto bene: al termine di una vera battaglia sportiva ha superato Rublev con talento e coraggio, regalando alcuni colpi di pura bellezza e dimostrandosi molto forte mentalmente quando c’era da soffrire. «Il quinto posto nel ranking è qualcosa di fantastico, ma anche un punto di partenza: devo migliorare», insiste. Non dite più che è impossibile.